Ssn fermo a 50 anni fa serve riforma strutturale e più equità territoriale
La sanità italiana viene descritta come un sistema che non ha tenuto il passo con i cambiamenti della società e con l’evoluzione della medicina. Nel corso di un intervento a Roma, Pierino Di Silverio, segretario nazionale del sindacato dei medici dirigenti del Ssn Anaao-Assomed, ha richiamato la necessità di aggiornare organizzazione e regole per rispondere a bisogni di salute oggi differenti, senza limitarsi ad aggiungere risorse economiche.
sanità nazionale: regole ferme e bisogni di salute cambiati
Il Servizio sanitario nazionale viene indicato come un impianto operativo che, secondo la ricostruzione proposta, ha mantenuto nel tempo un assetto rimasto quasi identico a quello di circa mezzo secolo fa, mentre il contesto sociale ha subito trasformazioni profonde. Le persone vivono più a lungo grazie anche al progresso farmacologico, le malattie tendono a cronicizzarsi e l’assistenza sanitaria si presenta oggi con strumenti clinici più avanzati. In questo scenario, viene sottolineato che non basta incrementare i fondi se non interviene un rinnovamento del sistema.
liste d’attesa e controlli: uso dei dati senza ostacolare i medici
Un punto critico riguarda l’uso dei dati e degli strumenti di controllo. La disponibilità di informazioni, ad esempio per comprendere le ragioni della formazione delle liste d’attesa, è ritenuta utile, purché tali strumenti non diventino un mezzo per limitare lo svolgimento del lavoro medico. In presenza di regole rigide applicate in modo uguale a tutti, secondo l’impostazione dell’intervento, cresce il rischio di peggiorare la qualità delle cure, perché ogni paziente richiede decisioni cliniche personalizzate in base alla specifica situazione.
organizzazione del lavoro dei dirigenti medici: contesti rigidi e valorizzazione
Per migliorare il funzionamento del sistema viene richiamata l’esigenza di cambiamenti profondi nell’organizzazione del lavoro dei dirigenti medici. Secondo quanto evidenziato, l’attività professionale si svolge spesso in un contesto rigido, con particolare riferimento all’ambito ospedaliero, che non valorizza la professione e non consente di lavorare sempre nel luogo più adatto al paziente. La direzione indicata è quella di una gestione più coerente con le esigenze cliniche e operative.
integrazione ospedale-territorio: livelli di cura e presa in carico precoce
Viene affrontata anche la questione dell’integrazione tra ospedale e territorio. La posizione espressa afferma che, nella pratica, non risulterebbe definito in modo chiaro il significato reale. Per rendere operativa questa integrazione si propone di distinguere chiaramente i diversi livelli di cura, evitando definizioni generiche. L’obiettivo indicato è garantire al paziente il luogo di cura più appropriato nel momento giusto e con il professionista giusto.
Un ulteriore aspetto riguarda la necessità di non limitarsi a intervenire quando la patologia è ormai evidente. Si richiede invece un approccio centrato su interventi prima della fase conclamata, con presa in carico precoce delle persone, seguendo un’impostazione orientata alla prevenzione e alla gestione anticipata.
criteri pratici e uguaglianza della sanità: nessuna distinzione per condizioni o provenienza
La sanità viene descritta come un sistema che dovrebbe essere guidato da criteri pratici e non da impostazioni definite come ideologiche. Viene ribadita l’esigenza che l’assistenza sia uguale per tutti, indipendentemente da condizioni personali o sociali, sesso, religione e provenienza geografica. In questa cornice viene richiamata la necessità di mantenere un principio di equità nel diritto alla cura.
differenze territoriali e autonomia differenziata: rischio di attrarre professionisti
All’interno del ragionamento emerge anche la questione delle differenze tra territori. Le differenze vengono considerate una realtà destinata a esistere, mentre l’autonomia differenziata viene indicata come un fattore capace di attrarre professionisti dalle regioni che stanno peggio. Secondo la ricostruzione proposta, ciò lascerebbe alla deriva le regioni più penalizzate, descritte come aree che esultano quando escono da un commisariamento.
Viene quindi sostenuto che le zone in difficoltà dovrebbero essere aiutate maggiormente anziché essere penalizzate. In caso contrario, secondo l’argomentazione espressa, aumenterebbero ulteriormente i divari, con effetti anche sulla distribuzione di medici e professionisti.
pierino di silverio: punti chiave dell’intervento
L’intervento attribuisce priorità a una serie di questioni centrali legate alla gestione del sistema sanitario e alle sue modalità operative.
- Pierino Di Silverio (segretario nazionale del sindacato dei medici dirigenti del Ssn Anaao-Assomed)