Semestre filtro a medicina denuncia: studenti scelti per vicinanza politica nel tavolo tecnico voluto
La riforma dell’accesso ai corsi di laurea in Medicina, con l’introduzione del semestre filtro, ha acceso un acceso confronto politico e studentesco. Al centro della discussione c’è il tavolo tecnico istituito dal Ministero dell’Università e della Ricerca, pensato per monitorare e correggere eventuali criticità del provvedimento della ministra Anna Maria Bernini. Secondo alcune rappresentanze studentesche, però, la composizione del tavolo rischierebbe di trasformare lo spazio di dialogo in un meccanismo orientato a premiare appartenenze a scapito della rappresentanza.
tavolo tecnico per l’accesso a medicina: obiettivi e composizione
L’idea di istituire un tavolo tecnico legato alla riforma dell’accesso a Medicina nasce a metà dicembre, durante la seduta del Consiglio nazionale degli studenti universitari (Cnsu). L’organo è descritto come consultivo e di rappresentanza degli studenti universitari presso il Mur. In un passaggio successivo, la ministra Bernini incontra i rappresentanti del Cnsu e, pur sostenendo la validità della riforma, si dichiara disponibile ad analizzare aspetti critici, anche attraverso una sede dedicata al monitoraggio.
La piattaforma creata dal Ministero ha il compito di formulare pareri e proposte sulle modalità di accesso ai corsi a numero programmato. La struttura prevede 19 membri: 14 studenti e, tra questi, una ripartizione in sei “interni” selezionati tra gli eletti nel Cnsu e otto “esterni” scelti direttamente dal ministero. Le critiche maggiori si concentrano proprio sui criteri adottati per la composizione.
semestre filtro e accuse di “epurazione”: trasparenza e rappresentanza contestate
Alcune organizzazioni studentesche denunciano che il tavolo, nato come laboratorio di partecipazione, potrebbe configurare un’operazione volta a ridurre le voci critiche. Viene richiamata la preoccupazione che la selezione dei componenti finisca per limitare la pluralità e per favorire l’orientamento politico di maggioranza.
Secondo quanto riportato, la nomina di alcuni membri risulterebbe riconducibile a logiche di appartenenza. Tra i nomi indicati nelle contestazioni compaiono Filippo Rizzuto, indicato come membro della Segreteria nazionale della giovanile di Forza Italia, partito associato alla figura politica della ministra Bernini. Viene poi citato Michele Rampulla, presentato in relazione alla presenza sui social con il presidente dell’Assemblea regionale siciliana Gaetano Galvagno, descritto come esponente politico collegato a figure nazionali e indicato come pupillo del presidente del Senato Ignazio La Russa. È inoltre menzionato che Gaetano Galvagno dovrebbe comparire in tribunale per rispondere di corruzione, falso, peculato e truffa.
criteri di selezione e trasparenza pubblica: richieste degli studenti
Le associazioni studentesche di sinistra contestano in modo particolare la trasparenza della procedura. Viene affermato che, nel rispetto del principio di trasparenza della pubblica amministrazione, dovrebbero essere resi pubblici criteri di preferenza e graduatoria risultante. L’avviso di selezione, pubblicato a fine febbraio, riportava una serie di criteri preferenziali, tra cui: partecipazione a progetti di formazione medica, conoscenza di modelli internazionali, esperienze in organi di ateneo, volontariato sanitario e studio all’estero.
Il punto contestato riguarda la natura della selezione, definita non comparativa e affidata al segretario generale del dicastero, senza obbligo di predisporre una graduatoria precisa né di motivare in modo puntuale la scelta di ciascun candidato. In tale cornice, le organizzazioni sostengono che l’impostazione adottata avrebbe reso meno verificabile l’effettiva comparazione tra candidature.
accesso e partecipazione degli studenti: effetto del requisito “medicina”
Tra le contestazioni riportate, spicca l’indicazione per cui l’unico criterio oggettivo richiesto sarebbe stato essere iscritti al corso di laurea in Medicina. Questa previsione viene descritta come un elemento in grado di ridurre la rappresentanza democratica e di spostare l’equilibrio della partecipazione verso una sola parte del Cnsu.
Le associazioni riferiscono che, con l’introduzione di tale requisito, dei trenta membri totali facenti parte del Cnsu solo sei sarebbero stati in grado di partecipare alla piattaforma come “interni”. La ricostruzione parla di un risultato in cui solo due studenti riconducibili a liste universitarie di sinistra avrebbero potuto partecipare, mentre gli altri quattro sarebbero riconducibili all’area descritta come opposizione minoritaria, rappresentata da liste di destra o centriste.
All’interno di questa contestazione viene citato anche un caso specifico: viene indicata la presenza di rappresentanti di Azione Universitaria, organizzazione collegata a Gioventù Nazionale, la giovanile di Fratelli d’Italia. Il testo associa inoltre Azione Universitaria alla versione universitaria di Azione Studentesca, movimento indicato come di estrema destra, richiamando questionari sull’orientamento politico dei professori, episodi di aggressioni fasciste e dinamiche interne descritte come “strette gladiatorie”.
studenti esterni nominati dal ministero: accusa di scelta politica
Oltre alla quota di sei interni selezionati tra gli eletti nel Cnsu, il decreto prevede anche la presenza di otto studenti “esterni” scelti direttamente dal ministero sulla base di candidature volontarie. Secondo le organizzazioni studentesche di sinistra, questa parte della procedura avrebbe un carattere di ampia discrezionalità.
Viene sostenuto che la composizione degli otto esterni sarebbe arbitraria e che solo due nomi risulterebbero appartenere a liste di sinistra, nonostante nel mondo universitario, secondo la ricostruzione, la maggioranza sarebbe rappresentata da aree di sinistra, come evidenziato dalle elezioni del Cnsu della scorsa primavera. L’interpretazione delle associazioni è che l’impianto del tavolo risponda a una logica prevalentemente politica, con l’obiettivo di contenere possibili critiche e opposizioni rispetto alla linea della ministra e agli effetti attribuiti alla riforma del semestre filtro.
Le contestazioni si estendono anche agli effetti della riforma, descritta come responsabile di disorganizzazione, sovraffollamento, ritardi e scarsa preparazione, con indicazioni su una pressione psicologica esercitata sugli studenti.
Nomi citati nelle contestazioni sul tavolo tecnico
- Anna Maria Bernini
- Filippo Rizzuto
- Michele Rampulla
- Gaetano Galvagno
- Ignazio La Russa
- Maira Parissi
