Narcotraffico ex capo ultras del milan: 18 anni di condanna per luca lucci
Una nuova condanna segna l’evoluzione dell’inchiesta che ha fatto emergere una struttura criminale collegata ai gruppi ultras di Inter e Milan. Luca Lucci, ex capo della curva Sud milanista detenuto dal settembre di due anni fa, è stato giudicato con rito abbreviato dalla gup Giulia Masci, ricevendo una pena rilevante nell’ambito di un procedimento che riguarda il traffico di sostanze stupefacenti e l’organizzazione di importazioni dalla Spagna.
condanna per luca lucci: 18 anni e 8 mesi nel processo sugli ultras
Luca Lucci è stato condannato a 18 anni e 8 mesi di carcere dalla gup Giulia Masci, con rito abbreviato. Il provvedimento trae origine dall’indagine che ha svelato l’esistenza di una doppia associazione a delinquere tra le curve delle due squadre di Milano, orientata al controllo degli affari legati allo stadio Meazza.
Nel procedimento in questione, Lucci è stato ritenuto al vertice di un gruppo di narcotrafficanti. Il periodo indicato va dal giugno 2020 al marzo 2021, durante il quale il gruppo avrebbe movimentato tre tonnellate di hashish, 255 chili di marijuana e 53 chili di cocaina.
precedenti condanne e ruolo di primo piano in una vicenda già seguita dal pubblico
Il nome di Lucci era già emerso nel 2018 presso l’opinione pubblica, legato alla foto con stretta di mano in campo con l’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini, in occasione della festa della curva. In quel frangente, Lucci risultava fresco di patteggiamento per spaccio di droga.
Nel giugno scorso Lucci era stato condannato a 10 anni di reclusione nel primo filone del processo agli ultras di Inter e Milan. La nuova pronuncia si inserisce nel quadro di un procedimento ulteriore, relativo al narcotraffico.
accusa e dinamiche del narcotraffico tra spagna e mercato milanese
Secondo l’accusa, Lucci, con il nickname “belvaitalia”, avrebbe diretto e organizzato insieme a un socio albanese importazioni periodiche di marijuana e hashish dalla Spagna.
Le sostanze, prodotte anche sulle montagne del Marocco, sarebbero state occultate nei doppifondi di furgoni o tir impiegati per il trasporto di bancali di frutta o altre merci capaci di “disturbare” i cani antidroga durante i controlli. La droga sarebbe poi stata rivenduta sul mercato di Milano e dell’hinterland, con un volume d’affari descritto come molto elevato.
condanne e imputati: pene differenziate e ruolo del principale sodale
Il procedimento ha coinvolto 23 imputati. La condanna più alta è risultata quella inflitta a Luca Lucci. Subito dopo si colloca la pena per il suo più stretto sodale, Fatjon Gjonaj, condannato a 13 anni e 6 mesi. Per gli altri imputati sono state disposte pene fino a 3 anni di carcere.
attenuanti generiche e richieste della dda di milano
La giudice ha concesso a una parte degli imputati le attenuanti generiche, ritenendo che fossero complici di un traffico di droghe leggere. In generale, la decisione si è allineata alle richieste dei pm della Dda di Milano, Leonardo Lesti e Rosario Ferracane.
Gli elementi che hanno pesato includono le confessioni di molti degli imputati, che avrebbero fornito indicazioni utili per individuare i titolari effettivi degli pseudonimi utilizzati per comunicare tramite telefoni e messaggi criptati.
pseudonimi e collegamenti emersi dalle dichiarazioni
Dalle indagini e dalle dichiarazioni è emerso che l’username di Francesco Messina, a cui è stata inflitta una condanna di 10 anni e 2 mesi per essere stato “organizzatore” e tra i più vicini a Lucci “belvaitalia”, sarebbe stato “zio”.
Risulta inoltre che Gjonaj avrebbe corrisposto a “don bobi”. Per Daniele Cataldo, ultras e “diretto collaboratore” dell’ex leader della tifoseria rossonera, la comunicazione sarebbe riconducibile a “wollf” o “nano”. La pronuncia attribuisce quindi rilievo ai riscontri relativi alla corrispondenza tra nomi in codice e figure coinvolte.
arresto e sviluppo cautelare: maxi inchiesta dda e seconda ordinanza
Lucci era stato arrestato a fine settembre 2024, insieme ad altri capi ultras e sodali, nell’ambito della maxi inchiesta della Dda milanese sulle curve di San Siro. La vicenda include anche profili legati alle tifoserie, con riferimento a un tentato omicidio, e aveva portato in precedenza a una condanna a 10 anni.
Nel dicembre di due anni fa, Lucci era stato destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere insieme ad altri sette soggetti, nell’ambito del narcotraffico. Da tale contesto deriva l’ulteriore condanna arrivata con il nuovo giudizio.
persone coinvolte nel procedimento
Nel quadro delineato risultano menzionati diversi soggetti con ruoli e posizioni differenti:
- Luca Lucci
- Giulia Masci
- Fatjon Gjonaj
- Matteo Salvini
- Leonardo Lesti
- Rosario Ferracane
- Jacopo Cappetta
- Francesco Messina
- Daniele Cataldo
