Argento a cannes caos e fine del periodo d’oro del cinema italiano
Dario Argento torna al centro del dibattito sul cinema italiano intervenendo al 79esimo Festival di Cannes, in occasione del restauro di “Metti, una sera a cena”, film del 1969 diretto da Giuseppe Patroni Griffi e scritto insieme allo stesso Argento. Nel suo racconto emergono con forza le difficoltà del presente, insieme alla convinzione che le strade per il rilancio possano aprirsi grazie alle energie delle nuove generazioni.
crisi del cinema italiano: idee, finanziamenti e caos organizzativo
Durante l’intervento a Cannes, Argento descrive la fase attuale come “il momento più difficile” della storia del settore. Il regista parla di una crisi di ispirazione, di una mancanza di idee e di problemi legati ai finanziamenti. Il quadro viene completato da una condizione di “totale caos”, con persone cacciate e altre assunte senza competenze.
La lettura complessiva viene sintetizzata con l’idea di un periodo “molto strano” e “bizzarro”, capace di incidere sia sulla produzione sia sulla stabilità delle scelte professionali.
futuro del cinema italiano: cosa aspettarsi da giovani e creatività
Argento lancia anche un’indicazione immediata: “abituatevi” a non vedere film italiani né a Cannes né agli Oscar per alcuni anni. Secondo la sua prospettiva, il periodo favorevole è concluso, ma può essere seguito da una ripresa.
Nel suo ragionamento assume un ruolo centrale la spinta dei giovani: “nei giovani c’è un grande spirito”. Non esiste, a suo avviso, una “formuletta” capace di risolvere la crisi in modo automatico, ma esiste la possibilità di ricostruire percorsi creativi.
ispirazione da cinema straniero: imitare per costruire qualcosa di nuovo
Argento propone di guardare ad altri contesti produttivi, citando il cinema francese, spagnolo, americano e orientale. L’idea di fondo è un processo graduale: imitando, poi arrivando alla creazione di qualcosa di nuovo. L’obiettivo, nelle sue parole, resta la generazione di nuove forme espressive capaci di rinnovare il linguaggio.
“metti, una sera a cena”: la svolta creativa e lo spirito post-’68
Il restauro dell’opera diventa occasione per ripercorrere un passaggio decisivo nella carriera di Argento. Il regista collega l’inizio del progetto al momento in cui stava scrivendo con Bertolucci il soggetto di “C’era una volta il West”. In parallelo, Patroni Griffi cercava un giovane sceneggiatore in grado di portare nella propria opera teatrale uno spirito più attuale, poiché la riteneva “un pò antiquata”.
Argento ricorda che Sergio Leone fece il suo nome, aprendo così la strada alla collaborazione.
amore, libertà sessuale e trasgressione: cosa doveva entrare nel film
Il regista descrive l’incontro come determinante anche per il tipo di racconto. “Era un film che parlava solo d’amore”, e Argento specifica di non aver mai realizzato film d’amore in precedenza. Patroni Griffi, però, voleva un contributo innovativo: lo spirito che stava nascendo dopo il ’68.
Questo spirito viene definito attraverso elementi precisi: nuovi rapporti tra uomo e donna, libertà sessuale e trasgressione. La finalità del lavoro era quindi portare nel film una trasformazione culturale in atto, trasformandola in racconto.
censura e film “libero”: realizzarlo oggi dipende dai censori
Alla domanda se un film così libero potrebbe essere realizzato anche oggi, Argento risponde con un riferimento diretto ai limiti imposti: “dipende dallo spirito dei censori”. Il regista richiama esperienze passate legate a tagli e censure ai suoi film, fenomeno che colloca negli Anni 70 e 80, quando secondo lui era presente un forte moralismo.
Nella narrazione viene riportato anche un passaggio di riflessione: se non viene consentito di vedere certe scene, si continuerà con l’immaginazione, lasciando intuire che il divieto non elimina del tutto l’effetto del racconto.
prossimo film di dario argento: isabelle huppert e ispirazione surrealista
Argento annuncia anche il progetto successivo: il prossimo film sarà realizzato con Isabelle Huppert. Il regista si dichiara pronto a lavorare con un’interprete definita “la più grande attrice francese” e afferma che l’attrice lo renderà orgoglioso di fare cinema.
La trama del nuovo lavoro viene descritta come ispirata a un precedente film messicano degli Anni ’40. Argento precisa che, in quella fase, il cinema messicano era fortemente influenzato dal Surrealismo. Nel riferimento viene citato un collegamento storico: in Messico, secondo quanto ricordato, lavorava Luis Buñuel, collegando così l’ispirazione alla corrente surrealista. Il progetto viene quindi definito come un film molto ispirato al Surrealismo.
dario argento e i progetti citati
Personaggi, ospiti o membri del cast menzionati:
- Dario Argento
- Giuseppe Patroni Griffi
- Sergio Leone
- Bertolucci
- Isabelle Huppert
- Luis Buñuel


