Agricoltura assofertilizzanti divieti su urea rischio -45% valore del comparto

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Agricoltura assofertilizzanti divieti su urea rischio -45% valore del comparto

Un confronto sempre più acceso tra scelte normative e sostenibilità agricola ruota attorno al tema della fertilizzazione azotata e, in particolare, all’urea nel bacino padano. Nel quadro del dibattito collegato al DDL “Coltiva Italia”, che prevede l’attuazione del divieto di utilizzo dell’urea nel 2028, Assofertilizzanti ha affidato a Nomisma un’analisi strutturata per misurare impatti e possibili traiettorie di mitigazione. I risultati dello studio, presentati in un evento con la partecipazione di stakeholder istituzionali e organizzazioni agricole, delineano uno scenario articolato su produzione, costi, emissioni e innovazione.

impatti della fertilizzazione azotata e dell’urea in agricoltura italiana

Lo studio commissionato da Assofertilizzanti evidenzia, innanzitutto, i rischi produttivi ed economici connessi all’assenza dell’urea, soprattutto per colture strategiche come mais, frumento e riso. Secondo i dati presentati, uno scenario privo di questo mezzo tecnico comporterebbe riduzione delle rese e decrementi della qualità delle produzioni. L’effetto complessivo sul valore del comparto cerealicolo arriverebbe fino al 45%.

La seconda parte dell’analisi si concentra sulle soluzioni concrete capaci di limitare l’impatto ambientale della fertilizzazione azotata mantenendo rese, qualità e sostenibilità dei sistemi agricoli. L’impostazione dello studio collega quindi la transizione regolatoria a strumenti tecnici già disponibili e a pratiche agronomiche operative.

emissioni e ruolo delle buone pratiche agronomiche

Un punto centrale riguarda la dimensione delle emissioni collegate all’urea. Lo studio sottolinea che l’applicazione dell’urea incide sulle emissioni di gas serra in modo estremamente contenuto: pari a 0,1% delle emissioni totali italiane e a 1,3% delle emissioni agricole. La ricerca aggiunge inoltre che l’adozione diffusa delle buone pratiche agronomiche può ridurre ulteriormente le emissioni.

Tra le pratiche indicate emerge l’interramento dell’urea, considerato un passaggio utile a contribuire sia alla diminuzione della CO₂ sia alla riduzione delle perdite di azoto in atmosfera. In questa prospettiva, la performance ambientale non dipende solo dalle scelte di prodotto, ma anche dalle modalità di impiego.

innovazione di prodotto e investimenti nell’industria dei fertilizzanti

Accanto alle pratiche agronomiche, lo studio attribuisce un ruolo rilevante all’innovazione di prodotto. L’industria dei fertilizzanti, secondo quanto riportato, destina risorse rilevanti a ricerca e sviluppo e al miglioramento dei processi produttivi. Negli ultimi cinque anni sarebbero stati investiti oltre 100 milioni di euro per sviluppare tecnologie più evolute ed efficienti.

Le soluzioni citate includono urea inibita e urea ricoperta, frutto di percorsi di ricerca consolidati. Queste opzioni mirano a contenere le emissioni e a migliorare l’efficienza nutrizionale, fornendo strumenti avanzati per affrontare le sfide ambientali senza interrompere la capacità produttiva.

ddl “coltiva italia” e scenari economici della transizione

Nel contesto del divieto di utilizzo dell’urea tal quale, il DDL “Coltiva Italia” viene collegato all’idea di applicare sul campo sia le buone pratiche sia le soluzioni innovative già sviluppate dal settore. L’obiettivo descritto è garantire una buona resa, preservare la competitività delle filiere e sostenere la sostenibilità ambientale mantenendo costi contenuti.

Sul versante economico, i numeri riportati indicano che i costi di gestione delle colture cerealicole potrebbero andare incontro a lievi aumenti, con un valore medio stimato intorno al +7%, secondo le elaborazioni dello studio Nomisma.

posizioni istituzionali e tecniche emerse dalla presentazione

Nel corso dell’evento, la presentazione dei risultati ha incluso dichiarazioni dedicate al rapporto tra scienza, innovazione e scelte regolatorie.

paolo girelli e le scelte basate su dati scientifici

Paolo Girelli, Presidente di Assofertilizzanti-Federchimica, ha affermato che la linea da seguire non riguarda divieti indiscriminati, bensì scelte basate su dati scientifici, innovazione e conoscenza agronomica. È stata richiamata la presenza di innovazioni in grado di ridurre in modo significativo l’impatto ambientale dell’urea, mantenendo al contempo livelli produttivi adeguati per sostenere produttività e sicurezza alimentare del Paese.

Girelli ha inoltre rilevato che, nella definizione delle normative europee e nazionali, non si terrebbe ancora adeguatamente conto dei progressi maturati dagli attori del comparto agroalimentare in termini di pratiche agronomiche e performance ambientali. È stata indicata la necessità di non perdere l’occasione offerta da Vision for Agriculture and Food e dal pacchetto Omnibus in discussione a livello europeo, con un invito a incentivare l’adozione di soluzioni innovative e tecnologiche per mantenere la competitività delle imprese del comparto agroalimentare.

paolo de castro e la necessità di valutazioni tecnico-economiche

Paolo De Castro, Presidente di Nomisma, ha indicato che le evidenze emerse dalla ricerca confermano l’esigenza di sostenere l’evoluzione del quadro regolatorio in materia di fertilizzazione azotata, in particolare per i percorsi di sostituzione dell’urea, tramite valutazioni solide di carattere tecnico-economico. Secondo la prospettiva richiamata, solo un approccio fondato su analisi integrate e su una calibrazione accurata delle misure alternative e di mitigazione consente di perseguire gli obiettivi ambientali salvaguardando al tempo stesso produttività, sostenibilità economica delle imprese e equilibrio delle filiere cerealicole del bacino padano.

uso dell’azoto e alternativa a restrizioni generalizzate

La nota di Assofertilizzanti segnala inoltre che l’Italia presenta un uso dell’azoto inferiore alla media dei principali Paesi europei, a conferma di un percorso di razionalizzazione dei mezzi tecnici già avviato. In questo quadro, politiche che valorizzino innovazione e gestione agronomica corretta vengono presentate come un’alternativa più efficace rispetto a restrizioni generalizzate.

pilastro della transizione: sviluppo tecnologico e buone pratiche

In chiusura, il quadro delineato dalla ricerca viene descritto come indicazione chiara di come lo sviluppo tecnologico nel settore dei fertilizzanti, insieme alla diffusione delle buone pratiche agronomiche, costituisca un pilastro imprescindibile per un’agricoltura italiana sostenibile, resiliente e capace di affrontare le sfide ambientali ed economiche attuali e future.

Personaggi menzionati:

  • Paolo Girelli, Presidente di Assofertilizzanti-Federchimica
  • Paolo De Castro, Presidente di Nomisma
Categorie: PoliticaEconomia

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