Analisi soloaffitti milano calo affitti fino al 15% e tempi di locazione raddoppiati
Il mercato degli affitti a Milano entra in una fase di raffreddamento dopo anni dominati da aumenti elevati e tempi di assegnazione molto rapidi. Un’analisi della rete milanese di SoloAffitti descrive una tendenza ormai visibile: i canoni iniziano a scendere, le tempistiche di locazione si allungano e cresce l’esigenza di allineare le richieste alla reale capacità di spesa di lavoratori, giovani coppie e studenti.
affitti milanesi in calo: canoni giù e tempi più lunghi
Il quadro emerso evidenzia un calo complessivo dei canoni del 15% sul mercato milanese, accompagnato da un aumento dei tempi di locazione, arrivati a circa il doppio. La dinamica non si manifesta in modo uniforme: i primi segnali vengono indicati nelle periferie nei primi mesi del 2025, per poi estendersi progressivamente anche verso le aree più centrali nel secondo semestre.
Questa normalizzazione segue anni di crescita eccezionale dei prezzi. Secondo la ricostruzione fornita, oggi il comportamento degli inquilini risulta meno orientato ad accettare qualsiasi cifra e più propenso ad attendere condizioni migliori.
quanto scendono i canoni: bilocali e trilocali
Il rallentamento è collegato anche a un aumento della distanza tra i canoni raggiunti negli anni e la capacità di spesa effettiva dei potenziali affittuari. I numeri segnalano un raffreddamento rispetto ai picchi del 2024.
bilocali in prima e seconda cerchia
Per i bilocali in prima cerchia i canoni medi, già attestati a 1.700-1.800 euro più spese, scendono oggi a un intervallo compreso tra 1.500 e 1.600 euro più spese, con una riduzione intorno al 10%.
In seconda cerchia il calo risulta più marcato: la discesa viene quantificata attorno al 15%, con valori scesi da 1.400 a circa 1.200 euro più spese.
trilocali: calo più evidente nelle aree centrali e semicentrali
Andamento analogo per i trilocali. Nelle zone più centrali i valori passano da circa 3.000 euro ai massimi a 2.500 euro più spese. Nelle aree semicentrali, invece, la media scende da 2.500 a circa 2.200 euro.
domanda ancora presente, ma cambiata: richieste e tempi
Il settore, secondo l’analisi, non si ferma: cambia soprattutto il comportamento degli inquilini. Il numero medio di richieste qualificate per immobile passa da circa 30 a 12. In parallelo, i tempi medi di locazione aumentano da 3,5 a 7,7 settimane.
Viene inoltre sottolineato che la domanda continua a esistere, soprattutto per gli immobili ritenuti correttamente posizionati. La tendenza descritta è che gli inquilini, rispetto a pochi mesi prima, preferiscano aspettare un ribasso o orientarsi verso soluzioni alternative, invece di accettare immediatamente prezzi non allineati.
perché i canoni restano online: difficoltà dei proprietari e prezzi fuori mercato
Uno degli elementi indicati con maggiore forza riguarda la difficoltà di una parte dei proprietari ad accettare il nuovo contesto. In numerosi casi, i locatori continuano a prendere come riferimento gli annunci online, spesso relativi a immobili che faticano a trovare un inquilino perché proposti a valori non coerenti con la domanda reale.
Secondo quanto riportato, in molti casi i proprietari iniziano con richieste elevate con l’obiettivo di replicare i canoni record dello scorso anno, per poi ridurre progressivamente le pretese dopo settimane senza risultati concreti.
Nel quadro descritto emerge anche l’utilizzo del canone concordato, indicato come strumento utile grazie ai vantaggi fiscali per favorire l’adeguamento dei valori richiesti in più situazioni.
più offerta e cambiamenti d’uso: locazione tradizionale e short rent
A influenzare il nuovo scenario contribuisce anche l’aumento dell’offerta disponibile nel comparto residenziale. L’analisi segnala inoltre primi segnali di rientro verso la locazione tradizionale di alcuni immobili in precedenza destinati agli affitti brevi.
Accanto a questo fenomeno si rileva una crescita degli annunci sulle piattaforme dedicate agli short rent. La crescita viene collegata a una maggiore professionalizzazione degli operatori e alla forte componente stagionale connessa ai grandi eventi cittadini, con riferimenti al Salone del Mobile e al Fuorisalone.
il quadro di SoloAffitti: normalizzazione dopo la fase di crescita post-covid
La lettura offerta da Silvia Spronelli, ceo di SoloAffitti, colloca il fenomeno in una “fase diversa” rispetto agli ultimi anni: non viene descritta una rottura improvvisa del mercato, ma una normalizzazione successiva a una lunga crescita straordinaria dei canoni. Secondo la ricostruzione, questa crescita è stata accelerata nel post-Covid e sostenuta da una domanda molto aggressiva, mentre oggi la situazione cambia perché gli stipendi non riescono più a tenere il passo dei prezzi raggiunti e gli inquilini diventano più selettivi.
Il punto centrale indicato è che la domanda resta presente, ma diventa più razionale: gli immobili con canoni coerenti continuano ad affittarsi rapidamente, mentre quelli fuori mercato restano disponibili più a lungo e richiedono tempi maggiori di chiusura. Per i proprietari, insistendo sui valori record del 2024, si rischiano settimane di sfitto e una perdita economica complessiva.
personaggi citati
- Silvia Spronelli