Aia , l’ex arbitro Pasquale De Meo: colleghi devono denunciare

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Aia , l’ex arbitro Pasquale De Meo: colleghi devono denunciare

La scalata verso la Serie A e l’interruzione improvvisa di un percorso costruito sul merito diventano il filo conduttore delle parole di Pasquale De Meo, ex arbitro con oltre cento presenze tra Serie A e Serie B. Il racconto ruota attorno a una scelta precisa: esprimere opinioni e denunciare condotte considerate scorrette, richiamandosi a doveri di giustizia e rispetto.

pasquale de meo e la denuncia nel pieno della carriera arbitrale

Le motivazioni richiamate da De Meo sono nette. In un passaggio dedicato al coraggio di parlare apertamente, vengono citate frasi rivolte a chi ritiene di poter imporre la propria gestione con atteggiamenti arroganti. La denuncia, per l’ex fischietto, non nasce da rancore né da un desiderio di ritorsione, ma da dovere e giustizia.

Nel ricostruire la fase successiva alle sue denunce pubbliche, De Meo parla di un clima che sarebbe cambiato nel tempo: vessazioni, isolamento e un allontanamento progressivo dal campo. Vengono riferite anche forme di solidarietà definite “nascoste”, come messaggi o gesti di incoraggiamento, a fronte di una condizione descritta come penalizzante in pubblico.

la scelta di seguire le regole: l’episodio dopo milan-empoli nel 2023

La storia di De Meo viene collegata a un passaggio decisivo avvenuto dopo la partita Milan-Empoli del 2023. Secondo quanto riportato, l’ex arbitro avrebbe deciso di segnalare alcune dichiarazioni considerate lesive nei confronti dei vertici arbitrali, richiamandosi al codice etico dell’associazione italiana arbitri (aia).

Da quel momento, De Meo descrive un periodo definito come declino, pur ribadendo la volontà di non presentarsi come vittima. L’impostazione del racconto sottolinea la fierezza per non essersi allineato e per non essere rimasto in silenzio, collegando la scelta alla dimensione di uomo e professionista.

inchiesta della procura di milano e ipotesi su designazioni e voti

Nel quadro dell’indagine richiamata, il racconto individua tensioni legate a presunti meccanismi opachi, citando elementi come designazioni e voti. Il tema dell’inchiesta è connesso a un possibile sistema non trasparente che avrebbe coinvolto protagonisti del settore, tra cui il designatore Gianluca Rocchi, indicato come autosospeso.

Secondo quanto riportato, Rocchi risulta indagato per concorso in frode sportiva. Il riferimento all’attività del pubblico ministero Maurizio Ascione è presentato come un elemento centrale: l’istruttoria avrebbe l’obiettivo di fare chiarezza su dinamiche descritte come ricorrenti nel sistema.

l’indagine nel ricordo di de meo: prova di archiviazione e richiesta di accesso agli atti

De Meo collega l’attuale contesto giudiziario alla propria vicenda personale. Nel 2023, afferma di essere stato coinvolto dalla giustizia sportiva, definita come procura federale. Secondo il racconto, l’esito sarebbe stato l’archiviazione; inoltre, sarebbe stata formulata una richiesta di accesso agli atti che sarebbe stata negata.

La combinazione di questi passaggi viene descritta come una duplice sconfitta, rafforzando la convinzione che il giudizio sarebbe stato prodotto da un sistema non ritenuto imparziale.

rifondare l’aia: autonomia economica e gestionale dalla figc

Per l’ex arbitro, la soluzione prospettata passa dalla riforma dell’aia. De Meo sostiene che l’associazione dovrebbe essere rifondata e trasformata in un organismo autonomo, sotto il profilo economico e gestionale, rispetto alla figc.

Nel ragionamento riportato, l’autonomia sarebbe collegata a possibili vantaggi sull’indipendenza del giudizio e a una maggiore capacità di gestire le pressioni economiche presenti nel contesto: l’osservazione formula il principio secondo cui chi non opera come arbitro non avrebbe lo stesso livello di guadagno.

Il quadro conclusivo ribadisce l’idea che, anche guardando alla giustizia sportiva, l’autonomia dell’aia dalla figc costituirebbe un vantaggio.

personaggi citati

  • Pasquale De Meo
  • Gianluca Rocchi
  • Maurizio Ascione

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