Rincaro dei vini mezzo bicchiere come funziona e perché conviene
Al Vinitaly di Verona, fino al 15 aprile, la Romagna trova spazio attraverso uno dei suoi simboli più riconoscibili: la Piadina Romagnola Igp. L’esperienza gastronomica, firmata Carlo Cracco, mette al centro tre proposte di farciture che valorizzano ingredienti tipici e accostamenti pensati per dialogare con il mondo del vino, tema che lo chef affronta con un’attenzione particolare al servizio e alla cultura dell’assaggio.
piadina romagnola igp a vinitaly: farciture e abbinamenti
Nel contesto della manifestazione veronese, la Piadina Romagnola Igp viene presentata con tre farciture che alternano salumi, formaggi, verdure, conserve e note dolci. La proposta include:
- Prosciutto di Parma Dop, Squacquerone di Romagna Dop e fichi caramellati.
- Radicchio tardivo, Formaggio di Fossa di Sogliano Dop, pesto di noci e Culatello di Zibello Dop.
- Squacquerone di Romagna Dop, albicocca candita e Asparagi verdi di Altedo Igp.
carlo cracco e il vino: servizio, cultura e assaggio
Intervistato da Il Corriere della Sera, Carlo Cracco collega la cucina al gesto di servizio: il vino, secondo il suo racconto, va considerato parte integrante del momento a tavola. Lo chef sottolinea che, durante il percorso alla scuola alberghiera, è stato spiegato come il vino venga servito nel corso del pasto: quando si mangia, oltre al piatto deve comparire il vino e l’acqua. In questa prospettiva, l’educazione al bere diventa un’esperienza condivisa legata alla tavola.
La chiave culturale viene indicata nello stesso passaggio: non basta raccontare, serve far provare. L’obiettivo è raccontare bene ciò che si serve e, soprattutto, far assaggiare. Se l’assaggio non avviene, si considera mancata un’opportunità.
prezzi del vino e contrazione dei consumi: scelte e strategie
Tra i temi affrontati rientra anche l’innalzamento dei prezzi legato alla contrazione globale. In risposta a questa situazione, lo chef descrive un approccio basato sulla disponibilità di etichette differenti: esistono vini accessibili e vini meno accessibili. La categoria dei vini meno accessibili viene associata a piccole produzioni con caratteristiche speciali, con la conseguente difficoltà anche nel reperire le bottiglie.
Nel caso dei vini più accessibili, emerge la necessità di adottare un approccio di proposta diverso: il focus non resta soltanto sull’offerta della bottiglia, ma si estende al servizio, includendo anche il bicchiere e il mezzo bicchiere. L’intento dichiarato è rendere l’assaggio più praticabile, così da sostenere la condivisione con chi siede a tavola.
mezzo bicchiere a tavola: una formula che si adotta quando serve
La formula del mezzo bicchiere viene descritta come una scelta utilizzata ogni tanto: non rappresenta una regola fissa, ma un espediente che risulta funzionale. L’idea di fondo è che un bicchiere in due renda possibile un avvicinamento al vino più semplice, perché la formula consente di ragionare in termini di disponibilità e invoglia la prova.


