Marco travaglio meloni ponzia pilata politica estera lei e l’italia solo camerieri degli americani

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Marco travaglio meloni ponzia pilata politica estera lei e l’italia solo camerieri degli americani

Le parole sul rapporto tra Italia e Stati Uniti, tra alleanze e interferenze estere, accendono il dibattito politico e culturale nel nostro Paese. In un confronto televisivo su Otto e mezzo, Marco Travaglio interviene commentando le dichiarazioni di Elly Schlein a sostegno della premier Giorgia Meloni dopo gli attacchi del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il nodo centrale riguarda la coerenza con cui vengono valutate le ingerenze straniere e, più in generale, il modo in cui l’Italia intende esercitare la propria posizione all’interno delle alleanze internazionali.

interferenze estere: condanna sempre o mai

Secondo Marco Travaglio, le interferenze estere in politica non possono essere oggetto di valutazioni selettive. La linea sostenuta è netta: o si condannano sempre o non si condannano. L’argomentazione si estende ai diversi periodi citati, richiamando le amministrazioni statunitensi menzionate nel ragionamento, così come il ruolo di organismi europei descritti come determinanti nel giudicare e orientare le scelte politiche tra “buoni” e “cattivi” in Europa.

alleanza: discutere e decidere quando conviene

Travaglio richiama anche il significato della parola “alleato”, collegandolo a un rapporto non subordinato. L’alleato, nella formulazione proposta, sta in piedi e discute con l’altro alleato. La logica politica evocata non è quella della contrapposizione automatica, bensì la necessità di assumere decisioni coerenti con l’interesse del momento: quando la convenienza emerge, no quando la scelta risulta incompatibile con gli obiettivi.

pace in ucraina e risposta europea: il momento del “no”

Nel ragionamento di Travaglio, viene riconosciuto che Trump avrebbe prodotto un elemento positivo nel tentativo di chiudere la guerra in Europa attraverso un compromesso e una pace possibile, definita anche come “pace sporca” in Ucraina. A quel passaggio, secondo il direttore del Fatto Quotidiano, l’Europa avrebbe risposto in modo unitario con un “no”.

decisioni europee nei confronti degli interessi statunitensi

Il commento successivo mette l’accento su una presunta asimmetria: ogni volta che, nella lettura proposta, non risultava conveniente, sarebbero arrivati . Tra i casi evocati compaiono:

  • il 15% dei dazi richiamato come esempio;
  • le armi da comprare agli americani per consegnarle a Zelensky secondo la formulazione usata;
  • il gas al quadruplo rispetto a una ricostruzione della possibilità di reintegro, collegata alla decisione di non ricomprarlo dai russi;
  • il richiamo alla mancata reazione, descritta come “taciuta in maniera complice”, in relazione allo sterminio di Gaza, al caso Venezuela e al caso Groenlandia;
  • l’episodio definito “apoteosi dell’Iran”, con l’immagine della presidente del Consiglio che avrebbe detto: “Non condanno e non condivido”.

giudizio sulla premier: indietro tutta e “non condanno e non condivido”

Travaglio passa poi a Giorgia Meloni, collegando il suo intervento a cambiamenti recenti dopo l’esito del referendum sulla giustizia. Nella ricostruzione proposta, la premier avrebbe avviato un “indietro tutta” su tutti i fronti. Il direttore del Fatto Quotidiano cita anche decisioni interne relative a persone considerate “impresentabili”, affermando che sarebbero state allontanate.

Israele e patto di difesa: stop al rinnovo automatico

Un passaggio specifico riguarda Israele. Travaglio sostiene che, oggi, la premier avrebbe sospeso il rinnovo automatico del patto di difesa. La domanda posta riguarda la tempistica: quella decisione doveva essere attesa e non poteva essere adottata prima, secondo la linea argomentativa presentata. Nel quadro ricordato, viene richiamato anche il periodo in cui Israele avrebbe sparato sul contingente in Libano, citato come circostanza su cui, nella lettura dell’oratore, si sarebbe rimasti in silenzio.

atlantismo e ruolo dell’Italia: servitori o alleati

Il finale del ragionamento utilizza una contrapposizione netta: “altro che atlantismo”, si sarebbe trattato di un atteggiamento descritto come servilità. In questa prospettiva, l’Italia sarebbe stata considerata “dei servitori” che si sarebbero meravigliati per il modo in cui venivano trattati. Travaglio conclude riprendendo la tesi secondo cui il trattamento sarebbe stato coerente con il ruolo assunto, descritto come quello di camerieri.

personaggi citati

  • Marco Travaglio
  • Elly Schlein
  • Giorgia Meloni
  • Donald Trump
  • Massimo Cacciari
  • Zelensky

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