Acqua di montagna inquinata ritiro dei ghiacciai e responsabilità

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Acqua di montagna inquinata ritiro dei ghiacciai e responsabilità

L’acqua, anche quando proviene da sorgenti d’alta quota, non può essere considerata automaticamente incontaminata. Una ricerca realizzata su scala alpina ha messo in luce la presenza di metalli pesanti in concentrazioni elevate, collegandole sia alla composizione geologica sia alla degradazione della criosfera, cioè alla perdita di ghiacciai e permafrost.

metalli pesanti nelle sorgenti: risultati su 80 siti tra trentino-alto adige e tirolo

Uno studio condotto tra il 2022 e il 2023 e pubblicato recentemente sulla rivista scientifica Catena ha analizzato 80 sorgenti situate in Trentino-Alto Adige e Tirolo. La ricerca è stata guidata dal centro Eco Research di Bolzano e ha evidenziato livelli elevati di metalli pesanti connessi alla storia geologica del territorio e al ritiro dei ghiacciai e del permafrost.

Le analisi hanno riguardato due bacini idrografici d’alta quota, collocati tra 2.440 e 3.400 metri s.l.m., appartenenti al bacino superiore dei fiumi Etsch e Adige. In particolare, sono stati presi in esame i torrenti Madriccio e Capanna del Cavallo.

concentrazioni elevate di nichel, manganese e alluminio

Le misurazioni hanno mostrato che, in corrispondenza di aree caratterizzate da tipi di roccia molto comuni nelle vallate, le sorgenti che derivano da zone di permafrost e ghiacciai presentano concentrazioni elevate di metalli pesanti, tra cui nichel, manganese e alluminio.

Nello specifico, il 36% delle sorgenti indagate ha registrato livelli di queste sostanze superiori ai limiti stabiliti per l’acqua potabile dalle normative dell’Unione europea e dell’Italia.

degradazione della criosfera e crisi climatica: il legame con l’inquinamento

Lo studio collega chiaramente il fenomeno alla degradazione della criosfera. Il rilascio di metalli pesanti viene infatti associato alla combinazione tra geologia del territorio e perdita dei sistemi naturali che, finché presenti, contribuiscono a trattenere o limitare il rilascio di sostanze nel ciclo idrologico.

Secondo quanto riportato, la contaminazione da metalli pesanti nelle acque d’alta quota è legata sia alla struttura geologica delle aree di origine sia alla degradazione della criosfera, connessa alla perdita di ghiacciai e permafrost. L’aumento delle temperature, accelerando questi processi, alimenta il rilascio su scala più ampia nelle acque alpine.

precedenti evidenze e attenzione crescente: dai laghi al fondovalle

Il fenomeno non rappresenta una scoperta improvvisa. Già nel 2007 uno studio aveva rilevato un aumento delle concentrazioni di metalli pesanti, come il nichel, nel lago alpino di Rasass, in Alto Adige. In quell’occasione, l’incremento era attribuito al disgelo del permafrost, definito come la porzione di terreno che rimane congelata per almeno due anni consecutivi.

dal disgelo all’Adige: ipotesi, analisi e aumento del nichel

La questione della possibile propagazione fino al fondovalle non era allora chiarita. La dinamica è tornata al centro dell’attenzione quando, nel 2021, l’Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima di Bolzano ha comunicato i risultati delle analisi sui campioni d’acqua dell’Adige, all’imbocco della Val Venosta, in prossimità del piccolo centro di Tel. A seguito dei risultati, è partita l’attivazione per individuare l’origine del problema, coinvolgendo un gruppo di ricerca.

L’ipotesi discussa riguardava il ruolo della perdita dei ghiacciai. Da quel momento è stata avviata una serie di analisi. Nel 2025 una prima pubblicazione ha evidenziato un aspetto rilevante: confrontando i livelli di nichel misurati nell’acqua in 61 siti dislocati lungo l’Adige e un suo affluente, è emerso che tra il 2011 e il 2023 tali valori sono aumentati di circa quattro volte.

Le osservazioni hanno indicato anche una tendenza spaziale: le concentrazioni risultavano più alte avvicinandosi a ghiacciai e a zone con permafrost. Attraverso analisi statistiche, il fenomeno è stato attribuito al ritiro dei ghiacci e alla perdita di permafrost causati dal riscaldamento del clima.

prospettive future: acque di montagna meno disponibili e più contaminate

Alla luce delle evidenze raccolte, viene indicata la necessità di prepararsi a scenari in cui le acque di montagna diventeranno sempre più scarse e, in vaste aree, sempre più inquinate. Il quadro descritto include conseguenze sul piano ecologico, sociale ed economico, anche nelle zone di fondovalle.

ricercatori citati nello studio

  • Stefano Brighenti
  • Chiara Crippa
Sorgenti di montagna inquinate: metalli pesanti sopra i limiti nel 36% di quelle in Trentino-Alto Adige e Tirolo. “Colpa del ritiro dei ghiacciai”
Categorie: Salute

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