Reddito regionale di inserimento in toscana fino a 500 euro al mese come funziona

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Reddito regionale di inserimento in toscana fino a 500 euro al mese come funziona

La Toscana avvia una nuova misura di sostegno economico legata al reinserimento lavorativo, pensata per chi ha perso l’occupazione e ha già esaurito gli ammortizzatori sociali. Dal 2 aprile è possibile presentare domanda per il reddito regionale di reinserimento lavorativo, con un contributo fino a 500 euro al mese per un massimo di nove mesi. Il provvedimento si rivolge a una platea potenziale indicata in circa 11mila persone e mira a sostenere la ricerca di un nuovo impiego attraverso percorsi di formazione e politiche attive.

reddito regionale di reinserimento lavorativo: a chi è rivolto

La misura è destinata ai cittadini che risiedono in Toscana da almeno tre mesi e che, in seguito alla perdita del lavoro, hanno esaurito gli ammortizzatori sociali. Il sostegno è rivolto a chi risulta disoccupato e presenta un Isee inferiore a 15mila euro, oltre a non percepire altri aiuti, sia nazionali sia regionali.

La partecipazione ai percorsi previsti costituisce un passaggio obbligatorio: l’erogazione è subordinata allo svolgimento di formazione e all’adesione a politiche attive del lavoro, in coerenza con una logica di condizionalità. La Regione inquadra la misura in modo distinto rispetto al modello nazionale, dichiarando l’intento di intervenire nell’ambito delle proprie competenze.

reddito regionale: importo massimo e durata

Il contributo economico può arrivare fino a 500 euro al mese, con un limite temporale massimo di nove mesi. La misura risulta finanziata con 23 milioni di euro, secondo quanto indicato dalla Regione.

condizionalità e percorso verso il reinserimento occupazionale

La Regione sottolinea che l’intervento non si limita a logiche assistenzialistiche. Il punto centrale è l’obbligo di intraprendere percorsi di formazione descritti come capaci di rendere i beneficiari nuovamente competitivi nel mercato del lavoro.

Al termine della presa in carico, i beneficiari dovranno sottoscrivere un patto di servizio personalizzato. Il contributo sarà legato a un’adesione concreta ad attività di orientamento, formazione e ricerca di lavoro, oltre all’accettazione di offerte considerate congrue. L’obiettivo dichiarato consiste nell’accompagnare le persone verso il reinserimento occupazionale tramite un percorso monitorato nel tempo, con possibilità di correzioni basate sui risultati.

come presentare la domanda e quali obblighi seguono la richiesta

La domanda potrà essere inviata online tramite il portale Toscana Lavoro, utilizzando SPID oppure Carta d’identità elettronica. In alternativa, sarà possibile rivolgersi ai centri per l’impiego per completare la richiesta.

Una volta presi in carico, i beneficiari dovranno rispettare i vincoli previsti dal patto di servizio e mantenere un percorso attivo verso l’occupazione. L’impostazione è orientata a verifiche periodiche e a un eventuale adattamento della strategia in base all’andamento del percorso.

possibili adeguamenti: platea e requisiti

La Regione non esclude la possibilità di modificare la misura in corso d’attuazione. Nel caso in cui l’adesione risultasse inferiore alle attese, si prevede l’eventualità di intervenire ampliando la platea, ad esempio tramite un innalzamento della soglia Isee oppure includendo anche chi si trova nella fase finale di percezione degli ammortizzatori sociali.

In prospettiva, in caso di esito positivo, l’intenzione sarebbe rafforzare lo strumento, cercando nuove risorse sia nel bilancio regionale sia nei fondi europei, in particolare nel Fondo sociale europeo.

gestione operativa e ruolo dei soggetti coinvolti

La gestione operativa sarà affidata all’Agenzia regionale per il lavoro, con il coordinamento dei centri per l’impiego e degli operatori accreditati. Le parti sociali saranno coinvolte nella definizione e nel monitoraggio della misura, per strutturare e controllare l’attuazione del percorso previsto.

posizioni sul provvedimento: Parlamento politico e sindacale

Il presidente Giani ha indicato che l’iniziativa conferma la linea del programma della coalizione che sostiene la ricandidatura del governatore uscente, orientata a una Toscana che guarda agli ultimi e a chi vive situazioni di fragilità. Dal Palazzo del Pegaso è stata inoltre evidenziata la scelta di operare nell’ambito delle politiche attive del lavoro, spiegando la non replicabilità dello strumento nazionale per competenze proprie.

Da parte dei consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle è stata espressa soddisfazione per il risultato raggiunto, richiamando la coerenza con gli accordi di programma. Sul versante sindacale, Rossano Rossi ha valutato positivamente il nuovo strumento, collegandolo alla fase segnata da una crisi dei settori produttivi, con particolare riferimento al manifatturiero, e descrivendo la misura come un sostegno concreto per evitare che lavoratrici e lavoratori scivolino nella disperazione in un tempo limitato.

personaggi citati

  • Eugenio Giani
  • Irene Galletti
  • Luca Rossi Romanelli
  • Rossano Rossi
Toscana, l’asse Pd-M5s fa partire il reddito regionale di inserimento: fino a 500 euro per chi ha perso il lavoro

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