M5S protesta al Parlamento UE: accusa di complicità su accordo UE

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M5S protesta al Parlamento UE: accusa di complicità su accordo UE

Una protesta davanti alle istituzioni europee ha riacceso il confronto politico sul rapporto tra l’Unione Europea e Israele, mentre al Consiglio Affari Esteri dell’UE si registra l’ennesima mancata decisione sui provvedimenti legati alle violazioni del diritto internazionale contestate in Palestina, Libano e Iran. Il punto centrale dell’iniziativa promossa dal Movimento 5 Stelle riguarda la posizione del governo italiano rispetto alla proposta spagnola di sospendere l’accordo di associazione UE-Israele.

protesta al parlamento europeo contro l’intesa ue-israele

La manifestazione si è svolta al Parlamento europeo, con l’obiettivo di contestare apertamente il governo italiano per l’orientamento ritenuto contrario alla sospensione dell’accordo di associazione tra UE e Israele. Nel corso dell’iniziativa, europarlamentari e attivisti del Movimento 5 Stelle, tra cui Elena Basile, hanno collegato la discussione istituzionale alla richiesta di misure immediate rispetto alle violazioni contestate.

Le parole usate dai promotori hanno posto l’accento su un principio di coerenza: la tutela dei diritti fondamentali, secondo la denuncia politica riportata, verrebbe applicata in modo non uniforme. In tale cornice è stata richiamata una formula critica rivolta direttamente al governo italiano, sintetizzata nello slogan “Meloni complice di Netanyahu”.

richiesta di sospensione e motivazione politica

Carolina Morace, eurodeputata del M5s, ha sottolineato l’esistenza di un ampio supporto all’iniziativa: un milione di cittadini avrebbe firmato e aderito alla richiesta per sospendere l’accordo con Tel Aviv. Nello stesso passaggio, la posizione dell’Italia viene indicata come elemento di complicità all’interno della ricostruzione politica proposta dagli organizzatori, collegando la contestazione a un’accusa di corresponsabilità rispetto a un genocidio.

consiglio affari esteri ue: nulla di fatto sui provvedimenti

Il clima politico descritto ruota anche attorno all’andamento dei lavori del Consiglio Affari Esteri dell’UE. Viene indicato che, nonostante l’attesa per provvedimenti contro Israele, si sarebbe registrato “nulla di fatto” su misure collegate alle violazioni del diritto internazionale che vengono citate in Palestina, Libano e Iran.

carolina morace e danilo della valle: critiche alla scelta italiana

Nel corso dell’evento, la critica principale si concentra sul governo italiano e sulla sua posizione rispetto alla proposta spagnola di sospendere l’accordo di associazione UE-Israele. Carolina Morace ha legato la richiesta a un forte segnale di adesione popolare, richiamando un milione di firme. Danilo Della Valle, eurodeputato del M5s, ha definito quanto avvenuto “incommentabile”, sostenendo di non comprendere come l’Italia e anche la Germania possano ritenere che non sia ancora il momento per sospendere l’intesa.

“non è ancora abbastanza?”

Della Valle ha collegato la contestazione all’osservazione di eventi indicati come genocidio, oltre alla violazione del diritto internazionale e a quanto descritto come situazione in Libano. La dichiarazione si chiude con una domanda rivolta al concetto di tempistica: se non fosse sufficiente ciò che sarebbe già stato visto, a quale condizione corrisponderebbe il “momento” per decidere.

aderenti e promotori dell’iniziativa

La protesta e le dichiarazioni riportate fanno riferimento a un’azione coordinata tra figure politiche e partecipazione attiva di esponenti del Movimento 5 Stelle.

  • Carolina Morace
  • Danilo Della Valle
  • Elena Basile

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