Università bagnoli ca foscari valorizzare conoscenze e incentivare spin off senza se e senza ma
Università e sviluppo economico oggi non possono più essere considerati come due mondi separati. Al centro del confronto emerge il ruolo della valorizzazione delle conoscenze come leva strategica per sostenere innovazione, investimenti e crescita territoriale. Carlo Bagnoli, professore ordinario di Economia Aziendale presso la Venice School of Management dell’Università Ca’ Foscari Venezia, ricostruisce il senso del modello universitario tradizionale e indica i passaggi necessari per rispondere alle pressioni derivanti dalla progressiva riduzione dei finanziamenti pubblici.
contratto sociale universitario e pressione sui finanziamenti pubblici
Secondo Bagnoli, lo scopo di un’università tradizionale consiste nello sviluppare la ricerca senza rivendicare la proprietà del valore sociale ed economico che ne deriva. Questo modello si fonda sul cosiddetto contratto sociale: in cambio della produzione e della messa a disposizione di un bene pubblico, lo Stato sostiene le università tramite finanziamenti pubblici destinati a ricerca e didattica, oltre a esenzioni fiscali e incentivi per la filantropia privata.
Il punto critico, oggi, è la crescente discussione di tale assetto. Con la diminuzione progressiva delle risorse pubbliche, gli atenei sono chiamati a puntare sulla valorizzazione delle conoscenze, riconoscendole una pari dignità rispetto a didattica e ricerca. L’obiettivo è posizionarsi come motori dello sviluppo economico locale, capaci di attrarre investimenti e di costruire ecosistemi dell’innovazione che contribuiscono a rivitalizzare territori in declino.
valorizzazione delle conoscenze: incentivi interni e supporto manageriale
La valorizzazione delle conoscenze, nel racconto del professore, incontra limiti frequenti. Le criticità individuate riguardano due fattori strutturali: da un lato, l’assenza di un sistema di incentivi interni trasparenti che colleghi la valorizzazione delle conoscenze a progressioni di carriera e risorse; dall’altro, la mancanza di servizi manageriali e di supporto professionale.
azioni per rimuovere gli ostacoli organizzativi
Per superare queste difficoltà, Bagnoli indica la necessità di rafforzare il ruolo del supporto amministrativo e di integrare la valorizzazione nei criteri di valutazione del personale. Sono previste anche misure per facilitare, senza arrivare a deregolamentare, il coinvolgimento dei docenti in iniziative imprenditoriali, oltre a un’attenzione specifica ai progetti con impatto.
spin off universitari e trasferimento tecnologico tra competenze e mercato
Nel quadro delineato, Bagnoli afferma che la creazione di spin off universitari va sostenuta con decisione: senza se e senza ma. La spinta parte dalla ricerca, perché una robusta attività di ricerca di base viene descritta come condizione necessaria, anche se non sufficiente, per far emergere applicazioni e innovazioni tecnologiche riconosciute dal mercato.
Il ruolo dei Technology Transfer Office universitari viene considerato competente sul piano dei sistemi complessi legati a proprietà intellettuale e vincoli normativi. L’esigenza, secondo la prospettiva del docente, è colmare una lacuna: gli uffici non sarebbero generalmente preparati a individuare investitori e partner industriali adeguati. Dall’altra parte, le imprese sarebbero in grado di “vedere” il potenziale della ricerca applicata, ma non con la stessa facilità quello della ricerca di base.
perché le politiche pubbliche devono sostenere il trasferimento
Le ragioni descritte giustificano politiche pubbliche orientate a incoraggiare la fase di trasferimento tecnologico. In Italia, però, il trasferimento tecnologico viene presentato come non pienamente efficace non solo per ragioni di ritardo, ma anche perché risulta focalizzato solo su tecnologie digitali, trascurando le deep tech, considerate invece una grande opportunità per il Paese.
venture building per il deep: metodologia e prospettiva
Per intervenire su questo nodo, Bagnoli propone di sviluppare una rigorosa metodologia di venture building orientata al deep. L’impostazione mira a rendere più concreto il percorso che collega la ricerca al mercato, superando i limiti strutturali presenti lungo la filiera.
geopolitica e nuova agenda per l’Italia: ruolo tra est e ovest
Nell’analisi dello scenario globale, vengono indicate leve geopolitiche che condizionano la gestione di problemi ambientali, sociali e culturali. Bagnoli richiama l’apertura di nuove rotte commerciali da parte della Cina, citando la Polar Silk Road come estensione della Belt and Road Initiative. Viene inoltre considerata rilevante l’imposizione di dazi e sanzioni da parte degli Stati Uniti. Lo scenario include anche il controllo delle catene del valore globali da parte dei Paesi menzionati e della Russia, con riferimenti a terre rare, gas naturale, batterie e semiconduttori, oltre a piattaforme digitali.
sfida italiana: un dialogo non basato sulla forza
All’interno di questo contesto, la sfida assegnata all’Italia viene descritta come la capacità di farsi promotrice di una riapertura del dialogo non fondato unicamente sulla forza. Il riferimento riguarda sia il confronto tra ovest ed est, sia quello tra nord e sud.
Venezia come leva: neutralità geopolitica e capitale culturale
Per vincere questa sfida, Bagnoli indica Venezia come punto di riferimento. La città viene associata a una peculiare neutralità geopolitica, poiché non ospita la sede del Governo italiano né altre istituzioni politiche (inter)nazionali. Al tempo stesso, Venezia viene descritta come un luogo amato e riconosciuto come patrimonio dell’umanità.
Viene inoltre sottolineato che Venezia rappresenta una capitale culturale capace di aspirare a diventare anche una capitale morale, in quanto simbolo di apertura da lungo tempo.
missione di Ca’ Foscari: lingue, culture e integrazione tra saperi
In questo quadro, Ca’ Foscari è chiamata a formare una nuova classe dirigente capace di sostenere il commercio globale attraverso la diplomazia internazionale, secondo una visione che integra reciprocamente commercio e relazioni esterne. Il percorso formativo viene descritto come orientato a combinare lingue e culture occidentali con quelle orientali, affiancando discipline umanistiche e scientifiche, e collegando innovazione tecnologica con la tradizione economica.
La missione viene ricondotta anche a un’idea di continuità: Ca’ Foscari potrebbe assumere un’identità ispirata a parole attribuite a Nato Frascà legate al concetto “vado verso dove vengo”. Per Bagnoli, se l’ambizione di Venezia è diventare “la più antica città del futuro”, tale obiettivo non sarebbe realizzabile senza il sostegno dell’università. La città e l’ateneo vengono descritti in un rapporto simbiotico: la rinascita della prima dipenderebbe dalla rinascita della seconda e viceversa.
Personaggi citati:
- Carlo Bagnoli
- Nato Frascà