Stage a noma: maribel aldaco racconta la sua esperienza e il difficile percorso nella pasticceria
Il caso legato al Noma, e alle accuse emerse tramite testimonianze di ex dipendenti, continua a generare reazioni nel mondo della ristorazione. Dopo la decisione attribuita a René Redzepi di lasciare il ristorante di Copenaghen e le dichiarazioni raccolte da organi stampa, arrivano ulteriori voci che descrivono esperienze lavorative segnate da pressioni e difficoltà. Tra chef, professionisti e interpreti della cucina, il tema centrale resta quello degli ambienti di lavoro e della necessità di un cambiamento concreto, con nuovi criteri di insegnamento e condizioni più umane.
noma e accuse: decisione di rené redzepi dopo le testimonianze
La vicenda prende avvio dalla decisione dello chef René Redzepi di lasciare il noto ristorante di Copenaghen, indicata come una scelta collegata all’intenzione di assumersi la responsabilità delle proprie azioni dopo testimonianze raccolte dal New York Times. Le accuse riportate riguardano presunti abusi e maltrattamenti denunciati da ex dipendenti.
Nel quadro delle reazioni, lo chef Franco Aliberti aveva commentato il caso affermando di essersi rivisto in quelle testimonianze. Nel suo racconto emerge il riferimento a esperienze simili vissute durante il percorso lavorativo, con la convinzione che attraversare certe situazioni fosse necessario, analogamente a un “cerchio di fuoco” per un acrobata, fino ad accettarle con l’idea di potersi migliorare.
guido mori a mowmag: orari, paghe e violenze verbali e fisiche
Accanto alle parole attribuite a Franco Aliberti, anche Guido Mori esprime un forte tono di amarezza in dichiarazioni rese a MowMag. Nel suo intervento viene sottolineato che il Noma sarebbe stato considerato, a suo dire, un luogo problematico dal punto di vista lavorativo “a livello planetario”.
Le criticità elencate riguardano orari molto estesi, indicati come oltre 70 ore alla settimana, insieme a paghe definite “da fame” e a modalità di gestione descritte come soprusi, abusi e violenza verbale e fisica.
Nel racconto di Mori viene inoltre citato un meccanismo di accettazione forzata: la prospettiva riferita è quella di minacce relative alla possibilità di non lavorare altrove se non si fosse accettata la dinamica imposta.
maribel aldaco: testimonianza sul noma e riflessione sulla ristorazione
Su Cook del Corriere della Sera si inserisce una nuova testimonianza legata al Noma, quella della pastry chef messicana Maribel Aldaco. Aldaco viene indicata come protagonista di Women in Food, evento organizzato da Cook dal 17 a 19 marzo in Sicilia.
La chef racconta di essere grata per ciò che avrebbe imparato, pur descrivendo l’esperienza come complessa. Nel suo percorso al Noma, svolto come stage, sottolinea che non sarebbe stato facile, anche per il suo tipo di personalità. Pur riconoscendo il valore dell’apprendimento e la fierezza per aver attraversato quella fase, Aldaco ricorda momenti difficili: nei mesi dello stage le capitava di piangere in silenzio.
cambiamento e ambienti migliori: insegnamento e nuove pratiche
Guardando al presente, Maribel Aldaco afferma un orientamento positivo: secondo la sua prospettiva la ristorazione sta cambiando. Il punto centrale del suo messaggio riguarda la necessità di trovare nuovi modi di insegnare la professione, con un impegno concreto nel rimboccarsi le maniche per costruire ambienti di lavoro migliori.
Personaggi citati:
- Franco Aliberti
- René Redzepi
- Guido Mori
- Maribel Aldaco


