Trump punta a Cuba dopo l’Iran: Díaz
Preparativi militari statunitensi che si intensificano nel silenzio e l’ipotesi che il presidente possa ordinare un intervento a Cuba. Il tema torna con forza attraverso fonti consultate da Usa Today e, parallelamente, con le dichiarazioni di Donald Trump e dei rappresentanti democratici e repubblicani al Congresso. Sullo sfondo, la cornice internazionale resta legata al passaggio di attenzione dall’Iran all’Isola, mentre a L’Avana viene rivendicata la necessità di prepararsi a “serie minacce” senza desiderare la guerra.
preparativi militari usa e ordine potenziale di intervento a cuba
Secondo quanto riferito da fonti anonime interpellate da Usa Today, l’aumento delle attività di preparazione nel settore militare da parte degli Stati Uniti sarebbe in corso senza un’adeguata esposizione pubblica. Le stesse fonti sostengono che Donald Trump potrebbe disporre un’azione diretta contro Cuba.
Nel quadro descritto, anche il Pentagono, pur con toni volti a minimizzare la portata delle iniziative, viene indicato come pronto a eseguire “gli ordini del presidente”.
miguel díaz-canel: minacce gravi e obiettivo di evitarle
La minaccia non sembra preoccupare Miguel Díaz-Canel, capo dello Stato cubano. In occasione della cerimonia per il 65esimo anniversario della tentata incursione statunitense alla Baia dei Porci, Díaz-Canel ha dichiarato che “i tempi attuali sono difficili” e che la situazione impone di essere pronti ad affrontare serie minacce, includendo l’ipotesi di aggressione militare.
Nel corso dell’intervento, il presidente cubano ha ribadito: “Non la vogliamo (la guerra) ed è nostro dovere prepararci per evitarla e, se fosse inevitabile, vincerla”. Interpellato da Newsweek, ha aggiunto che Cuba “lotterà” e “difenderà” se stessa, con l’affermazione che “morire per la Patria è vivere” nel caso di cadute in battaglia.
donald trump sposta l’attenzione: “cuba è la prossima” dopo l’Iran
Le dichiarazioni legate a Cuba vengono affiancate da un contesto politico più ampio, con Donald Trump che ha definito Cuba “una nazione al collasso” e ha indicato una “possibile tappa” sull’Isola una volta finito il conflitto in Iran.
Il passaggio dell’attenzione viene descritto come parte di una dinamica non casuale: l’esito in Medio Oriente non sarebbe stato quello auspicato e, di conseguenza, l’attenzione su Cuba servirebbe a spostare i riflettori. Secondo i Dem statunitensi, Trump mirerebbe a ottenere una rivendicazione di vittoria, almeno simbolica, dopo la “disfatta” associata all’Iran.
calcolo elettorale e ruolo dei cubano-statunitensi
La linea politica viene collegata anche a considerazioni elettorali. Trump afferma di contare su “molti e straordinari cubano-statunitensi”, sostenendo che “praticamente tutti hanno votato” per lui e che sarebbero stati trattati “in maniera terribile”. Inoltre, ha definito il governo cubano un “regime molto oppressivo”.
In parallelo viene richiamato un sondaggio del Miami Herald: il 79% dei cubano-statunitensi interpellati sostiene un intervento militare Usa nell’Isola, mentre il 70% ritiene che i negoziati con l’Avana non porteranno da nessuna parte.
congresso e dottrina di monroe: scontro tra repubblicani e democratici su cuba
Il dossier cubano viene riportato anche al Congresso. Durante un’udienza tenutasi giovedì presso il sottocomitato per l’Emisfero occidentale, la repubblicana María Elvira Salazar ha dichiarato che “l’Avana è l’epicentro del male nella regione”.
Per Salazar, nel continente “soffia” il “vento di libertà”, sostenuto dalla nuova dottrina Monroe orientata a contrastare l’influenza cinese sui vicini. A Washington viene quindi suggerito di “disconnettere” il regime per favorirne la caduta.
joaquín castro: mancanza di roadmap e rischio regionale
La risposta democratica giunge da Joaquín Castro, che invita a non puntare soltanto su una vittoria rapida dopo le difficoltà incontrate in Iran. Castro denuncia l’assenza di una “roadmap chiara” e richiama il rischio di una “catastrofe” a livello regionale.
trattative usa-cuba e iniziative ostacolate: lettera e ostilità verso rubio
Nel frattempo, Raúl Guillermo Rodríguez, nipote di Raúl Castro, risulta impegnato a tenere aperte le trattative con gli Stati Uniti. Tra i tentativi più recenti viene citata, secondo il Wall Street Journal, una lettera indirizzata a Trump attraverso l’imprenditore Roberto Carlos Chamizo, che però sarebbe stato fermato dall’Ice all’aeroporto di Miami.
Secondo l’analista Peter Kornbluh, i cubani avrebbero l’intenzione di aggirare Rubio e rivolgersi direttamente a Trump. Dall’altra parte, l’Avana considera Rubio un ostacolo ai negoziati: non ci sarebbe fiducia e non sarebbe percepito come interlocutore imparziale.
blocco economico e crisi umanitaria a cuba: povertà e produzione energetica
Il quadro sociale dell’Isola viene descritto come aggravato dal blocco petrolifero. Nonostante alcune piccole deroghe, come l’arrivo della nave russa Anatoly Kolodkin, la crisi umanitaria sarebbe cresciuta. Viene indicato che nove cubani su dieci vivono in povertà estrema e che la produzione energetica si troverebbe al di sotto del 40% del fabbisogno.
La denuncia più diretta arriva da Luis Pernas, sacerdote francescano che due volte a settimana distribuisce beni di prima necessità ai cubani in fila nella parrocchia Santa Cruz de Jerusalén (Avana). Secondo quanto riportato, “è inaccettabile che alla gente sia negato il minimo indispensabile per sopravvivere”.
isolamento come strategia usa e ricomposizione politica a caracas
La posizione statunitense viene presentata come non orientata a cedere, con una strategia fondata sull’isolamento anche nelle dinamiche già viste a Caracas. In quel contesto, il governo si sarebbe ricompattato e, in termini organizzativi, viene richiamato che Washington avrebbe sostituito l’incaricato di Affari in meno di cento giorni, passando da Laura Dogu a John Barrett. L’ultima parte del quadro sottolinea che gli sviluppi non lascerebbero intendere un controllo totale della situazione da parte di Washington.
protagonisti citati nelle dinamiche usa-cuba
- Donald Trump
- Miguel Díaz-Canel
- María Elvira Salazar
- Joaquín Castro
- Raúl Guillermo Rodríguez
- Raúl Castro
- Roberto Carlos Chamizo
- Peter Kornbluh
- Luis Pernas
- Laura Dogu
- John Barrett
- Marco Rubio
- Anatoly Kolodkin
