Pollini a pasquetta all’aperto rischio allergie aumentato del 25%

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Pollini a pasquetta all’aperto rischio allergie aumentato del 25%

La Pasquetta si avvicina e, per molti italiani, la tradizionale gita fuori porta rischia di trasformarsi in un momento critico per chi soffre di allergie respiratorie. Secondo gli esperti della Società Italiana Allergologia, Asma ed Immunologia Clinica (SIAAIC), nelle giornate immediatamente successive alle festività pasquali si profila un aumento dei problemi legati ai pollini, con ricadute visibili anche sull’accesso alle cure ambulatoriali. Il focus si intreccia con l’andamento della stagione pollinica e con nuove sfide cliniche per asma grave e BPCO emerse durante un recente confronto scientifico.

Il quadro viene delineato dagli specialisti intervenuti nel corso del Congresso Nazionale “Libero Respiro: La Medicina Respiratoria e Immunologica nel Mondo Reale”, svoltosi a Vietri sul Mare il 27-28 marzo, dove il tema della gestione delle patologie respiratorie e immunologiche nel contesto reale della vita quotidiana ha guidato i lavori.

pasquetta e allergie: previsto un aumento del 25% delle visite ambulatoriali

Nei dieci giorni successivi alle festività pasquali, la SIAAIC prevede un incremento delle visite ambulatoriali pari al 25%. Alla base di questo scenario c’è un picco pollinico giudicato particolarmente intenso e capace di amplificare le reazioni allergiche.

Il periodo pasquale non rappresenta solo una pausa dalla routine, ma coincide anche con un’accelerazione delle manifestazioni allergiche dovuta alle attività all’aperto nel pieno della stagione pollinica. Il fenomeno viene ricondotto principalmente all’azione di specifiche famiglie botaniche, tra cui graminacee, betulacee, parietarie e olivi.

Secondo quanto riportato, l’annata risulta inoltre caratterizzata da una fioritura anticipata e dalla simultaneità della fioritura di molte piante, con un impatto più rapido sull’esposizione.

chi soffre di allergie stagionali può andare incontro a sintomi respiratori rilevanti

Per una quota significativa della popolazione, l’approssimarsi del periodo pasquale segna l’arrivo della fase più complessa dell’anno. Gli specialisti indicano che per circa 3 italiani su 10 che soffrono di allergie stagionali si avvicina un momento ad alto rischio di sintomi.

Tra le manifestazioni più frequenti vengono citati starnuti e naso chiuso, con il coinvolgimento anche degli occhi, caratterizzati da rossore e lacrimazione. Nei casi più problematici possono comparire crisi di asma bronchiale, elemento che rende necessario un approccio attento anche nella pianificazione di brevi spostamenti.

esposizione cumulativa ai pollini: perché dopo le feste aumentano i controlli

I dati sugli ambulatori, secondo le informazioni condivise dagli esperti, mostrano nei giorni successivi al ponte pasquale un incremento sia delle reazioni allergiche sia delle visite di controllo. Il valore indicato è del 25% rispetto alla media delle settimane precedenti.

Il fenomeno viene collegato alla cosiddetta esposizione cumulativa ai pollini durante le giornate trascorse all’aperto. In sostanza, l’accumulo di contatto con gli allergeni nel tempo contribuisce a rendere più intensi i disturbi, rendendo più frequente il ricorso alle cure.

vacanze e rischio anafilattico: studio 2024 e aumento relativo della probabilità

La preoccupazione non riguarda solo i sintomi respiratori tipici. A supporto dell’attenzione richiesta durante le festività, viene richiamato uno studio pubblicato nel 2024 su Current Opinion in Allergy and Clinical Immunology. Lo studio collega le vacanze a una probabilità più elevata di reazioni anafilattiche.

Nello specifico, viene riportato un rischio relativo di 2,3 rispetto ai periodi ordinari. La correlazione viene associata all’esposizione a contesti diversi da quelli abituali e quotidiani.

scelte di destinazione: mete “a prova di allergia” e altitudini oltre la fascia indicata

Per chi desidera affrontare il periodo pasquale con maggiore sicurezza, gli esperti suggeriscono di orientarsi verso destinazioni definite “a prova di allergia”. La raccomandazione principale è legata alla qualità dell’aria e alla dispersione degli allergeni.

località costiere e marine: brezza e aria più pulita dagli allergeni

Le mete di mare e costiere vengono considerate ideali grazie alla brezza marina, descritta come un fattore in grado di disperdere i pollini e mantenere l’aria più pulita dagli allergeni.

Anche borghi storici e città d’arte vengono indicati come opzioni valide, poiché consentono di trascorrere tempo all’aperto riducendo il contatto diretto con prati e fioriture.

montagna oltre 800-1000 metri: stagione pollinica più tardiva

Vengono suggerite anche destinazioni montane, in particolare oltre una fascia altimetrica compresa tra 800 e 1000 metri. In questi contesti, la stagione dei pollini inizia più tardi rispetto ad aree a quote inferiori.

cosa evitare in giornate ventose e durante piogge intense: attenzione ai fattori che peggiorano i sintomi

Le indicazioni degli specialisti invitano a valutare con cautela ambienti in cui l’esposizione agli allergeni risulta più probabile. Tra le aree da considerare con prudenza vengono citati prati aperti, parchi con alberi ad alta fioritura e campagna, soprattutto nelle giornate ventose, quando il trasporto dei pollini può risultare più efficace.

Un’altra variabile segnalata riguarda i fenomeni atmosferici. Viene richiamata la necessità di prestare attenzione anche a temporali brevi, poiché piogge intense e concentrate possono provocare la rottura dei granuli pollinici. Questo processo favorirebbe il rilascio di particelle più piccole e più irritanti, con possibile peggioramento dei sintomi, in particolare nei pazienti con asma.

precauzioni pratiche: kit di emergenza e controllo del bollettino pollinico prima di partire

Oltre alla scelta della destinazione, gli esperti indicano misure operative essenziali. La raccomandazione centrale è quella di avere sempre a disposizione un kit di emergenza con antistaminici, spray nasali e colliri prescritti dallo specialista.

Altro passaggio considerato fondamentale è il controllo del bollettino pollinico prima di partire. La verifica dei livelli di polline nella zona di destinazione può avvenire tramite app e portali dedicati al monitoraggio aerobiologico. L’obiettivo è pianificare le attività all’aperto in base alle previsioni di qualità dell’aria, riducendo l’esposizione nei momenti meno favorevoli.

voci degli specialisti SIAAIC: indicazioni cliniche per il periodo pasquale

Il quadro delineato dagli esperti include valutazioni operative e collegamenti tra stagione pollinica, esposizione e impatto clinico, con particolare attenzione alle reazioni respiratorie e al rischio associato a periodi di vita più intensi fuori routine.

Le figure citate nel contesto delle dichiarazioni e delle indicazioni riportate includono:

  • Vincenzo Patella
  • Stefano Del Giacco
“Pasquetta rischia di trasformarsi in un incubo di starnuti, fazzoletti e inalatori per chi soffre di allergia. È previsto picco dei pollini con un aumento del 25% del rischio di reazioni”: l’allarme degli esperti
Categorie: Salute

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