Trapianto fatale video mostra il cuore di Domenico Caliendo ancora battente alle 14:34

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Trapianto fatale video mostra il cuore di Domenico Caliendo ancora battente alle 14:34

Un video e una fotografia stanno assumendo un ruolo centrale nell’inchiesta relativa al caso del piccolo Domenico Caliendo, sottoposto a trapianto di cuore il 23 dicembre 2025 e deceduto il 21 febbraio dopo quasi due mesi di coma. L’indagine, secondo quanto sostenuto dalla difesa del cardiochirurgo Guido Oppido, mira a riconsiderare la sequenza degli eventi in sala operatoria, mettendo in discussione la cronologia ricostruita finora sulla base delle testimonianze raccolte.

All’interrogatorio del medico, assistito dagli avvocati Vittorio Manes e Alfredo Sorge, il giudice per le indagini preliminari di Napoli Mariano Sorrentino ha dedicato oltre tre ore. Il procedimento valuta una misura interdittiva nei suoi confronti e coinvolge anche la vice. L’inchiesta è coordinata dal pm Giuseppe Tittaferrante e dal procuratore aggiunto Antonio Ricci, con uno snodo rilevante fissato per il 28 aprile, quando sarà completata l’autopsia.

cronologia del trapianto Domenico Caliendo: il nodo centrale

Il confronto tra accusa e difesa si concentra sulla tempistica dell’intervento, in particolare sul momento in cui sarebbero iniziate le operazioni propedeutiche al trapianto. Secondo gli inquirenti, Oppido avrebbe avviato la procedura senza sapere che l’organo proveniente da Bolzano era stato danneggiato dal ghiaccio secco.

Nella ricostruzione contestata, Oppido avrebbe inoltre anticipato l’espianto dell’organo malato del bambino prima di ottenere il via libera dell’equipe di sala operatoria, con un anticipo di circa 14 minuti rispetto al momento in cui se ne sarebbe accorto. A quel punto, sempre secondo la versione emersa, nel box arrivato da Bolzano sarebbe stato riscontrato un cuore non utilizzabile.

la testimonianza sulla scoperta del cuore inutilizzabile

Una tecnica perfusionista, riportando quanto dichiarato a verbale, ha indicato che l’organo sarebbe arrivato poco prima delle 14.30 in sala operatoria. La testimonianza riferisce che, dopo circa 5-6 minuti, la dottoressa Farina sarebbe entrata in sala, il contenitore sarebbe stato aperto e ci si sarebbe accorti che “qualcosa non andava”, con il cuore “vecchio” del bambino già sul tavolo. La teste ha dichiarato di aver visto per la prima volta “un torace vuoto”.

Secondo quanto emerge dalla stessa ricostruzione, il cuore donato non avrebbe mai ripreso a battere. Da qui la necessità, per Oppido, di proseguire comunque con le fasi operative previste.

video e fotografia: nuova sequenza proposta dalla difesa

La difesa di Oppido ribalta l’impostazione accusatoria, facendo riferimento a documenti prodotti nell’ambito del procedimento. Al centro figurano una fotografia scattata alle 14.26 e un video registrato alle 14.34.

prove temporali sui minuti tra 14.26 e 14.34

La fotografia mostrerebbe il box frigo con il cuore del donatore già presente in sala operatoria alle 14.26. Il video, invece, riprenderebbe il cuore malato del piccolo Domenico ancora pulsante sul tavolo operatorio alle 14.34. Tra i due elementi, secondo la difesa, trascorrono otto minuti, lasso di tempo che i consulenti di parte utilizzano per sostenere che l’espianto del cuore non sarebbe iniziato prima dell’arrivo dell’organo destinato al trapianto.

In base alla ricostruzione difensiva, considerando che per avviare la procedura sarebbero necessari circa 3-4 minuti, la sequenza risultante sarebbe compatibile con un comportamento prudente e corretto del chirurgo. A corredo, sulla cartella clinica firmata in tempo reale dalla perfusionista e dall’anestesista risulterebbe riportato un orario di 14.18.

acquisizioni tecniche e riscontri: relazioni di servizio e analisi forense

Per stabilire con maggiore precisione gli orari di inizio del clampaggio dell’aorta, la Procura ha acquisito anche una relazione di servizio redatta dagli agenti della Polstrada di Napoli che avrebbero svolto da staffetta per l’equipe guidata da Farina, nel tragitto dall’aeroporto di Capodichino al Monaldi.

La Procura ha inoltre eseguito una copia forense del telefonino di una seconda infermiera perfusionista presente in sala operatoria il 23 dicembre. Il dispositivo avrebbe registrato video e scattato foto con data e ora certe, relative a fasi concitate comprese tra l’espianto del cuore malato del bambino e l’arrivo del contenitore dell’organo.

contestazioni su cartella clinica: falso e affidabilità dei dati

La contestazione di falso riguarda presunte modifiche alla documentazione sanitaria, con riferimento in particolare agli orari dell’intera procedura. Nel perimetro delle accuse rientrano non soltanto Oppido, ma anche la sua vice, la cardiochirurga Emma Bergonzoni.

interrogatorio di Emma Bergonzoni e ricostruzione difensiva

La dottoressa Bergonzoni è stata ascoltata dal gip in un interrogatorio preventivo durato quasi tre ore. Secondo quanto riferito dal legale, l’avvocato Vincenzo Maiello, la risposta sarebbe stata fornita “con sofferenza emotiva” ma con lucidità, presentando una ricostruzione dettagliata che non coinciderebbe con quanto emerso da altri testimoni.

La difesa di Oppido, inoltre, mette in discussione l’attendibilità di alcuni dati presenti nella cartella relativi alla circolazione extracorporea, definendoli ingiustificabili e incomprensibili.

prossime decisioni del tribunale e sviluppo dell’indagine

Gli elementi ora in atti saranno valutati dal tribunale, chiamato a decidere sulla richiesta di misura interdittiva avanzata dalla Procura. Il caso resta di particolare delicatezza per la gravità delle accuse e per il contesto: un intervento salvavita su un bambino conclusosi tragicamente.

La difesa attribuisce al video e alla fotografia un valore rilevante per dimostrare la correttezza dell’operato medico. L’orientamento finale, secondo quanto risulta, dipenderà dall’analisi complessiva degli atti e delle testimonianze.

La Procura proseguirà nelle audizioni delle testimonianze e potrebbe acquisire ulteriori informazioni anche da chi è già stato ascoltato. La prosecuzione dell’indagine è collegata anche al deposito della relazione dei periti nominati dal gip, attesa in esito all’autopsia.

famiglia Caliendo e cerimonia al Monaldi: richiesta di incontro e risarcimento

La famiglia del bimbo non ha aderito all’invito alla cerimonia di commemorazione prevista per oggi 1° aprile presso il Monaldi. La comunicazione della famiglia Caliendo indica un orientamento a riservarsi ulteriori incontri con lo staff dell’Azienda ospedaliera dei Colli soltanto dopo l’8 aprile, quando l’avvocato Francesco Petruzzi, su delega della famiglia Caliendo, incontrerà i vertici del Monaldi.

Sul tavolo risulta anche una richiesta di risarcimento pari a 3 milioni di euro.

Persone e ruoli citati:

  • Guido Oppido (cardiochirurgo, indagato)
  • Emma Bergonzoni (cardiochirurga, vice, indagata)
  • Vittorio Manes (avvocato della difesa)
  • Alfredo Sorge (avvocato della difesa)
  • Mariano Sorrentino (gip di Napoli)
  • Giuseppe Tittaferrante (pm)
  • Antonio Ricci (procuratore aggiunto)
  • Gabriella Farina (indicata come prima operatrice a Bolzano per il prelievo)
  • Vincenzo Maiello (avvocato di Bergonzoni)
  • Francesco Petruzzi (avvocato su delega della famiglia Caliendo)
Una foto e un video con il cuore di Domenico che batte ancora alle 14.34, la difesa del cardiochirurgo Oppido davanti al gip

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