Milano boom dei center energia suolo rischi per la rete italiana

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Milano boom dei  center energia suolo rischi per la rete italiana

La rapida espansione del settore digitale negli ultimi anni sta spingendo verso un’accelerazione decisiva nella realizzazione di infrastrutture fondamentali: i data center. Questi impianti, progettati per gestire volumi di dati in continuo aumento, stanno diventando centrali anche grazie alla diffusione dell’intelligenza artificiale, che contribuisce ad alimentare domanda e necessità operative. L’espansione, però, è accompagnata da rischi ambientali rilevanti, legati sia all’energia richiesta per far funzionare i sistemi, sia al consumo di suolo e alle dinamiche di utilizzo delle risorse.

data center e impatto ambientale: crescita del settore e conseguenze

Per comprendere la dimensione del cambiamento in Italia, e in particolare in Lombardia, dove risulta concentrata la quota indicata come pari al 70% dei data center presenti nel Paese, il report Digitalization and Decarbonization del Politecnico di Milano fornisce elementi quantitativi. Le richieste di connessione alla rete ad alta tensione rivolte a Terna per la costruzione di data center sarebbero passate da 5 nel 2019 a 450 nel marzo 2026, con una potenziale capacità energetica complessiva di circa 82 GW.

Nel quadro delineato, una parte di tali richieste viene associata a un fenomeno speculativo, non a progetti effettivamente operativi. Il report stima infatti che la crescita reale della capacità dei data center in Italia potrebbe collocarsi in una forbice tra 2,3 e 4,4 GW nell’arco del prossimo decennio. In ogni caso si tratta di un aumento rilevante rispetto ai 513 MW previsti per il 2024.

Le ricadute energetiche vengono indicate con numeri che fotografano la traiettoria futura: il consumo elettrico dei data center nel 2035 potrebbe raggiungere una quota tra il 7% e il 13% del consumo elettrico nazionale, partendo dall’1,9% nel 2024. Di conseguenza, le emissioni di CO2 attribuibili al settore potrebbero passare da circa un milione di tonnellate all’anno a una forbice tra 4,8 e 8,3 milioni di tonnellate, con un aumento fino al 2% rispetto alle emissioni annuali nazionali.

energia e rete elettrica: richieste di allacciamento e criticità operative

L’impatto ambientale dei data center viene descritto come complesso da quantificare. Luca Dozio, direttore dell’Osservatorio data centers del Politecnico di Milano, richiama il fatto che gli impianti consumano grandi quantità di energia, pur con la ricerca di un utilizzo maggiore di fonti rinnovabili. Allo stesso tempo, viene evidenziata anche la possibilità di un contributo positivo derivante dalla riduzione dei viaggi resa possibile da un impiego più esteso del digitale.

Resta però centrale la tenuta del sistema elettrico di fronte alla crescente domanda. Secondo la ricostruzione riportata, l’incertezza riguarda la capacità della rete italiana di reggere l’aumento della richiesta di energia e l’incremento improvviso delle richieste di allacciamento alla rete ad alta tensione. Dozio afferma che Terna dichiara di aver avviato provvedimenti per rinforzare la rete, senza entrare nei dettagli, e che il punto critico principale risiede nella necessità di analizzare e rispondere in tempi ragionevoli a un volume molto alto di richieste arrivate in poco tempo.

Viene inoltre precisato che fare richiesta a Terna comporta costi limitati e che Terna, per obbligo legale, deve rispondere a tutte le richieste, incluse quelle collegate a progetti inesistenti o poco concreti.

risorse idriche e consumo di suolo: due nodi ad alta rilevanza

Oltre al carico energetico, emergono altre questioni con potenziali conseguenze ambientali: il consumo idrico legato ai sistemi di raffreddamento e il consumo di suolo.

consumo idrico e sistemi di raffreddamento: riuso dell’acqua e prelievi

Il consumo d’acqua legato al raffreddamento ha prodotto effetti negativi in contesti esterni, citando esempi come la regione dei Grandi Laghi negli Stati Uniti e l’Aragona in Spagna. Per l’Italia, al momento, la situazione viene descritta in termini più contenuti grazie all’impiego di sistemi di raffreddamento a circuito chiuso, nei quali l’acqua viene riutilizzata. La risorsa sarebbe prelevata dall’acqua della prima falda, indicata come particolarmente abbondante in Lombardia.

consumo di suolo in lombardia: aree verdi, ritardi regolatori e discussione legislativa

Il consumo di suolo, invece, viene collegato alla tendenza a costruire su aree verdi e a un ritardo nel regolamentare il settore, lasciando in parte la gestione ai singoli Comuni. Attualmente risultano in discussione due disegni di legge, uno nazionale e uno regionale lombardo.

Damiano di Simine, responsabile di Legambiente per le politiche del suolo, descrive la situazione come un contesto in cui i Comuni avrebbero risorse insufficienti e potrebbero concedere aree verdi a grandi società immobiliari, spesso europee, che realizzano data center per poi affittarli o venderli a terze parti, con un comportamento paragonato a predazione.

Secondo quanto riportato, la proposta regionale attualmente all’esame prevede una maggiorazione del 50% sugli oneri di urbanizzazione per i data center realizzati su aree libere. La misura viene però valutata come moderata rispetto agli altri costi e ai ritardi connessi a bonifiche e burocrazia necessari per riqualificare e costruire su un’area dismessa.

Viene inoltre segnalato un punto considerato favorevole per i costruttori: la norma classificherebbe i data center come attività industriali mentre, nella ricostruzione riportata, sarebbero più correttamente attività terziarie. Ne deriverebbe che gli oneri di urbanizzazione per le attività industriali risultano più bassi.

valutazione di impatto ambientale (via): tempistiche e collegamento al consumo di suolo

La normativa regionale discussa mira anche a regolare il rilascio della Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA). In Lombardia, secondo quanto riportato, la concessione spesso avverrebbe solo dopo l’autorizzazione di inizio lavori. La proposta stabilirebbe invece che la VIA debba essere concessa prima.

Rimane tuttavia un elemento ritenuto mancante: viene indicata l’assenza di una legislazione nazionale che colleghi la concessione della VIA dei data center al consumo di suolo. Attualmente la VIA risulterebbe necessaria soltanto per i casi in cui si debbano costruire generatori a gasolio di riserva per garantire la continuità energetica.

personaggi citati nel contesto

Nel quadro informativo sono menzionate le seguenti figure:

  • Luca Dozio
  • Damiano di Simine
Il lato nascosto del boom dei data center in Lombardia: energia, consumo di suolo e rischi per la rete
Categorie: Tecnologia

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