Silvio muccino sparito e perché vive a roma non in umbria: la storia e i motivi

• Pubblicato il • 3 min
Silvio muccino sparito e perché vive a roma non in umbria: la storia e i motivi

Il 2007 ha segnato una svolta netta nella vita di Silvio Muccino: la rottura con la famiglia lo ha trascinato al centro dell’attenzione pubblica, alimentando cronaca e gossip. Il legame con il cinema resta, però, una costante. Dal 2015, anno di uscita di Le Leggi del Desiderio, su di lui è circolata pochissima informazione, spesso frammentata e confusa.

Silvio Muccino, regista e attore e fratello di Gabriele Muccino, racconta la sua attualità sulle pagine del Messaggero, concentrandosi sul ritorno al lavoro cinematografico. Il regista chiarisce il motivo della scelta di partecipare alla realizzazione di Alla festa della Rivoluzione, film di Arnaldo Catinari, atteso in sala a partire dal 16 aprile, con Riccardo Scamarcio e Maurizio Lombardi.

Alla festa della Rivoluzione: la spy story a Fiume e l’idea di Arnaldo Catinari

Il progetto prende forma come una spy story ambientata a Fiume. Muccino spiega che Arnaldo Catinari gli ha proposto di scrivere una storia di cui conosceva pochissimo: secondo quanto riferito, l’informazione iniziale coincideva con quanto appreso al liceo. La presentazione del materiale, però, è risultata determinante, perché Catinari avrebbe fatto emergere un elemento chiave: a Fiume ci sarebbero stati i prodromi della Rivoluzione del 1968. Questo contesto storico avrebbe reso la base del racconto particolarmente interessante.

Silvio Muccino: scrittura al centro e chiarimento sul lavoro in Umbria

Accanto al racconto del progetto, Muccino interviene anche su alcune informazioni circolate nei giornali. Il regista smentisce con decisione l’idea secondo cui farebbe “il falegname in Umbria”. La sua versione dei fatti mette al primo posto la scrittura: in un periodo descritto come produttivo, dichiara di essere concentrato sul lavoro e di essere impegnato su due nuovi film. L’intenzione dichiarata è quella di poterne parlare e annunciarli dopo che la fase di creazione sarà arrivata a compimento.

Roma e cinema: la routine di Muccino tra sale, letture e scelte curate

Nel quadro delineato, Muccino conferma di vivere a Roma e precisa di non essersi ritirato in isolamento. Descrive una routine legata alle sale cinematografiche e alla lettura, definendosi un profilo onnivoro nelle scelte. Nel racconto emerge anche un modo di guardare al cinema senza vincoli rigidi: dichiara di osservare Sorrentino e Zalone, evidenziando come il cinema resti il luogo più amato rispetto a ogni altro contesto.

Perché sparire: bisogno di allontanarsi dal mondo della visibilità

Muccino spiega poi la ragione che lo ha portato a “sparire” a un certo punto. Afferma che si è trattato di un bisogno definito quasi fisiologico, legato all’età e al modo in cui era stato coinvolto nel settore. A 16 anni, secondo il racconto, è stato catapultato in un ambiente che richiedeva ossessivamente la visibilità. Crescendo in quel contesto, sarebbe intervenuto un cambiamento interno: nel tempo, il desiderio di farne parte sarebbe venuto a mancare.

Scrivere, non perdere la sedia: il rapporto con il ruolo davanti allo schermo

Nel presente, Muccino indica che non sente la mancanza della sedia da regista, ma sottolinea di non poter stare senza la sedia davanti al computer, cioè l’attrezzo del lavoro di scrittura. Il punto centrale resta la continuità operativa: la scrittura viene descritta come l’attività che mantiene viva la motivazione, mentre l’impegno sul progetto indica una ripresa concreta della sua presenza professionale.

personaggi citati

Silvio Muccino, Arnaldo Catinari, Riccardo Scamarcio, Maurizio Lombardi, Gabriele Muccino.

“Non faccio il falegname in Umbria. Vivo a Roma e non da eremita. Perché sono sparito? Per tanti motivi. È stato un bisogno quasi fisiologico”: parla Silvio Muccino
Il principe Harry in tribunale per la sua fondazione benefica: “Diffamazione e cyberbullismo”. L’ex presidente Sophie Chandauka accusa: “I Sussex si sentono al di sopra della legge”
Studentessa 17enne muore per una cardiomiopatia, la famiglia fa causa a un marchio di energy drink: “Troppa caffeina e rischi non segnalati”

Per te