Oleodotto druzhba ripristinato : prestito ue miliardi in arrivo

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Oleodotto druzhba ripristinato : prestito ue  miliardi in arrivo

Una notizia cruciale per i dossier energetici e finanziari in Europa arriva dall’Ucraina: Volodymyr Zelensky ha annunciato il completamento delle riparazioni lungo l’oleodotto Druzhba, nodo fondamentale per il trasporto di petrolio verso il continente. L’intervento tecnico, legato a un tratto danneggiato a seguito di un attacco attribuito alle forze russe lo scorso gennaio, diventa la condizione per sblocchi politici e operativi legati al prestito dell’Unione europea da 90 miliardi.

oleodotto druzhba riparato: annuncio ucraino e riavvio

Secondo quanto comunicato da Volodymyr Zelensky su Telegram, l’Ucraina ha portato a termine le attività di riparazione del tratto dell’oleodotto Druzhba danneggiato lo scorso gennaio in un episodio ricondotto alle forze russe. Il leader ucraino ha indicato che l’oleodotto ora può tornare a funzionare, rendendo possibile la ripresa dei flussi in vista dei passaggi successivi richiesti sul piano europeo.

prestito ue da 90 miliardi: richieste ungheresi e via libera atteso

Il quadro politico che ruota attorno al prestito UE da 90 miliardi dipende anche dalle posizioni di Ungheria e Slovacchia. In particolare, i due Paesi avevano mantenuto un veto fino al ripristino completo della pipeline. Con l’annuncio del ripristino operativo del tratto interessato, diventa centrale l’eventuale revoca del blocco.

Dal lato ungherese, risulta che l’Ungheria abbia segnalato la disponibilità a ritirare il veto in caso di ripresa dei flussi di petrolio. In tale scenario, l’obiettivo indicato è legato al passaggio dalle indicazioni alle azioni concrete. I segnali descritti come incoraggianti derivano anche dalla richiesta rivolta all’Ucraina di consentire interventi tecnici sull’oleodotto Druzhba, con l’aspettativa di una continuità operativa già nel corso della settimana.

ministri e segnali di accelerazione a bruxelles

Il contesto europeo viene completato dalle dichiarazioni di esponenti presenti a Bruxelles per il Consiglio Ue. Antonio Costa, presidente del Consiglio dell’Unione europea, ha ringraziato Zelensky per aver mantenuto l’impegno concordato, cioè riparare l’oleodotto e ripristinarne il funzionamento. Sul versante tecnico-diplomatico, Tom Berendsen, ministro degli Esteri olandese, ha sottolineato come la richiesta di interventi sull’oleodotto sembri essere stata recepita, alimentando l’attesa di un’evoluzione rapida.

sanzioni ue e nodo del ventesimo pacchetto

La riparazione dell’oleodotto e i conseguenti passaggi politici si inseriscono anche nel percorso legato alle sanzioni verso Mosca. La ripresa della procedura in Europa viene associata allo sblocco del ventesimo pacchetto. Nei commenti riportati, i Paesi Bassi si sono detti fiduciosi, con l’avvertenza che restano da vedere quali passi concreti verranno compiuti.

Viene inoltre richiamato come l’esecutivo guidato da Viktor Orbán abbia in passato fatto ricorso al veto per ostacolare l’azione europea. In questo scenario, la possibilità di un cambio di fase viene collegata all’entrata di Peter Magyar in un nuovo esecutivo, con l’auspicio di superare gli ostacoli. Allo stesso tempo, viene evidenziato che i mutamenti non possono avvenire immediatamente, mantenendo una postura cauta ma orientata all’ottimismo.

risposta russa: obblighi contrattuali e transito subordinato

Anche la Russia si è dichiarata pronta a riprendere le forniture verso l’Ungheria. Secondo quanto riportato dal portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, la parte russa risulterebbe tecnologicamente preparata. Il riferimento chiave riguarda gli obblighi contrattuali con l’Ungheria, con la conseguenza che la ripresa dipenderebbe dal comportamento del regime di Kiev.

Nella comunicazione di Peskov, l’autorizzazione sarebbe subordinata a un’apertura dell’oleodotto da parte ucraina e alla fine di quello che viene definito ricatto. Sul piano delle informazioni diffuse dai media internazionali, il portavoce ha invece rifiutato di commentare le notizie secondo cui la Russia avrebbe interrotto il transito di petrolio kazako verso la Germania attraverso lo stesso oleodotto a partire dal primo maggio, rimandando al coinvolgimento delle aziende interessate.

personaggi e figure citate

Volodymyr Zelensky, Viktor Orbán, Antonio Costa, Tom Berendsen, Peter Magyar, Dmitry Peskov.

Zelensky: “L’oleodotto di Druzhba è di nuovo operativo”. Ora Ungheria e Slovacchia possono sbloccare il prestito da 90 miliardi a Kiev
Categorie: PoliticaEconomia

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