Mondiali infantino iran negli usa: trump dice sì, e elogia fantastico gianni
Le rassicurazioni sulla partecipazione dell’Iran ai Mondiali 2026 si intrecciano con una vicenda diplomatica che rimette in discussione la serenità del contesto. A Vancouver, durante il 76esimo Congresso Fifa, il presidente della Fifa Gianni Infantino ha ribadito che la selezione iraniana prenderà parte alla competizione e che giocherà negli Stati Uniti. Parallelamente, il Congresso è stato attraversato da un episodio che coinvolge direttamente la dirigenza iraniana, facendo emergere contraddizioni sul piano operativo e sul lato delle relazioni con il Paese ospitante.
infantino conferma iran ai mondiali 2026 e parla di calcio che unisce
Nel corso dell’intervento a Vancouver, Gianni Infantino ha dichiarato in modo esplicito che l’Iran parteciperà alla Coppa del Mondo 2026 e che la squadra giocherà negli Stati Uniti. Il messaggio ha l’obiettivo di presentare la presenza iraniana nel torneo come non soggetta a dubbi, anche in presenza di un conflitto in corso.
Infantino ha poi collegato il tema sportivo a una cornice più ampia, descrivendo la missione di Fifa e calcio come strumento di coesione: unire le persone come responsabilità condivisa. Nel suo discorso ha sottolineato l’importanza di restare positivi, sereni e felici, richiamando l’esistenza nel mondo di molte difficoltà e di chi lavora per dividere. La sintesi del messaggio è stata che, se nessuno tenta di collegare le persone, il mondo rischia di perdere l’occasione di farlo; un’opportunità che, secondo Infantino, rende il sistema imbattibile “insieme”.
risposta di trump: rapporti stretti con infantino e valutazione sulla squadra iraniana
Le parole di Infantino hanno avuto una pronta eco nelle dichiarazioni di Donald Trump. Interpellato sui commenti del numero uno della Fifa, il tycoon ha affermato che, se Infantino lo ha detto, per lui la questione va bene. Trump ha inoltre ribadito di intrattenere con Infantino stretti legami, definendolo fantastico, e ha indicato che l’eventuale partecipazione sarebbe coerente con quanto espresso dal presidente della Fifa.
Nel merito sportivo, Trump ha dichiarato che, qualora l’Iran dovesse ottenere risultati, si aprirebbe un tema di attenzione per il futuro. Ha aggiunto di aver parlato con Infantino, concludendo con una frase legata a un’indicazione di indirizzo: “Fai quello che vuoi”. In chiusura, si è concentrato sulla forza della squadra, riportando il proprio scetticismo sulla capacità dell’Iran di raggiungere traguardi.
delegazione iraniana respinta in canada: mancata presenza al congresso
Nonostante le dichiarazioni di Infantino, nella giornata del 76esimo Congresso Fifa la delegazione iraniana non risulta aver preso parte ai lavori. La ragione riguarda un episodio avvenuto al confine tra Canada e Iran: il presidente della federcalcio iraniana Mehdi Taj, insieme ad altri dirigenti, è stato respinto alla frontiera e ha raggiunto Toronto soltanto per poi dover reimbarcarsi per il viaggio di ritorno, in direzione inversa rispetto all’Atlantico.
motivi del respingimento e collegamento con le guardie della rivoluzione
Il blocco viene collegato a un precedente incarico di Mehdi Taj nell’ambito delle Guardie della Rivoluzione (pasdaran), considerate dal Canada come organizzazione terroristica. Il respingimento si sarebbe verificato lunedì all’arrivo a Toronto, ma la notizia è emersa soltanto più tardi: inizialmente ne hanno parlato i media iraniani, citando anche contestazioni e offese attribuite agli agenti di frontiera.
La conferma dell’episodio è arrivata successivamente tramite il New York Times. Sul versante canadese, le autorità hanno spiegato che il loro governo avrebbe tenuto una linea chiara e coerente: i funzionari delle Guardie Rivoluzionarie non vengono ammessi nel Paese e non trovano posto in Canada.
tempistiche e contraddizioni: mondo parallelo tra dichiarazioni e ingresso negato
La circostanza risulta particolarmente rilevante perché si colloca a distanza ravvicinata dall’avvio della competizione. A meno di un mese e mezzo dall’inizio del mondiale, il fatto che al presidente della federcalcio iraniana venga impedito l’accesso in Canada avviene mentre, sul piano pubblico, viene ribadita la normalità della partecipazione iraniana e l’idea di un calcio capace di unire. L’accostamento tra la linea ufficiale espressa da Infantino e il diniego registrato alla frontiera contribuisce a rendere il quadro complessivo meno lineare.
persone citate e ruoli nel racconto
- Gianni Infantino, presidente della Fifa
- Donald Trump, leader statunitense
- Mehdi Taj, presidente della federcalcio iraniana
- dirigenti iraniani accompagnatori di Mehdi Taj
