Mancanza di personale infermieristico, allarmante e soluzioni per l’emergenza
L’Europa sanitaria si avvicina a una fase critica: entro il 2030 mancheranno 1 milione di infermieri, con un impatto diretto sulla disponibilità di medici, infermieri e personale sanitario. Il quadro descritto richiama l’attenzione sulla carenza di infermieri come problema strutturale e, in risposta, diverse società di recruitment intensificano la selezione e la formazione di professionisti all’estero per favorire l’arrivo in Italia. In questo contesto, negli ultimi tre anni sono state avviate attività dedicate a figure professionali da inserire nelle strutture sanitarie italiane, con risultati già misurabili nei volumi di colloqui e assunzioni.
carenza di infermieri in europa: entro il 2030 mancheranno 1 milione
La carenza di infermieri viene indicata come una vera e propria bomba ad orologeria per i sistemi sanitari. Il dato centrale riguarda il numero di professionisti che verranno a mancare nel continente: entro il 2030 in Europa è previsto un deficit di 1 milione di infermieri. La conseguenza attesa riguarda l’indisponibilità o la difficoltà di reperimento di competenze infermieristiche, con ricadute sull’intero settore sanitario.
openjobmetis international recruitment: selezione e formazione di oltre 1.000 figure
Per affrontare la carenza di infermieri e professionisti sanitari in Italia, negli ultimi tre anni International Recruitment, hub specializzata di Openjobmetis Spa, ha selezionato e formato oltre 1.000 figure sanitarie destinate a entrare nelle strutture italiane. L’operatività è stata sostenuta da un’attività di colloqui svolti all’estero su larga scala: Openjobmetis ha incontrato e gestito colloqui con oltre 5.000 persone, da cui sono state selezionate 1.000 risorse per la formazione e l’inserimento in Italia.
in quali regioni lavorano gli infermieri assunti dall’estero
La distribuzione territoriale delle attivazioni mostra una prevalenza delle regioni del nord. Al primo posto si colloca la lombardia, con il 50% delle attivazioni. Seguono altre aree settentrionali, in particolare il piemonte al 19%. Una quota pari al 10% dei professionisti selezionati si è inserita in sardegna.
Completano la graduatoria: veneto all’8%, calabria al 5% come prima regione del sud, e poi emilia romagna al 4%. Sono presenti anche valle d’aosta al 3% e marche all’1%.
perché i professionisti scelgono l’italia
Le motivazioni che spingono questi professionisti a trasferirsi in Italia risultano principalmente economiche: il compenso percepito in Italia risulta superiore rispetto a quello nei Paesi di origine. Oltre all’aspetto retributivo, emerge anche l’interesse per un miglioramento professionale nei nostri ospedali.
Un’esperienza in Italia, a diretto contatto con procedure e standard italiani, consente di aumentare le opportunità di carriera. Questo elemento viene presentato come leva di permanenza e crescita nel percorso di inserimento.
paesi di origine: tunisia al primo posto
I professionisti selezionati provengono da diverse aree. La quota più alta riguarda la tunisia con il 30%. Seguono india con il 25% e paraguay con il 15%. Sono presenti anche brasile (12%) e perù (9%), oltre a el salvador (7%).
Una percentuale più contenuta, pari al 2%, riguarda casi provenienti da colombia, argentina e pakistan.
contratti, profilo e percorso di selezione e inserimento
Il progetto di Openjobmetis International Recruitment propone stabilità tramite contratto a tempo indeterminato e svolge anche una funzione di mediazione culturale. L’accompagnamento previsto riguarda l’inserimento professionale, pratico-logistico e sociale.
Il profilo degli infermieri assunti risulta composto all’85% da donne, con il 70% di queste con figli. L’età media è compresa tra 25 e 38 anni, con un’esperienza professionale pregressa media di 5 anni.
iter formativo e riconoscimento del titolo
Il percorso prevede che gli infermieri, già in possesso di una buona conoscenza della lingua italiana, ne approfondiscano lo studio a livello professionale. È previsto il riconoscimento del titolo di studio della nazione di provenienza, seguito da un periodo di 1 mese di formazione on the job.
La formazione on the job è orientata alle prassi italiane e include lo studio della lingua. Dopo i primi 2 anni, la maggior parte dei professionisti rimane in Italia.
approfondimento su el salvador e nuove aree di intervento
Le attività sono in evoluzione anche sul fronte dei Paesi di provenienza. Viene indicato che, nel periodo considerato, l’attenzione si sta concentrando su un nuovo Paese, el salvador, per attrarre infermieri ben preparati sia sul piano linguistico sia su quello tecnico. Sono inoltre segnalate richieste provenienti da Paesi di tutto il mondo, con un interesse particolare da parte di figure del centro africa orientate a lavorare in Italia.
learn to italy e quick to italy
Nell’ambito dei servizi sviluppati, sono state create due nuove aree: learn to italy e quick to italy. Learn To Italy è descritto come un programma di formazione in loco con focus anche su sicurezza e lingua italiana, così da rendere le risorse competenti e pronte per diversi settori.
Quick To Italy è presentato come un servizio di consulenza pensato per supportare le aziende nella gestione completa delle pratiche amministrative necessarie ad assumere lavoratori extracomunitari già individuati. Il progetto viene collegato ai canali previsti dall’art. 23 del Testo Unico Immigrazione, con l’obiettivo di offrire alle imprese una forza lavoro esperta, solida e pronta all’inserimento sul territorio, riducendo tempi e complessità burocratiche per le aziende clienti.
daniela pomarolli e figure citate nel contesto di international recruitment
All’interno del quadro operativo descritto, viene riportata una spiegazione in merito alle strategie di recruitment e ai programmi di formazione collegati alle assunzioni.
- daniela pomarolli (head of International Recruitment di Openjobmetis)