Avere un cane riduce del 24% il rischio di morte: cosa dice la scienza
Vivere con un cane si collega a una maggiore longevità, con una riduzione del rischio di morte che emerge da una grande sintesi di evidenze scientifiche. L’idea non nasce da una semplice associazione emotiva, ma da una serie di ricerche raccolte e analizzate in modo sistematico, con risultati rilevanti soprattutto per alcune condizioni cliniche e contesti di vita.
meta-analisi su 4 milioni di persone: rischio di morte -24%
Il quadro di riferimento proviene da una meta-analisi basata su dati relativi a circa 4 milioni di persone coinvolte in una lunga serie di studi pubblicati tra il 1950 e il 2019. La sintesi è stata pubblicata su Circulation: Population Health and Outcomes.
Nel complesso, i ricercatori hanno rilevato che la convivenza con un cane è associata a una riduzione del 24% del rischio di morte, indipendentemente dalla causa. L’associazione positiva risulta particolarmente evidente per persone con storia di attacchi cardiaci e problemi alle coronarie. In altre parole, il beneficio riguarda anche il rischio di decesso per patologie cardiovascolari, senza dipendere in modo diretto dalla storia clinica individuale.
interpretazione dei risultati: studio osservazionale e possibili fattori confondenti
Una lettura critica sottolinea un limite tipico degli studi di questo tipo: l’analisi statistica può mostrare un associarsi tra possesso di cane e longevità, ma non può stabilire da sola un nesso causale definitivo. In linea con questa impostazione, viene evidenziata la necessità di considerare un quadro più ampio, perché chi sceglie di avere un animale potrebbe presentare già condizioni di salute migliori o un livello di reddito più elevato rispetto a chi non possiede animali domestici.
attività fisica quotidiana: passeggiate e impatto sulla salute cardiaca
Tra i possibili meccanismi collegati al beneficio emerge il ruolo dell’attività fisica. Molti studi nel tempo hanno indicato che i proprietari di cani hanno maggiori probabilità di raggiungere i 150 minuti di attività fisica moderata o intensa raccomandati in una settimana. Questo obiettivo corrisponde a circa 20 minuti al giorno, tempo che tende a essere coperto più facilmente grazie alle uscite richieste dall’animale.
Se le linee guida sull’esercizio fisico vengono rispettate, possono associarsi effetti utili per la salute cardiovascolare, come pressione sanguigna più bassa, possibile riduzione del colesterolo e migliore gestione dei trigliceridi. A descrivere questi indicatori è stata Beth Frates, professoressa presso la Harvard Medical School nel dipartimento di medicina fisica e riabilitazione.
cani e malattie cardiovascolari: vantaggi più evidenti per chi vive da solo
Per le persone che hanno già una diagnosi di malattia cardiovascolare, il legame con la longevità potrebbe risultare ancora più marcato. In uno studio del 2019 condotto in Svezia su oltre 300.000 persone reduci da infarto e ictus, chi viveva da soli ha mostrato un rischio di morte inferiore quando possedeva un cane rispetto a chi viveva senza un animale domestico. Anche i pazienti che convivevano con un partner o con un figlio hanno evidenziato una riduzione del rischio.
In base ai dati riportati, il vantaggio appare più evidente proprio per chi affronta la vita quotidiana in solitudine e sceglie di avere un cane.
legami sociali e benessere mentale: riduzione di isolamento e stress
Oltre all’aspetto fisico, la presenza di un cane in casa viene collegata a una maggiore longevità anche tramite il rafforzamento dei legami sociali. Portare a spasso l’animale può facilitare l’incontro con altre persone e l’avvio di conversazioni; in quest’ottica, il cane funziona come elemento di contatto e riduce la chiusura sociale.
Una riduzione della solitudine e dell’isolamento sociale è considerata importante perché questi fattori possono avere un impatto negativo sulla salute mentale. In un sondaggio condotto dall’Institute for Healthcare Policy & Innovation dell’Università del Michigan, il 70% dei proprietari di animali domestici con età superiore ai 50 anni concorda con l’idea che avere cani o gatti favorisca il contatto con gli altri.
Lo stesso sondaggio riporta che più di 8 proprietari su 10 dichiarano che i cani danno alle giornate uno scopo. Sette su 10 indicano di provare maggiore gioia grazie all’animale, mentre il 63% afferma che avere un animale domestico contribuisce a ridurre lo stress. Ulteriore elemento citato è il senso di dovere e responsabilità nei confronti del cane, fattori che possono aiutare alcune persone a trovare un senso nella vita.
beth frates e dati dal sondaggio dell’università del michigan
I risultati vengono interpretati anche attraverso le osservazioni della professoressa Beth Frates e attraverso le percentuali emerse dal sondaggio dell’Institute for Healthcare Policy & Innovation dell’Università del Michigan.
- Beth Frates
- Institute for Healthcare Policy & Innovation dell’Università del Michigan