Attivisti italiani fermati a bengasi trattati come possibili clandestini

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Attivisti italiani fermati a bengasi trattati come possibili clandestini
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Le ultime notizie su due attivisti italiani legati alla Flotilla in Libia, Domenico Centrone e Leonarda Alberizia, arrivano dopo il perdersi dei contatti con il gruppo che nella serata del 24 maggio si era avvicinato a un blocco a Sirte per negoziare il passaggio. Il convoglio impegnato nella missione trasporta aiuti umanitari destinati alla popolazione della Striscia di Gaza e punta a raggiungere il territorio palestinese via terra.

Il convoglio, composto da circa 250 persone provenienti da diversi Paesi, include automezzi e case mobili, oltre a beni di consumo. Sono presenti anche un’ambulanza e materiali che supportano l’attività umanitaria. Dopo otto giorni di attesa a Sirte e trattative che non hanno prodotto risultati, la decisione è stata quella di muoversi verso la parte orientale della Libia.

convoglio umanitario verso la cirenaica e trattative al confine

La manovra è stata impostata con una delegazione in avanscoperta formata da un paio di mezzi e una decina di attivisti di diverse nazionalità: Italia, Spagna, Uruguay, Argentina, Polonia, Stati Uniti, Portogallo, Canada.

Secondo quanto comunicato ieri durante una diretta Instagram da un’altra attivista italiana, Sara Suriano di Andria, presente nella zona retrostante con la parte più consistente del convoglio per ragioni di prudenza, il gruppo di testa non avrebbe effettuato l’ingresso autonomamente nella Cirenaica. Il passaggio sarebbe avvenuto perché il gruppo sarebbe stato invitato dalle autorità a procedere oltre il confine.

fermo nella libia orientale e perdita dei contatti con i due attivisti

Una volta superato il confine, i dieci attivisti della delegazione avanzata sono stati fermati dalle milizie libiche di Haftar. In quella fase sarebbero stati consegnati i passaporti.

Subito dopo le prime rassicurazioni inviate ai compagni di missione, i contatti si sono interrotti. Le comunicazioni risultano dunque interrotte dopo l’avvio delle verifiche da parte delle autorità competenti.

Il Ministero degli Esteri ha riferito che sono in corso verifiche, mentre si sarebbe attivato anche il consolato.

identità e ruolo di domenico centone e leonarda alberizia

Nella delegazione di cui si sono perse le tracce insieme a Domenico Centrone risulta anche Leonarda Alberizia. Domenico Centrone è indicato come insegnante di Molfetta. Leonarda Alberizia risulta invece un’attivista piemontese di Asti.

Nel racconto delle vicende descritte risultano anche trattative già avviate nei giorni precedenti con il governo della Libia dell’est con l’obiettivo di ottenere il via libera al passaggio del confine. Anche in quel caso l’esito sarebbe stato negativo.

sirte e no weapon zone: attesa e cambiamento di rotta del convoglio

Per otto giorni il convoglio è rimasto fermo a Sirte nell’area indicata come “No weapon zone”, descritta come l’ultima parte neutrale prima della Libia orientale. La zona orientale è riportata come separata da quella occidentale a causa della guerra civile.

La riprogrammazione della missione nasce dopo che le trattative a Sirte non hanno portato a risultati, portando il convoglio a spostarsi verso l’est.

composizione della missione e partenze da global sumud flotilla e maghreb sumud

La missione che attraversa il nord Africa si fonda su una collaborazione tra Global Sumud Flotilla, tramite cui partecipano molti italiani, e Maghreb Sumud, a trazione nordafricana. Al seguito risulterebbero presenti circa 20 mezzi, inclusa un’ambulanza della Mezzaluna rossa.

La maggior parte del contingente è formata da attivisti provenienti dai Paesi del Maghreb allargato. Gli europei e i partecipanti di altri continenti sono indicati come una minoranza.

persone coinvolte nella vicenda

La vicenda riguarda direttamente i seguenti nominativi:

  • Domenico Centrone
  • Leonarda Alberizia
  • Sara Suriano
Flotilla in Libia, Domenico Centrone e Leonarda Alberizia “trasferiti a Bengasi e trattati come possibili clandestini”

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