Oliver stone aveva previsto la guerra in iran: cosa diceva nel film del 2008 e perché è importante oggi

• Pubblicato il • 4 min
Oliver stone aveva previsto la guerra in iran: cosa diceva nel film del 2008 e perché è importante oggi

Una scena carica di tensione strategica, costruita nella cornice della war room e attraversata da parole pensate per durare. Nel film W., Oliver Stone mette in scena il punto di vista di Dick Cheney interpretato da Richard Dreyfuss, collegando risorse energetiche, presenza militare e traiettoria delle scelte USA tra Medio Oriente ed Eurasia. A distanza di anni, quelle frasi tornano al centro dell’attenzione per la loro capacità di riassumere una visione di potere fondata sul controllo dei flussi di petrolio.

war room e pianificazione strategica in W.

Nel contesto del 2008, mentre ci si avvicina alla fine del secondo mandato presidenziale di George W. Bush, la narrazione si concentra sull’inizio della logica della guerra al terrorismo avviata dopo gli attentati dell’11 settembre 2001. L’intera sequenza mostra Cheney mentre istruisce presidente, segretario alla difesa e stato maggiore nella war room.

Il discorso è legato all’invasione dell’Iraq come passaggio iniziale, presentato come parte di un percorso più ampio, legato all’espansione nella cosiddetta Eurasia. Cheney descrive un futuro di scarsità energetica: le riserve di petrolio sarebbero destinate a esaurirsi mentre la domanda crescerebbe in modo significativo. Il vicepresidente insiste anche su un tema di dipendenza e vantaggi: gli Stati Uniti sarebbero una quota ridotta della popolazione mondiale ma consumerebbero una quota molto ampia dell’energia disponibile.

risorse dell’eurasia e motore dell’intervento: petrolio e alleanze

La strategia delineata parte dalla mappa delle risorse: gas, petrolio e acqua vengono attribuiti all’area eurasiatica in una misura dominante. Poi arriva un punto operativo: una porzione delle riserve petrolifere sarebbe localizzata in Iraq.

Il ragionamento prosegue con la presenza statunitense all’estero. Cheney richiama la presenza in 120 paesi e inserisce l’idea che, aggiungendo l’Iraq, il controllo diventerebbe ancora più solido. Il passaggio successivo collega la conquista alla possibilità di ricostruire e sfruttare le risorse del territorio, indicandolo come un luogo centrale e simbolico nella storia della civiltà.

exit strategy e permanenza dell’intervento

Quando Bush pone la domanda su un’exit strategy, la risposta di Cheney è netta: l’operazione non sarebbe pensata per “staccarsi” ma per restare. L’obiettivo viene presentato come un legame destinato a non spezzarsi finché resteranno in vita i soggetti coinvolti, trasformando l’azione in una scelta strutturale e non provvisoria.

focus sull’iran: controllo dell’eurasia e controllo del mondo

All’apice del disegno strategico, la narrazione converge verso il perno indicato come definitivo: l’Iran. La scena afferma che dove mancherebbe la presenza sarebbe proprio nel cuore del sistema, individuato nell’Iran. Il riferimento centrale è al giacimento descritto come la più grande riserva di petrolio del mondo, indicata come responsabile di una quota molto ampia del petrolio mondiale e collegata anche allo stretto di Hormuz.

Da questa catena di connessioni nasce la formula attribuita a Cheney: “Se controlli l’Iran controlli l’Eurasia e controlli il mondo”. L’idea viene poi amplificata fino a presentare un “vero impero” come conseguenza del controllo, con l’affermazione che in questo modo nessuno avrebbe più la possibilità di ostacolare gli interessi statunitensi.

Oliver Stone rilancia la scena: collegamento tra USA e iran

Il regista Oliver Stone viene indicato come tornato sull’argomento rilanciando quelle parole legate alla scena di W.. Secondo quanto riportato, Stone afferma di aver rintracciato il problema USA-Iran proprio in quella sequenza. La spiegazione offerta collega la scena a una presentazione profetica di Dick Cheney nella war room, trasformandola in un elemento di ispirazione per la costruzione narrativa del film.

In parallelo, viene ricordato che Stone aveva concluso con W. una trilogia dedicata ai presidenti, comprendente JFK e Nixon. La produzione del film viene descritta anche come un percorso complesso: Stone avrebbe incontrato difficoltà nel reperire finanziamenti negli ambienti hollywoodiani, tanto che i capitali necessari sarebbero arrivati con maggiore difficoltà e attraverso produttori europei.

film, contesto e realizzazione tra difficoltà produttive

La vicenda produttiva viene presentata come parte integrante della storia: per mettere in scena un’epopea biografica legata a un presidente che avrebbe aperto un fronte di guerra continua in Eurasia, i finanziamenti sarebbero stati ottenuti con sforzo, anche in considerazione degli ostacoli legati alla disponibilità di capitali.

personaggi e interpreti citati nella sequenza

  • Dick Cheney (interpretato da Richard Dreyfuss)
  • George W. Bush (interpretato da Josh Brolin)
  • Oliver Stone
La profezia di Oliver Stone in un suo film del 2008: “Se controlli l’Iran controlli il mondo, così nessuno ci romperà più il ca**o”
Proteste nel cinema italiano: così la ripartizione dei fondi premia il solito ‘circoletto’
Cosa succede se la tua futura sposa ti confessa una strage alla vigilia del matrimonio? The Drama con Zendaya e Pattinson è un viaggio disturbante

Per te

Papa leone xIV gesto virale 6

08/06/2026

Papa Leone XIV a Madrid: sulla papamobile replica il meme “sei-sette”. Prima visita UE fuori dall’Italia, tra...