Vittime di Epstein contro Melania: cosa ha detto la first lady e le accuse di protezione dei potenti

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Vittime di Epstein contro Melania: cosa ha detto la first lady e le accuse di protezione dei potenti

La vicenda legata a Jeffrey Epstein continua a riaccendere polemiche anche sul piano politico e mediatico. Un gruppo di vittime ha criticato il discorso della First lady Melania Trump, accusandola, in sostanza, di spostare il focus dalle responsabilità e dai sopravvissuti. Il confronto diventa ancora più acceso quando nel testo della nota compare anche il ruolo di Pam Bondi, già procuratrice generale.

critiche delle vittime del finanziere pedofilo al discorso di melania trump

Secondo la nota diffusa dal gruppo di vittime, le parole di Melania Trump avrebbero formulazioni orientate a proteggere chi detiene il potere e a scaricare il peso della responsabilità sulle vittime. La reazione mette al centro il coraggio mostrato dai sopravvissuti nel rendere pubbliche le proprie esperienze.

Nel documento si legge che le vittime di Jeffrey Epstein hanno già dimostrato coraggio straordinario presentandosi, presentando denunce e fornendo testimonianze. La richiesta di fare ulteriori affermazioni viene interpretata come un rischio di spostamento della responsabilità: chiedere altro ora significherebbe non rendere giustizia, ma scaricare la responsabilità.

attenzione su pam bondi e documenti contestati

La nota afferma che il discorso della First lady distoglie l’attenzione da Pam Bondi, già procuratrice generale. Viene indicato che Bondi dovrebbe rispondere di documenti occultati e della divulgazione dell’identità dei sopravvissuti.

Nel testo si parla anche di fallimenti che continuerebbero a mettere a rischio vite umane, garantendo nello stesso tempo una forma di protezione a chi avrebbe reso possibili tali conseguenze. La chiusura della nota sottolinea che i sopravvissuti hanno fatto la loro parte, e che sarebbe giunto il momento per chi ha il potere di assumere un ruolo attivo.

cosa ha detto melania trump su epstein e ghislaine maxwell

Melania Trump, nel suo intervento, ha respinto qualsiasi coinvolgimento. La First lady ha dichiarato di non aver mai avuto rapporti con Epstein e di non essere mai stata vittima del finanziere. Ha inoltre sostenuto di non essere mai stata presentata a Donald Trump da Epstein.

La posizione espressa include anche un punto specifico sull’informazione: Melania Trump ha precisato di non essere a conoscenza delle attività illegali di Epstein.

diniego totale e richiesta di udienza pubblica

La First lady ha affermato che le menzogne che la collegano a Jeffrey Epstein dovrebbero finire immediatamente. Nel medesimo contesto ha dichiarato che le persone che riportano tali accuse sul suo conto sarebbero prive di etica, umiltà e rispetto.

Melania Trump ha poi indicato che, per anni, sarebbero circolate online immagini e dichiarazioni false su Epstein e su di lei, invitando a fare attenzione a ciò in cui si crede. Ha ribadito che tali materiali e storie sarebbero completamente falsi.

Nel suo intervento ha dichiarato di non essere mai stata a conoscenza di abusi di Epstein sulle sue vittime, di non essere stata coinvolta in alcun modo e di non avervi preso parte. Le dichiarazioni arrivano dopo che sarebbero state diffuse foto in cui appare insieme a Donald Trump e Jeffrey Epstein a feste dell’alta società newyorkese.

La First lady ha inoltre sostenuto di non essere mai stata legalmente accusata o condannata per reati collegati al traffico sessuale, agli abusi sui minori e ad altri comportamenti associati a Epstein. A partire da questa premessa, ha esortato il Congresso a tenere un’udienza pubblica dedicata alle vittime, per dare loro l’opportunità di testimoniare sotto giuramento.

numero e ruolo delle affermazioni su abusi e responsabilità

La critica delle vittime si colloca dunque in un quadro di contrapposizione: da un lato il diniego di Melania Trump su rapporti, conoscenza e coinvolgimento; dall’altro la richiesta, espressa nel documento, di non utilizzare la narrazione pubblica per spostare responsabilità e per ridurre l’attenzione su chi, secondo le vittime, avrebbe un ruolo centrale nei documenti e nelle procedure.

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