Sostenibilità italiani e notizie green: lo scarto tra informazione e fiducia
In occasione della Giornata mondiale della Terra, prende forma un confronto centrato su sostenibilità e giornalismo responsabile, con un focus preciso sul modo in cui gli italiani incontrano i temi ambientali e su quanto riescano davvero a riporvi fiducia. A Palazzo Emilio Turati, durante la prima conferenza nazionale dedicata all’argomento, Conai ha presentato i dati dell’Osservatorio Scelta, strumenti utili a leggere il rapporto tra informazione, fiducia e consumi sostenibili.
osservatorio scelta: rapporto tra informazione, fiducia e sostenibilità
L’Osservatorio Scelta, promosso da Conai in collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, ha l’obiettivo di comprendere i fattori che incidono sui comportamenti di consumo e, soprattutto, il legame tra i contenuti informativi e la percezione della loro credibilità. L’analisi, illustrata dal direttore generale Conai Simona Fontana, evidenzia un quadro articolato: il Paese risulta molto esposto ai temi ambientali, ma emergono forti differenze tra quanto le fonti vengono usate e quanto vengono ritenute affidabili.
accesso all’informazione ambientale: canali più usati e frequenza di consultazione
Secondo i dati presentati, circa un italiano su due dichiara di informarsi spesso o sempre sui temi ambientali tramite media giornalistici (pari al 55% dei rispondenti) e tramite social network (al 50%). Questi canali risultano quindi tra i punti di ingresso principali per l’attenzione verso l’ambiente.
social media: ampia presenza ma fiducia più bassa
All’interno dello stesso quadro, i social media raccolgono anche i livelli di fiducia più bassi. Il risultato mette in evidenza uno scarto tra esposizione e affidabilità percepita rispetto ai canali più frequentati.
fiducia nelle fonti: quali risultano più autorevoli
Le fonti considerate più credibili sono quelle istituzionali e scientifiche, come documenti della Commissione Europea, dell’Onu o delle Università. Pur venendo consultate meno spesso, ottengono un giudizio di fiducia nettamente superiore: il 69% dichiara di avere molta o piena fiducia in tali fonti. Anche le associazioni dei consumatori seguono con una quota rilevante, con il 58% dei rispondenti che esprime molta o piena fiducia.
fonti giornalistiche: fiducia intermedia e polarizzazione
Le fonti giornalistiche si posizionano a metà classifica: il 45% indica di riporre molta o piena fiducia, mentre il 17% dichiara nessuna fiducia o scarsa fiducia. Il dato rafforza l’idea di una percezione non uniforme della credibilità, pur in presenza di un utilizzo diffuso dei contenuti.
paradosso informativo: esposizione alta, credibilità percepita non sempre allineata
I numeri delineano un paradosso: le fonti più consultate non coincidono con quelle più considerate affidabili, mentre i canali ritenuti più credibili faticano a raggiungere un pubblico ampio. Simona Fontana ha sottolineato che l’interesse verso i temi ambientali risulta elevato, con circa un italiano su due che si informa con regolarità. Il punto centrale è che proprio i canali più utilizzati sono quelli che raccolgono meno fiducia, mentre le fonti istituzionali e scientifiche, pur essendo le più autorevoli, restano in fondo alla classifica per utilizzo. Lo scarto tra esposizione e fiducia viene indicato come l’elemento più rilevante della ricerca.
come cambia il rapporto con l’informazione tra gruppi della popolazione
L’analisi mostra differenze significative in base ai gruppi sociali. Chi presenta un livello di istruzione più alto tende più spesso a informarsi attraverso fonti istituzionali e scientifiche, mostrando anche una maggiore fiducia in queste ultime. La relazione viene descritta come chiara, pur non dominante. Una dinamica simile riguarda il reddito: una maggiore fiducia nelle fonti scientifiche risulta associata a un livello economico più elevato.
età e disponibilità economica: fiducia nei social in calo
La fiducia verso i social network diminuisce in modo progressivo con l’aumentare dell’età e della disponibilità economica. Nel complesso, questi elementi definiscono una frattura informativa che riflette e, in parte, amplifica le disuguaglianze sociali, segnalando che l’accesso a informazioni considerate più affidabili non risulta uniforme.
politiche ambientali e circular economy: comunicazione e riconoscibilità pubblica
Un secondo livello di lettura emerso durante la conferenza riguarda l’efficacia concreta delle politiche ambientali e dei sistemi industriali legati alla circular economy. In Italia, viene indicato un sistema avanzato nel riciclo degli imballaggi: i tassi risultano stabilmente superiori al 75%, superando il 70% richiesto per il 2030. Inoltre, tutte le principali filiere sono segnalate come già oltre gli obiettivi europei previsti per il 2025.
modello di eccellenza nel riciclo: sistema consortile e risultati misurabili
Il risultato viene collegato a un modello di eccellenza costruito negli anni, basato su un sistema consortile solido ed efficiente, descritto come un punto di riferimento a livello europeo. Fabio Costarella, vicedirettore generale Conai, ha evidenziato che, poiché i risultati sono concreti e misurabili, cresce l’importanza del modo in cui tali risultati vengono raccontati.
raccontare il riciclo: informazione autorevole e accessibile
Secondo quanto riportato, i cittadini partecipano attivamente alla raccolta differenziata e ai processi di economia circolare. Una comunicazione più autorevole e accessibile viene indicata come leva per rafforzare la consapevolezza collettiva e migliorare la qualità dei comportamenti. Il contributo della comunicazione territoriale viene richiamato anche attraverso campagne con cui Conai supporta i Comuni italiani: un cittadino informato viene descritto come più coerente nelle scelte quotidiane, oltre a essere più virtuoso.
persone coinvolte nella presentazione dei dati e nelle dichiarazioni
Nel quadro della conferenza sono state richiamate le posizioni istituzionali che hanno accompagnato la presentazione dei dati e l’interpretazione dei risultati.
- Simona Fontana
- Fabio Costarella