Quando roma divenne capitale della scena internazionale: la storia dimenticata del teatro club

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Quando roma divenne capitale della scena internazionale: la storia dimenticata del teatro club

Quando Roma viene raccontata rispetto alle trasformazioni del teatro tra anni Sessanta e anni Settanta, il riferimento alle “cantine romane” tende spesso a occupare tutto lo spazio. Eppure esiste un’esperienza più ampia, con un inizio collocabile addirittura nei primi anni Cinquanta, capace di proiettare la città oltre i confini locali e di incidere sui modi stessi di fare teatro. Al centro di questa traiettoria compare il Teatro Club, un progetto culturale costruito da due personalità che, dal 1957 al 1984, hanno legato il lavoro teatrale a un’idea concreta di dialogo e apertura.

teatro club a roma: origine, durata e missione culturale

Il Teatro Club nasce e si sviluppa tra il 1957 e il 1984, animato da Gerardo Guerrieri e da Anne d’Arbeloff. Gerardo Guerrieri è indicato come regista, traduttore, critico e studioso di teatro; Anne d’Arbeloff come viaggiatrice, giornalista e poetessa, con una forte passione per il teatro e un ruolo determinante nell’organizzazione.

Pur provenendo da contesti diversi, il progetto nasce da una convinzione comune: la cultura e l’arte, con il teatro come priorità, devono contribuire a ridurre barriere e a costruire ponti per incontri, scambi, dialogo e conoscenza reciproca. Nel quadro storico richiamato, questi propositi vengono descritti come iniziative precoci in un periodo in cui il mondo cercava di ripartire dopo la Seconda guerra mondiale.

gerardo guerrieri e anne d’arbeloff: una rete di sostenitori e un’identità internazionale

L’attività del Teatro Club viene presentata come possibile grazie a risorse limitate e alla mancanza di finanziamenti pubblici nei primi anni. A permettere continuità e impatto è anche una rete di sostegno composta da figure autorevoli, soprattutto italiane e straniere, con particolare presenza di sostenitori americani, inglesi e francesi.

Tra i nomi citati compaiono Michelangelo Antonioni, Luchino Visconti, Vittorio Gassman, Carlo Levi, Alberto Moravia, Federico Fellini, Ennio Flaiano, Cesare Zavattini e altri ancora. La capacità di attrarre consenso e di mantenere un’attenzione culturale ampia costituisce uno dei presupposti del consolidamento del progetto teatrale.

il teatro club trasforma roma in capitale del teatro internazionale

Il contributo del Teatro Club viene collegato alla trasformazione di Roma in una capitale del teatro internazionale. Il testo attribuisce al progetto la capacità di far arrivare in città importanti realtà artistiche, includendo il Living Theatre (indicato come prima tournée italiana), Peter Brook e Tadeusz Kantor. In parallelo vengono menzionati il Caffé La Mama di Ellen Stuart, Merce Cunningham e Jerome Savary.

La dimensione internazionale non resta confinata al teatro occidentale. Vengono citati anche il teatro giapponese Nō, i danzatori balinesi, il mimo francese con Lecoq e Barrault, oltre agli chansonniers (Jacques Brel, George Brassens, Catherine Sauvage). Sono ricordati le danze popolari russe, il Ballet Rambert da Londra e il teatro di burattini di Sergey Obraztsov da Mosca.

programmi trasversali: confini tra generi, discipline e pubblici

Tra le novità più rilevanti viene messa in evidenza l’idea di trasversalità: costruire programmi capaci di corrodere i confini tra generi, discipline, arti e differenti livelli di cultura, unendo considerazioni su cultura alta e bassa. A questo si affianca la creazione di nuovi formati e di nuove modalità d’incontro tra pubblico e lavoro artistico.

formati e pratiche: one-man show, workshop, conferenze-spettacolo

Il testo ricorda che sono diventati diffusi nel tempo one-man show, workshop e conferenze-spettacolo. Tuttavia l’organizzazione dei primi viene attribuita a Gerardo e Anne, guidata da una scelta culturale e da ragioni anche economiche. Tra i punti di studio legati all’attività di Guerrieri, viene richiamato l’interesse per lo studio dell’attore e della recitazione.

Negli appunti citati compare l’idea di far compiere agli attori un bilancio del proprio lavoro: una specie di confessione-autocritica. Il progetto riserva inoltre attenzione ai giovani e ai giovanissimi, in un periodo in cui il teatro-ragazzi viene indicato come ancora da venire, così come l’ondata dell’animazione teatrale destinata ad arrivare almeno un decennio più tardi.

teatro club giovani e teatro per ragazzi: dalla prima filiazione alla divulgazione dei classici

La presenza di iniziative legate a Teatro e ragazzi viene collocata già nella stagione iniziale, citata in un convegno apposito. Nel periodo ’60-’61 nasce la prima filiazione, il Teatro Club Giovani, con un lavoro di divulgazione dei classici indicati come Shakespeare, Corneille e de Musset.

teatro club popolare e apertura a pubblici nuovi: iniziative, numeri e riconfigurazione delle stagioni

Il testo collega l’allargamento dei pubblici a istanze diffuse negli anni sesseantotto. In questo contesto viene citata la creazione del Teatro Club Popolare nel 1962, inaugurato con gli spettacoli dell’imponente compagnia di danze popolari russe diretta da Igor Moiseev. Viene riportato il dato di 80.000 spettatori in 8 repliche al Palazzo dello Sport, indicato come una location inusuale per l’epoca.

Nel 1969 nasce il Premio Roma, successivamente sostituito da Europa Off ’79. L’ultima grande manifestazione organizzata da Anne e Gerardo viene collocata nel ’81-’82 con Le Maschere di Dio, caratterizzata da due focus: sugli aborigeni australiani e sulla cultura nera americana.

memoria e ricostruzione storica del teatro club: contributi dell’associazione e ricerca dedicata

Il testo attribuisce anche un ruolo alla continuità della memoria. Grazie all’impegno infaticabile della figlia Selene, viene ricordata la nascita dell’Associazione Culturale Gerardo Guerrieri, impegnata nella preservazione della memoria dei genitori. Per la ricostruzione, viene indicato il merito a Stefano Geraci, autore di pubblicazioni riferite a Guerrieri.

Alla sua attività vengono collegati anche l’ideazione e la realizzazione, con un ristretto numero di collaboratori, della mostra virtuale “L’avventurosa storia del Teatro Club”. Insieme a Emanuela Bauco, Geraci è associato anche alla realizzazione dell’Album omonimo pubblicato da Pandion Edizioni.

personalità citate nel percorso del teatro club

Tra i nominativi indicati nel racconto delle attività e delle iniziative legate al Teatro Club compaiono:

  • Gerardo Guerrieri
  • Anne d’Arbeloff
  • Michelangelo Antonioni
  • Luchino Visconti
  • Vittorio Gassman
  • Carlo Levi
  • Alberto Moravia
  • Federico Fellini
  • Ennio Flaiano
  • Cesare Zavattini
  • Peter Brook
  • Tadeusz Kantor
  • Ellen Stuart
  • Merce Cunningham
  • Jerome Savary
  • Lecoq
  • Barrault
  • Jacques Brel
  • George Brassens
  • Catherine Sauvage
  • Sergey Obraztsov
  • Igor Moiseev
  • Selene
  • Stefano Geraci
  • Emanuela Bauco
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Categorie: TV e Spettacolo

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