Trump contro i pedaggi iraniani: non è laccordo sul petrolio
Nel quadro delle tensioni legate a Medio Oriente e rotte energetiche, emergono nuove accuse e prese di posizione da più fronti. Le dichiarazioni di Donald Trump si concentrano sulla gestione del petrolio nello Stretto di Hormuz, mentre il Kuwait denuncia attacchi con droni nonostante un cessate il fuoco. Sullo sfondo restano anche le reazioni politiche dopo le parole di esponenti pakistani e le contestazioni rivolte alla stampa americana.
donald trump e lo stretto di hormuz: “non è l’accordo”
Donald Trump ha attaccato la gestione iraniana del transito energetico nello Stretto di Hormuz. Sul suo social Truth ha affermato che l’Iran sta conducendo in modo “pessimo” e “disonorevole” le modalità di passaggio del petrolio attraverso lo stretto. Secondo quanto riportato, Trump ha aggiunto che quella non sarebbe una forma di accordo accettabile.
trump: “pedaggi iraniani a hormuz? meglio non lo facciano”
In un altro intervento su Truth, Trump ha commentato presunte notizie secondo cui l’Iran imporrebbe pedaggi alle petroliere che transitano nello Stretto di Hormuz. Il presidente americano ha sostenuto che è meglio che non lo facciano e, nel caso in cui la pratica fosse già in corso, ha chiesto di fermarla immediatamente.
quwait accusa l’iran: attacchi con droni durante il cessate il fuoco
Il Kuwait ha contestato all’Iran e ai suoi alleati di aver effettuato attacchi con droni durante la notte, nonostante un cessate il fuoco della durata di due settimane. A comunicarlo è stato il ministero degli Esteri kuwaitiano tramite una nota diffusa dall’agenzia di stampa statale Kuna.
quwait: obiettivo infrastrutture kuwaitiane vitali
Secondo la nota del ministero degli Esteri del Kuwait, gli attacchi con droni avrebbero preso di mira infrastrutture kuwaitiane vitali giovedì sera.
saudi press agency: danneggiato l’oleodotto est-ovest
Nello stesso contesto, la Saudi Press Agency ha riportato, citando un funzionario anonimo, un attacco che avrebbe danneggiato l’oleodotto est-ovest. L’oleodotto in questione trasporta petrolio verso il Mar Rosso senza transitare nello Stretto di Hormuz, considerato controllato dall’Iran anche durante la tregua nei combattimenti.
netanyahu contro pakistano: parole “oltraggiose” verso israel e pace
Le tensioni coinvolgono anche il piano diplomatico. L’ufficio del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha diffuso una nota in risposta a quanto dichiarato dal ministro della Difesa pakistano Khawaja Muhammad Asif.
accusa di distruzione di israele e reazioni sulla neutralità
La nota israeliana definisce “oltraggioso” l’appello del ministro pakistano alla distruzione di Israele, sostenendo che non si tratti di un’affermazione tollerabile da alcun governo. Secondo quanto riportato, la critica riguarda soprattutto il fatto che il governo pakistano si presenterebbe come arbitro neutrale per la pace.
citazioni su “genocidio in libano” e invettive
Nel tweet menzionato nella nota, Asif avrebbe accusato Israele di essere “stato cancerogeno” e di commettere genocidio in Libano. Inoltre, il ministro pakistano avrebbe scritto: “Spero e prego che coloro che hanno creato questo Stato [...] brucino all’inferno”, riferendosi allo Stato costruito sul suolo palestinese secondo le parole riportate.
trump al wsj: “abbiamo vinto la guerra”
Donald Trump ha espresso irritazione nei confronti del Wall Street Journal dopo un editoriale che, secondo quanto riportato, avrebbe parlato di una “vittoria prematura in Iran”. In risposta, Trump ha scritto sul suo social Truth dichiarando che si tratta di una vittoria e che non vi sarebbe nulla di prematuro.
iran senza arma nucleare e petrolio in ripresa
Trump ha affermato che, con lui, l’Iran non avrà mai l’arma nucleare. Ha poi aggiunto che molto rapidamente sarebbero tornati a scorrere i flussi di petrolio, con o senza l’aiuto dell’Iran, contestualizzando anche la linea polemica contro il giornale.
i protagonisti citati nelle dichiarazioni
Le posizioni descritte nel quadro delle notizie coinvolgono diversi esponenti istituzionali e figure nominativamente riportate:
- Donald Trump
- Benjamin Netanyahu
- Khawaja Muhammad Asif
