Progetto estate paideia beatrice re portare in vacanza minori disabili e le loro famiglie

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Progetto estate paideia beatrice re portare in vacanza minori disabili e le loro famiglie

Volontariato, inclusione e cura della famiglia si intrecciano in un percorso concreto portato avanti dalla Fondazione Paideia. Nel racconto di Beatrice Re emerge un impegno che non nasce come semplice “aiuto”, ma come continuità con la propria professione: un’esperienza iniziata mentre si erano ancora studenti e poi trasformata in specializzazioni, fino a diventare insegnante di sostegno. All’interno delle attività proposte, la cura si estende ai bambini con disabilità, ai loro genitori e anche ai siblings, cioè ai fratelli e alle sorelle, con l’obiettivo di ridurre isolamento e difficoltà relazionali.

beatrice re e il volontariato in sintonia con la professione

Per Beatrice Re, 29 anni e residente in provincia di Cuneo, la collaborazione con Paideia inizia nel 2017, quando ancora era impegnata negli studi. Il volontariato viene descritto come un’esperienza che si collega direttamente alla propria attività professionale: la partecipazione alle iniziative della Fondazione diventa un percorso che la spinge a conseguire due specializzazioni e a intraprendere la strada dell’insegnamento di sostegno.

La Fondazione Paideia nasce nel 1993 per volontà delle famiglie torinesi Giubergia e Argentero. La finalità è sostenere le famiglie che vivono la presenza di una disabilità, adottando una visione ampia: non solo un intervento sul singolo bambino, ma attenzione all’insieme familiare. Nel 2025 sono state 1041 le famiglie seguite con un aiuto mirato e, allo stesso tempo, con momenti di svago e allegria.

estate paideia: settimane estive con famiglie, volontari e bambini

Tra i progetti più rilevanti figura “Estate Paideia”, attivo dal 2020 in provincia di Asti. In queste settimane i genitori vengono invitati insieme ai figli e ai volontari, creando un contesto in cui la relazione si costruisce gradualmente e si rafforza nel tempo. Beatrice sottolinea di essere una presenza costante da alcuni anni.

preparazione e strumenti per conoscere famiglie e bambini

Prima dell’avvio delle attività viene svolta una fase di preparazione: i volontari ricevono informazioni sulle famiglie e sui bambini con disabilità, sugli interessi, sulle modalità di relazione e sulle strategie utili a favorire l’interazione. È previsto anche il ricorso al passaporto, uno strumento elaborato dalla Fondazione per conoscere meglio persone e bisogni.

supporto ai genitori e attività quotidiane

Nel corso della settimana i volontari affiancano i genitori con l’obiettivo di alleggerire il carico e dare spazio a momenti personali, come la possibilità di partecipare a un corso di yoga o ad altre attività. Per i genitori, secondo la testimonianza, si tratta di un momento di libertà.

Le giornate prevedono inoltre numerosi laboratori e iniziative con bambini, volontari e famiglie. Tra le attività citate compaiono andare in piscina due volte al giorno, dedicarsi all’orto per raccogliere o piantare e organizzare nel serale momenti di festa come karaoke e tombolate.

da conoscenza iniziale ad amicizie durature

La settimana inizia senza una conoscenza approfondita e si conclude con la creazione di amicizie. I legami crescono sia tra i volontari sia con le famiglie, che sono circa una decina per settimana. L’esperienza viene descritta come annualmente ripetibile e capace di generare relazioni forti: nel tempo le persone si rivedono e si riabbracciano durante le feste.

sibling support: dare attenzione preventiva ai fratelli e alle sorelle

Accanto alle settimane estive, Beatrice ha seguito un progetto dedicato al supporto preventivo ai “siblings”, cioè ai fratelli e alle sorelle dei bambini e ragazzi con disabilità. Il tema viene indicato come centrale anche nel percorso di studi: è stato oggetto della tesi di laurea, nella quale Beatrice ha portato la propria esperienza di volontariato.

paideia tra filantropia e ricerca per l’inclusione

Il valore della Fondazione viene presentato come combinazione tra impegno filantropico e ruolo di ente di ricerca. Nel 2025 risultano 384 volontari attivi. Paideia promuove una cultura dell’inclusione tramite formazione, con un esempio citato relativo agli insegnanti.

iniziative dedicate ai siblings e formazione per i genitori

Secondo la volontaria, di questa tematica si parla poco, nonostante la sua rilevanza. Nella sede torinese e in quella milanese la Fondazione realizza attività specifiche dedicate ai fratelli e alle sorelle, oltre a prevedere formazione per i genitori.

family centered care e progetto “dare voce ai siblings”

Al centro dell’approccio di Paideia viene indicata la Family Centered Care, con attenzione non soltanto al bambino o alla bambina, ma all’intero nucleo familiare. Questo orientamento permette di conoscere i figli e comprendere quali strategie funzionano meglio in relazione alle dinamiche interne.

La presa in carico viene descritta come preventiva e rivolta a tutti i membri della famiglia. Da questa consapevolezza prende avvio il progetto “Dare voce ai siblings”, pensato per i fratelli e le sorelle di persone con disabilità.

paideia tutto l’anno a torino: centro, socializzazione e servizi socio-sanitari

Oltre alle settimane estive, la Fondazione opera durante tutto l’anno nel proprio centro a Torino. L’attività mira ad accompagnare i bambini con disabilità e difficoltà nella relazione con i servizi socio-sanitari e con la scuola, supportando anche la scelta delle attività riabilitative e del tempo libero.

spazio aperto con corsi, aree dedicate e feste pubbliche

Il centro viene presentato come uno spazio aperto, con corsi accessibili a tutti, come un corso di cucina e il corso creativo di lettura. Sono presenti anche una biblioteca e una caffetteria, oltre a un’area gioco. Tra le strutture citate rientrano una stanza multisensoriale e una piscina. La Fondazione organizza inoltre feste aperte al pubblico, tra cui la Festa di primavera, con la possibilità per chiunque di partecipare ai laboratori.

socializzazione per prevenire l’esclusione

Paideia punta in modo significativo sulle attività di socializzazione e svago per ridurre il rischio di esclusione sociale e favorire la creazione di nuovi legami. Lo scopo include anche un obiettivo diretto verso le famiglie: renderle meno sole attraverso spazi di condivisione e supporto continuativo.

personaggi menzionati:

  • Beatrice Re
Beatrice Re e il progetto “Estate Paideia”: “Portiamo in vacanza i minori disabili, ma anche le loro famiglie”
Categorie: Salute

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