Stellantis in italia produzione in lieve ripresa ma cassino rischia il collasso

• Pubblicato il • 5 min
Stellantis in italia produzione in lieve ripresa ma cassino rischia il collasso

Il primo trimestre 2025 per l’industria automobilistica italiana si chiude con segnali meno cupi rispetto ai mesi più critici dell’anno appena trascorso, ma senza la stabilità necessaria per riportare gli stabilimenti su livelli di piena efficienza. Stellantis registra una ripresa dell’assemblaggio e un andamento in miglioramento, sostenuto soprattutto dai nuovi modelli, mentre permangono difficoltà strutturali che incidono sul lavoro e sulla tenuta produttiva. Tra i siti più esposti, la fabbrica di Cassino continua a essere al centro delle criticità, in un quadro complessivo ancora fragile e condizionato dall’equilibrio tra domanda, gamma e capacità interne.

Nel periodo da gennaio a fine marzo, la produzione di auto e veicoli commerciali in Italia mostra un aumento rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Il dato, però, resta lontano dal ritmo ottimale necessario per garantire una piena saturazione degli impianti. La questione, secondo il report sindacale citato, riguarda le missioni produttive in Italia e la loro effettiva capacità di reggere le esigenze di mercato nel corso del tempo.

produzione di auto e veicoli commerciali in italia nel primo trimestre 2025

Nel primo trimestre, le fabbriche italiane di Stellantis hanno assemblato 120.366 veicoli, con un incremento del 9,5% rispetto ai 109.899 registrati nello stesso periodo del 2024. L’andamento delle auto risulta ancora più marcato: il totale passa da 60.532 a 73.841, con una crescita del 22%.

confronto con il 2024 e scenario a breve termine

Il 2024 viene descritto come un anno particolarmente complesso: in quell’esercizio, le auto prodotte sono state 105.255 e il totale dei veicoli ha raggiunto 170.415. Alla luce dei volumi del primo trimestre, l’obiettivo di miglioramento per i prossimi mesi si intreccia con un livello di incertezza che resta elevato.

Per il 2026, la previsione della Fim indica una produzione complessiva intorno a 500mila veicoli, con le auto oltre quota 300mila. I volumi attesi sarebbero vicini a quelli del 2023, ma il raggiungimento del target viene collegato a più fattori, tra cui la tenuta dei modelli già presenti negli stabilimenti e il riscontro dei nuovi sul mercato. Ne deriva un quadro in cui la traiettoria produttiva rimane altalenante.

cassino e gli altri stabilimenti: volumi, variazioni e criticità

La fabbrica di Cassino continua a perdere volumi anche rispetto al 2025: la variazione indicata è del -37,4%, con sole 2.916 auto prodotte nel primo trimestre. In termini operativi, lo stabilimento risulta avere lavorato solo una manciata di giorni, amplificando l’impatto dei numeri assoluti già limitati.

Le percentuali riportate per altri impianti aiutano a fotografare l’asimmetria tra siti e linee produttive. Nel primo trimestre si osservano incrementi come Melfi (+92,5%), Mirafiori (+42,4%), Pomigliano (+6,7%) e un dato fortemente positivo per Modena (+583%). La distribuzione dei risultati evidenzia come la ripartenza sia sostenuta in modo non uniforme dall’evoluzione della gamma e dall’avanzamento dei nuovi progetti.

melfi, mirafiori e la spinta dei nuovi modelli

A fare da indicatore della direzione produttiva, lo stabilimento di Melfi viene associato a un aumento importante nel corso del primo trimestre. Il dato passa da 8.890 a 17.110 autovetture, pur mantenendo un riferimento storico che rende l’andamento meno lineare: nel 2024 erano 25.100, mentre nell’anno precedente si attestavano su 50.870.

Lo stesso andamento riguarda l’equilibrio complessivo dell’area emiliana dove si producono le Maserati, con un passaggio da 30 a 205 autovetture. Su Mirafiori, i volumi vengono collegati alla produzione della 500 ibrida. A Melfi vengono invece citate la Jeep Compass e la Ds8 come elementi capaci di trainare la fase di “segno più”.

Nel corso dell’anno, lo stabilimento di Melfi dovrebbe iniziare anche l’assemblaggio di Ds7 e Lancia Gamma, con l’obiettivo di consolidare la ripresa legata alla disponibilità dei modelli.

occupazione, ammortizzatori sociali e obiettivi di lungo periodo

La ripresa dei volumi viene descritta come un’inversione di tendenza rispetto agli ultimi due anni, giudicati negativi. In quel periodo, le produzioni si sarebbero quasi dimezzate rispetto alle 751.384 unità del 2023. Sullo sfondo restano gli obiettivi discussi nei tavoli ministeriali, che prevedevano il raggiungimento di 1 milione di veicoli, accompagnati da un coinvolgimento significativo di lavoratori in ammortizzatori sociali, con una quota di forza lavoro definita come “quasi la metà”.

prospettive 2026 e gestione dei contratti

Per quanto riguarda il piano occupazionale del 2026, la Fim indica che, fatta eccezione per Cassino, sia prevedibile una riduzione sensibile dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali. In alcuni casi viene richiamata anche l’eventualità di crescita occupazionale con nuovi inserimenti.

La prima fase di eventuali assunzioni sarebbe, secondo quanto riportato, temporanea, ma con l’indicazione che dovrà essere trasformata in contratti stabili in tempi brevi. A guidare questa traiettoria risulta centrale l’andamento dei volumi e la capacità di mantenere o incrementare la produzione attraverso l’effettiva tenuta dei modelli nei siti industriali.

riepilogo dei punti chiave sui volumi e sui siti produttivi

  • 120.366 veicoli assemblati nel primo trimestre, con +9,5% rispetto al 2024.
  • 73.841 auto prodotte, con +22% rispetto allo stesso periodo del 2024.
  • Previsione per il 2026 intorno a 500mila veicoli e oltre 300mila auto, condizionata da modelli e riscontro sul mercato.
  • Cassino in forte difficoltà: -37,4% e 2.916 auto nel primo trimestre, con lavorazione in pochi giorni.
  • Aumenti rilevanti in altri stabilimenti, con traino dei nuovi modelli, tra cui 500 ibrida a Mirafiori, Jeep Compass e Ds8 a Melfi, e prospettiva di ulteriori avviamenti.

Personaggi citati

  • Ferdinando Uliano
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Categorie: NewsEconomia

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