Omicidio di fabio ascione a napoli: presi i due killer, le accuse e la verità sulla vittima
Un’operazione della Direzione distrettuale antimafia di Napoli ha portato al fermo di due giovani accusati dell’omicidio di un ventenne ucciso all’alba del 7 aprile. La vicenda si inserisce in un quadro investigativo che ha richiesto anche la rottura di un clima di omertà, mentre la ricostruzione descrive una vittima senza legami con ambienti criminali, rientrata a casa dopo una notte di lavoro.
omicidio a ponticelli: fermati due presunti killer
La mattina si sono svolti funerali pubblici per Fabio Ascione, celebrati dal cardinale di Napoli, Domenico Battaglia, nella chiesa di San Pietro e Paolo di Ponticelli. Nella notte, la Dda di Napoli guidata da Nicola Gratteri ha fermato i due presunti responsabili dell’omicidio.
Si tratta di un 23enne e di un minorenne di 17 anni. Il primo è Francesco Pio Autiero, indicato come nipote di un elemento di spicco del clan De Micco di Ponticelli; il secondo è il giovane che avrebbe guidato il motorino coinvolto nei fatti. Per entrambi è stato disposto il fermo per omicidio volontario e per porto e detenzione di arma da fuoco, con aggravante camorristica.
decreto di fermo e consegna alle forze dell’ordine
Le autorità hanno ricostruito i passaggi che hanno portato al fermo. Francesco Pio Autiero si è presentato spontaneamente ai carabinieri di Napoli-Poggioreale, accompagnato dall’avvocato Leopoldo Perone. L’altro presunto responsabile, invece, è stato rintracciato e preso nella notte dai militari.
Il decreto di fermo risulta firmato dal pm Sergio Raimondi, che nel provvedimento richiama un paio di testimoni. Le indagini indicano che Autiero avrebbe esploso il colpo mentre si sarebbe vantato di avere compiuto poco prima la sparatoria.
la ricostruzione della notte: sparatoria, scooter e riprese
Secondo quanto emerso, la vittima Fabio Ascione non risultava legata a contesti criminali. Stava infatti tornando a casa dopo una notte di lavoro presso una sala bingo.
Poco prima dell’omicidio, Autiero e il minore avrebbero partecipato, su scooter Beverly, a una sparatoria avvenuta nei pressi di un bar. Nel mirino, per gli investigatori, c’era un altro gruppo di giovani ritenuti collegati al clan Veneruso-Rea di Volla. Il gruppo rivale sarebbe stato a bordo di un Suv Tiguan. La scena viene indicata come documentata da un impianto di videosorveglianza, elemento considerato utile per la ricostruzione.
il colpo a distanza ravvicinata durante il ritorno a casa
La dinamica descritta dagli inquirenti colloca Autiero nel momento del ritorno dalla sparatoria. Il 23enne sarebbe rimasto con l’arma in mano e, durante la fase di spostamento, si sarebbe verificato un colpo partito accidentalmente, che avrebbe raggiunto Ascione.
L’uccisione risalirebbe all’alba del 7 aprile, con un colpo al torace a distanza ravvicinata, stimata in circa mezzo metro. Gli elementi investigativi richiamano uno scenario in cui lo sparo avrebbe avuto esito mortale per la vittima.
omertà e indagini: testimonianze e accuse con aggravante camorristica
Le indagini avrebbero dovuto rompere un clima di omertà per consentire l’accertamento dei fatti. La ricostruzione collega i presunti responsabili alla sparatoria precedente e all’uccisione di Ascione, mentre il provvedimento di fermo inquadra le accuse come omicidio volontario e detenzione/porto di arma da fuoco, con aggravante camorristica.
persone citate nella vicenda
La vicenda include i seguenti nominativi:
- Fabio Ascione
- Domenico Battaglia
- Nicola Gratteri
- Francesco Pio Autiero
- Sergio Raimondi
- Leopoldo Perone
