Achille polonara il sorriso di chi ha voluto vedere oltre la malattia
Achille Polonara ha attraversato anni di sport ad altissimi livelli, fino a quando la malattia ha imposto un cambiamento radicale del ritmo quotidiano. Terminata una parte importante della carriera, la storia continua a ruotare attorno a un obiettivo preciso: ritrovare una normalità nuova, fatta di gesti semplici e presenza in famiglia. Il percorso è stato segnato da diagnosi, cure e speranze accumulate nel tempo, insieme a un’idea che non si è mai spenta: guarire per sé e per chi è rimasto accanto nei momenti decisivi.
achille polonara: sogni di normalità oltre la pallacanestro
Per Polonara il desiderio di guarigione nasce da bisogni concreti, legati alla vita di tutti i giorni. L’immagine più ricorrente è quella di poter uscire di casa con la borsa per l’allenamento e ritornare a vivere luoghi ordinari con i figli: giocare in un parco e condividere momenti come una cena, ad esempio una pizza. È un’idea di normalità che vale più di qualsiasi obiettivo sportivo immediato.
La fase più delicata risulta ormai superata, con un progressivo ritorno a ciò che aveva più importanza. Nel futuro, però, non è prevista più la presenza sul parquet come atleta professionista, almeno secondo quanto raccontato: la pallacanestro resta parte della sua identità, ma non può più essere il centro della quotidianità. La storia personale unisce due dimensioni: la notorietà del giocatore e la umanità della famiglia, passaggi che hanno coinvolto tifoserie, avversari e comunità sportive.
le malattie e l’impatto sulla carriera: dal tumore alla leucemia mieloide
Il percorso medico ha attraversato fasi diverse. Dopo la diagnosi del tumore ai testicoli nel 2023, superato in poco più di due mesi dalla diagnosi, Polonara ha dovuto affrontare una nuova prova a distanza di due anni: la leucemia mieloide. A rendere ancora più complesso il momento, sono stati indicati un ricovero presso l’Ospedale Sant’Orsola Malpighi di Bologna e un trattamento che ha incluso il trapianto di midollo.
la tappa decisiva: cure a valencia e il trapianto
Le cure hanno previsto un passaggio a Valencia e la fase successiva ha portato al trapianto di midollo. In quel periodo Polonara ha ricordato un momento particolarmente intenso, in cui ha pensato di farla finita. Nel quadro complessivo, l’idea di dover guarire e la responsabilità percepita nei confronti della famiglia sono emerse con forza, trasformando la malattia in un incentivo a cercare la strada del recupero.
il ritorno a sassari e la conclusione anticipata della carriera
Durante l’estate è stata comunicata la notizia di un ritorno in maglia Dinamo Sassari dopo sei anni dall’ultima esperienza. Il ritorno viene descritto come l’attuazione di una promessa: tornare a casa. Polonara prova il rientro sul parquet, con l’intenzione di ritrovare ciò che aveva lasciato, ma il tentativo non porta all’equilibrio necessario. La volontà non manca, e viene ribadito che non sarebbe stato più il giocatore di prima, con la richiesta di essere ricordato per ciò che era.
La conclusione avviene attraverso una lettera d’addio sui social, che mette fine a una carriera apprezzata e terminata prima del previsto. La semifinale contro Milano nel 2025 viene indicata come ultima partita ufficiale, dopo la quale arriva un silenzio legato allo stop forzato e all’annuncio della seconda malattia.
le tappe in serie a: teramo, varese e reggio emilia
La prima affermazione in Serie A arriva con Teramo. Cresciuto nelle giovanili di Ancona, Polonara si afferma grazie a talento e versatilità, entrando nel gruppo dei giovani più promettenti dell’intero campionato.
Le successive esperienze con Varese e Reggio Emilia portano fiducia e continuità. Un passaggio rilevante riguarda il riconoscimento come miglior Under 22 per due anni consecutivi. Con la Reggiana arrivano due finali scudetto e la Supercoppa Italiana vinta nel 2015.
l’esperienza a livello internazionale: sassari, baskonia e fasi europee
La carriera cresce in modo progressivo e Sassari rappresenta una delle tappe centrali. In Sardegna vengono indicate due grandi annate, presentate come tra le migliori di sempre. La consacrazione porta alla prima chiamata internazionale.
Con il Baskonia, Polonara vince un campionato spagnolo e fa il suo esordio in Eurolega. Inoltre entra nella storia della competizione europea: viene riportato che sia stato il terzo giocatore in grado di chiudere una partita con almeno 15 punti, 5 rimbalzi, 5 assist e 5 stoppate.
Nel prosieguo, con Fenerbahçe, Efes e Zalgiris, Polonara incrementa il palmarès e si colloca tra gli interpreti più efficienti in Europa.
la virtus bologna, il tumore e la ripartenza: 2023 e successivi cambiamenti
Il ritorno in Italia avviene con la Virtus Bologna, dopo due stagioni lontane dall’Italia. La fase viene descritta come il coronamento di un percorso: Polonara diventa imprescindibile e viene indicato come uomo in più per le V Nere.
Nel 2023 arriva una notizia determinante: durante un controllo antidoping viene diagnosticato un tumore ai testicoli. L’intervento avviene a ottobre e il ritorno in campo a dicembre. Per un periodo sembra aprirsi una nuova vita, ma due anni più tardi arriva un secondo stop.
Dopo la fine del contratto con Virtus, Sassari compie un gesto di riconoscenza: viene indicato un nuovo contratto, accompagnato dalla promessa di tornare a giocare quando sarebbe guarito. Prima di rientrare a una routine stabile, Polonara si allena individualmente per qualche settimana con una società di Serie A2 di Avellino, alimentato dal sogno di riprendere a giocare.
l’italbasket e la maglia numero 33: successi con l’azzurro
La carriera in nazionale aggiunge un valore simbolico particolare grazie alla maglia numero 33, indossata per onorare Larry Bird e Scottie Pippen. Questo numero viene collegato alla storia della nazionale italiana e alla presenza di un gruppo guidato da Romeo Sacchetti e Gianmarco Pozzecco, con cui Polonara diventa parte di una squadra costruita anche sulla continuità del lavoro.
Polonara sfiora le 100 presenze con l’Italia e prende parte a Olimpiadi, Europei e Mondiali. Un momento evidenziato riguarda il ruolo di MVP nella finale del torneo Preolimpico vinto contro la Serbia, risultato che garantisce l’accesso diretto ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020.
un gruppo vissuto come famiglia
Polonara viene descritto come un motore interno e un componente di un gruppo che considera come una famiglia. Nel racconto emergono legami personali, riti e vicinanza anche a distanza, attraverso videochiamate prima delle partite. In 94 partite con l’Italia vengono richiamati abbracci e canestri associati all’energia e alla “faccia tosta” di Achille, elementi che rappresentano una spinta emotiva collettiva.
La motivazione personale trova spazio anche nel modo in cui affronta la malattia: l’obiettivo dichiarato è essere un esempio e un punto di aiuto per chi vive situazioni simili. Il tono resta orientato alla speranza e alla positività, accompagnato da un sorriso genuino e da uno sguardo capace di andare oltre la malattia.
personaggi citati nella storia di achille polonara
Nel racconto risultano centrali figure legate alla carriera, alla nazionale e ai contesti di squadra.
- Achille Polonara
- Marco Spissu (Gaspare & Orazio)
- Nicolò Melli
- Gigi Datome
- Simone Fontecchio
- Alessandro Pajola
- Danilo Gallinari
- Marco Belinelli
- Romeo Sacchetti
- Gianmarco Pozzecco
- Larry Bird
- Scottie Pippen
