Accessi abusivi ai pc dei magistrati: perquisizioni e indagine sul tecnico del ministero

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Accessi abusivi ai pc dei magistrati: perquisizioni e indagine sul tecnico del ministero

Una nuova fase di accertamenti ha coinvolto la Procura di Milano nell’ambito di una indagine relativa a presunti accessi abusivi ai computer in uso a magistrati. Le attività, avviate dopo una denuncia, hanno riguardato sia perquisizioni domiciliari sia perquisizioni informatiche su dispositivi collegati ai procedimenti che impiegano il sistema Ecm, installato sui computer del Ministero della Giustizia. L’operazione si colloca in un contesto più ampio, che vede al centro presunte criticità operative e presunti utilizzi impropri del sistema.

perquisizioni a seguito di una denuncia su accessi abusivi ai pc dei magistrati

La Procura di Milano ha eseguito le perquisizioni d’intesa con il Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, nell’ambito di un’indagine sulle presunte violazioni dei personal computer dei pubblici ministeri e dei giudici. Il riferimento tecnico centrale riguarda il sistema Ecm, descritto come installato sui dispositivi del Ministero della Giustizia.

Secondo quanto riportato nella nota del procuratore Marcello Viola, gli accessi contestati risulterebbero concentrati nel distretto giudiziario di Torino. All’interno di tale perimetro risulta indagato un tecnico ministeriale appartenente a quel distretto.

procedimento giudiziario e competenze della procura di milano

Il fascicolo è stato aperto venerdì 24 gennaio dopo un esposto presentato dal Ministero. L’esposto è stato depositato all’indomani dell’anticipazione di una puntata di Report e prima della messa in onda prevista per domenica 25 gennaio. Alla Procura è stata trasmessa anche la documentazione relativa al carteggio intercorso con gli uffici di Torino nel biennio 2024-2025.

La ricostruzione delle competenze ha portato a individuare Milano come ufficio competente. In particolare, è stato prospettato al gip del tribunale di Alessandria Aldo Tirone come parte offesa dell’intrusione. La motivazione indicata richiama la regola secondo cui, quando la persona offesa è un magistrato in servizio in un ufficio del distretto torinese, come l’Ufficio gip del tribunale di Alessandria, la competenza ricade sulla Procura di Milano.

rapporto con la vicenda mostrata in tv e il ruolo del magistrato

La dinamica investigativa viene collegata a un precedente passaggio comunicativo legato a Aldo Tirone, magistrato che aveva mostrato, con l’ausilio di un tecnico ministeriale, come fosse possibile introdursi nei computer. Secondo la ricostruzione riportata, la dimostrazione era stata resa pubblica in un contesto televisivo.

Dopo quella vicenda, nelle settimane successive, il Ministero aveva comunicato la rimozione del software da circa 40mila computer utilizzati negli uffici giudiziari.

software Ecm, presunta operatività da remoto e contestazioni

Nel racconto che ha alimentato l’attenzione pubblica, il tecnico poi divenuto oggetto dell’indagine sarebbe stato anche l’autore di dichiarazioni rese in forma anonima. Le dichiarazioni, riportate in una prima fase nell’intervista a Report e successivamente anche su Il Fatto Quotidiano, avrebbero riguardato la possibilità che il software Ecm fosse utilizzabile da remoto senza lasciare tracce nei sistemi degli amministratori centrali.

La ricostruzione presentata sostiene che l’operazione avrebbe consentito di osservare lo schermo del computer del giudice e di intervenire come se ci si trovasse fisicamente alla tastiera, a insaputa del magistrato interessato. All’interno di questa cornice, il tecnico indagato risulta essere stato licenziato dall’azienda per cui lavorava.

Marcello Viola e Aldo Tirone: riferimenti presenti nella ricostruzione

Nella ricostruzione compaiono figure chiave legate alla nota del procuratore e alla contestazione relativa alla parte offesa. Sono richiamati:

  • Marcello Viola, procuratore
  • Aldo Tirone, magistrato indicato come parte offesa
  • Antonella Ciriello, capo dipartimento del Ministero della Giustizia (firma dell’esposto)
“Accessi abusivi ai pc dei magistrati”: perquisizioni domiciliari e informatiche. Indagato un tecnico del ministero

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