Nord stream sabotaggio: chi era freya, ex modella ucraina
Il sabotaggio dei gasdotti Nord Stream ha aperto una stagione di indagini e ricostruzioni che continuano a far emergere dettagli inquietanti. Tra le ipotesi riportate da fonti giornalistiche, spicca la figura di una presunta subacquea legata all’operazione, indicata con lo pseudonimo “Freya”. La narrazione ruota attorno a un possibile percorso personale, a un reclutamento tramite ambienti subacquei e al ruolo operativo durante l’azione, mentre sullo sfondo restano i procedimenti giudiziari e le accuse relative a esplosione e sabotaggio.
freya e il presunto passato da modella ucraina
Secondo quanto sostiene il giornalista del The Wall Street Journal, Bojan Pancevski, tra i sabotatori dei gasdotti Nord Stream sarebbe stata presente una donna identificata con lo pseudonimo “Freya”. Nel suo libro, Pancevski afferma di aver incontrato persone che sarebbero riconducibili ad autori e mandanti dell’operazione.
La ricostruzione ripresa dal tabloid tedesco Bild attribuisce a Freya un passato nel mondo delle riviste per adulti. Da giovane avrebbe frequentato la vita notturna di Kiev e avrebbe lavorato occasionalmente come modella, partecipando anche a servizi fotografici provocanti. Una fotografia, finita su una copertina, mostrerebbe la donna con un cappotto da capitano. In seguito, tra i vent’anni, avrebbe scoperto di avere un talento per le immersioni, sviluppando capacità che negli anni successivi sarebbero diventate decisive.
reclutamento tramite contatti nel mondo subacqueo
La stessa versione, sempre riportata da Bild, descrive Freya come reclutata attraverso contatti legati all’ambiente subacqueo. Il coinvolgimento sarebbe avvenuto tramite un’unità ucraina d’élite, finanziata da privati e guidata da due veterani dell’intelligence. La proposta di partecipare a una missione contro il gasdotto russo-tedesco avrebbe ricevuto una risposta immediata, con l’accettazione del ruolo nella operazione.
Nella fase di esecuzione, la donna avrebbe partecipato direttamente al sabotaggio. La ricostruzione parla di immersioni ripetute, con circa 80 chilogrammi di equipaggiamento, finalizzate al collocamento degli esplosivi sui gasdotti. Le attività si sarebbero svolte in condizioni meteo e operative estremamente difficili.
investigatori colpiti dal contrasto tra passato e ruolo
Secondo Pancevski, Freya sarebbe emersa come una delle subacquee più determinate del gruppo. Durante le indagini, il giornalista sostiene che la scoperta del profilo avrebbe generato sorpresa, dovuta al divario tra il passato da modella e il presunto ruolo nell’operazione.
Tra il materiale raccolto figurerebbero anche vecchie fotografie, in alcuni casi definite molto esplicite, che avrebbero alimentato dubbi iniziali sull’identità reale della persona indicata con lo pseudonimo. La ricostruzione aggiunge che, oggi, la donna lavorerebbe come istruttrice di immersioni tattiche per militari ed è formalmente parte delle forze armate ucraine.
sabotaggio nord stream 1 e nord stream 2: cosa è accaduto
Nel periodo tra il 26 e il 27 settembre 2022 i gasdotti Nord Stream 1 e Nord Stream 2 furono devastati da diverse esplosioni in prossimità dell’isola danese di Bornholm. L’azione avrebbe distrutto tre delle quattro linee, con conseguenze rilevanti per la fornitura energetica: il trasporto di gas risulta interrotto.
Nord Stream 1 collegava la Russia alla Germania. Nord Stream 2, invece, non era ancora entrato in funzione.
indagini archiviate e richieste di arresto
Le indagini condotte da Svezia e Danimarca sono state archiviate. La Germania, al contrario, continua a indagare e ha richiesto l’arresto di due persone. Una delle persone risulta fermata in Italia ed è stata estradata in Germania. L’altra sarebbe protetta dalla Polonia.
Le accuse formulate nei loro confronti riguardano esplosione e sabotaggio anticostituzionale.
ipotesi su mandanti e ruolo degli stati uniti
Un’ulteriore inchiesta giornalistica, firmata da Oliver Schroem e Ulrich Thiele, formula una ricostruzione diversa sui possibili mandanti. L’ipotesi è che questi ultimi siano ex agenti ucraini addestrati dalla CIA e che gli Stati Uniti fossero a conoscenza del piano, avendo informato anche la Germania senza ottenere reazioni operative.
figure citate nelle ricostruzioni
Le ricostruzioni riportate fanno riferimento a diverse figure, tra giornalisti e autori dell’inchiesta che contribuiscono a delineare le ipotesi emerse.
- Bojan Pancevski
- Oliver Schroem
- Ulrich Thiele
