Serena mollicone, caserma per tuzi: la riesumazione della salma dopo la rivelazione del criminologo

• Pubblicato il • 5 min
Serena mollicone, caserma per tuzi: la riesumazione della salma dopo la rivelazione del criminologo

I colpi di scena legati al delitto di Arce continuano a riaccendersi dopo anni di indagini e processi, riportando l’attenzione su Serena Mollicone e su ciò che potrebbe essere rimasto irrisolto dal 2001. Il caso, già segnato da ricostruzioni in competizione, si arricchisce ora di una nuova lettura dei fatti: un’ipotesi che introduce un possibile legame tra la scomparsa della giovane e il brigadiere Santino Tuzi, morto suicida nel 2008, protagonista di dichiarazioni che nel tempo hanno continuato a sollevare dubbi.

delitto di arce e nuova ipotesi su serena mollicone

Serena Mollicone, studentessa di 18 anni, scomparve il 1° giugno 2001 ad Arce e venne ritrovata senza vita due giorni dopo nel boschetto di Fontecupa. Il corpo fu trovato con busta di plastica legata intorno al collo e con mani e piedi legati, elementi che hanno contribuito a mantenere vivo l’interesse investigativo per ogni possibile ricostruzione.

L’elemento che cambia il quadro deriva dal criminologo Carmelo Lavorino, secondo il quale tra Serena Mollicone e il brigadiere Tuzi sarebbe esistito un “patto amichevole, un segreto”. In questa prospettiva, la diciottenne avrebbe dovuto incontrare Tuzi quel giorno in caserma, non la famiglia Mottola.

carmelo lavorino e l’idea di un incontro in caserma

Lavorino ha presentato la propria ipotesi come ospite del programma “Incidente Probatorio”, in diretta su Canale 122 Fatti di Nera. Le dichiarazioni puntavano a un presunto legame tra Mollicone e Tuzi e a una ricostruzione in cui Tuzi avrebbe mentito nel tempo.

Secondo la ricostruzione richiamata, fino a un certo momento (marzo 2008) Tuzi avrebbe sostenuto di non conoscere Serena Mollicone e di non averla mai vista in caserma né altrove. Successivamente, quando sarebbero state riferite tracce biologiche trovate nella caserma di Arce, il brigadiere avrebbe modificato la versione assumendosi la responsabilità della conoscenza e della presenza della ragazza, spostando però tali elementi verso un soggetto considerato innocente.

Nel racconto di Lavorino, il riferimento si collega anche a quanto sarebbe emerso nelle giornate che precedettero la morte di Tuzi, contribuendo a riaprire ulteriormente il mistero del giallo di Arce.

cosa disse santino tuzi prima del suicidio del 2008

Pochi giorni prima di togliersi la vita nel 2008, in aprile, Tuzi avrebbe dichiarato agli inquirenti di aver visto Serena Mollicone entrare nella caserma di Arce intorno alle ore 11 del 1° giugno 2001. Nello stesso contesto, avrebbe aggiunto di non averla mai vista uscire.

Le informazioni sulla presenza della ragazza sarebbero state fornite da Tuzi nel corso dell’interrogatorio del 28 marzo 2008. In seguito, alcuni colleghi avrebbero riferito che Tuzi non avrebbe inizialmente menzionato di aver visto Serena entrare, circostanza che alimenterebbe i dubbi sulla coerenza e sulla tenuta delle sue rivelazioni.

Un ulteriore filone di incertezza deriva da testimonianze processuali, tra cui quella del carabiniere Gabriele Tersigni. Secondo quanto riportato, Tuzi avrebbe espresso la paura di essere incastrato nei giorni immediatamente precedenti al suicidio.

perizia tecnico-balistica e riapertura dell’ipotesi di omicidio

La linea che per i familiari non ha mai convinto riguarda la ricostruzione del suicidio. Nel quadro attuale, tali dubbi tornano a essere enfatizzati da una nuova perizia tecnico-balistica, in cui si parla di assenza di impronte sull’arma e si prospetta un’ipotesi diversa: omicidio anziché suicidio.

processo ai mottola per il delitto di serena mollicone

Il criminologo Lavorino risulta anche consulente legale dei Mottola, imputati per il delitto di Serena. Le persone coinvolte includono Franco Mottola, ex maresciallo e comandante della stazione dei Carabinieri di Arce, sua moglie Anna Maria e il figlio Marco.

Il rinvio a giudizio ha riguardato anche due carabinieri: Francesco Suprano, accusato di favoreggiamento, e Vincenzo Quatrale, ex vicecomandante della caserma. Per Quatrale era stata contestata la posizione di concorso esterno in omicidio e istigazione al suicidio di Tuzi.

In precedenza, i cinque imputati erano stati assolti nei primi due gradi per insufficienza di prove. Nel marzo 2025, la Corte di Cassazione ha annullato tali assoluzioni, disponendo un nuovo processo di appello (appello-bis) avviato alla fine del 2025.

riesumazione richiesta alla procura e nuove analisi sulla pistola

Mentre procede l’appello-bis ai Mottola, la famiglia di Santino Tuzi ha presentato oggi, 28 aprile 2026, un’istanza ufficiale alla Procura. La richiesta riguarda la riesumazione del corpo del brigadiere e nuove analisi sulla pistola.

Secondo quanto appreso da fonti legali della famiglia, gli accertamenti punterebbero su anomalie nella traiettoria del proiettile e sulla posizione dell’arma. Elementi di questo tipo, nella prospettiva indicata, farebbero propendere per l’ipotesi di un omicidio.

dichiarazioni della famiglia tuzi e riferimento alle tecnologie forensi

La richiesta viene presentata come un tentativo di chiarire ogni aspetto rimasto nell’ombra. Maria Tuzi ha dichiarato di voler permettere alla salma del padre di “tornare a parlare” e di puntare su “moderne tecnologie forensi” per fare luce su ogni elemento disponibile.

consulenza tecnica di parte e incertezza sulla dinamica

La nuova iniziativa si innesta sulla perizia tecnica di parte redatta da Dario Sangermano. L’11 aprile scorso, Sangermano ha illustrato i risultati della consulenza in una conferenza stampa.

Nel contenuto attribuito, la consulenza non offrirebbe una certezza sulla dinamica: non vi sarebbe garanzia né che sia stato sparato al brigadiere, né che si sia sparato. Il quadro evidenzierebbe invece che Tuzi aveva un appuntamento con una persona e che, quando i colleghi sarebbero arrivati, lo avrebbero trovato morto. Allo stesso tempo, la consulenza riportata non fornirebbe elementi per affermare con sicurezza che si fosse trattato di un suicidio.

persone citate nel quadro investigativo e processuale

  • Serena Mollicone
  • Carmelo Lavorino
  • Santino Tuzi
  • Franco Mottola
  • Anna Maria Mottola
  • Marco Mottola
  • Francesco Suprano
  • Vincenzo Quatrale
  • Gabriele Tersigni
  • Dario Sangermano
  • Maria Tuzi
“Emanuela Orlandi, Mirella Gregori e la pista delle ragazze scomparse”: cosa dice la prima relazione della Commissione d’inchiesta
“Emanuela Orlandi, Mirella Gregori e la pista delle ragazze scomparse”: cosa dice la prima relazione della Commissione d’inchiesta
Famiglia scompare nel nulla durante una gita, ritrovati dopo 70 anni i resti dei genitori e della figlia maggiore: il mistero dei Martin resta senza risposta

Per te