Liste d’attesa nella sanità, magi: non si risolvono riducendo i tempi delle visite

• Pubblicato il • 5 min
Liste d’attesa nella sanità, magi: non si risolvono riducendo i tempi delle visite

Il tema delle liste d’attesa continua a essere al centro del confronto sulla sanità italiana, con una serie di passaggi operativi e criticità che incidono sulla capacità del sistema di rispondere in modo efficace. Sullo sfondo restano l’avanzamento della sanità territoriale, la disponibilità di specialisti e la sostenibilità dell’attività clinica quotidiana, tra burocrazia e medicina difensiva. La questione chiave riguarda l’impatto delle misure adottate per recuperare tempo: aumentare il volume senza tutelare la qualità rischia di alterare il rapporto tra medico e paziente e di compromettere l’appropriatezza delle cure.

liste d’attesa e sanità territoriale: avvio ancora incompleto

Secondo Antonio Magi, segretario generale del Sumai-Assoprof, la fase di riorganizzazione del territorio procede senza un reale consolidamento dei risultati. Le Case della comunità, definite come snodo fondamentale, risultano in fase di avvio e in molti contesti si lavora in una logica di urgenza per renderle pienamente operative. In questa cornice, il numero di specialisti presenti sul territorio risulta diminuito, elemento che pesa sulla capacità di assorbire la domanda sanitaria.

Magi mette in evidenza il rischio che, per ridurre i tempi di attesa, si arrivi a comprimere il tempo dedicato a ciascun paziente. L’indicazione centrale è che aumentare il numero di prestazioni riducendone la durata non rappresenta una soluzione: questo approccio viene descritto come foriero di un impatto sulla qualità dell’assistenza e sul rapporto medico-paziente.

riduzione dei tempi e dati: scostamenti secondo Sumai-Assoprof

Il ministro della Salute Orazio Schillaci aveva ribadito il legame tra riduzione dei tempi d’attesa e rafforzamento della sanità territoriale, sostenendo che l’80,9% delle visite specialistiche si svolge nei termini previsti dalla legge. Magi, facendo riferimento ai dati disponibili, compresi quelli di Agenas, sostiene che la situazione non sarebbe altrettanto positiva. La motivazione indicata riguarda l’assenza di un miglioramento strutturale: la sanità territoriale è ancora in organizzazione, con le Case della comunità in apertura e con lavori necessari per completare l’operatività.

carenza di specialisti e rischio di misure controproducenti

Tra i fattori messi in rilievo da Magi emerge il progressivo calo degli specialisti sul territorio. Il segretario Sumai-Assoprof avverte che iniziative pensate per abbattere le liste d’attesa possono produrre effetti indesiderati se orientate a ridurre in modo eccessivo il tempo delle prestazioni. Il punto considerato essenziale è evitare che l’obiettivo di contenimento dei tempi si traduca in meno tempo clinico per paziente.

La posizione espressa è netta: meno qualità e relazione clinica compromessa deriverebbero da una logica di erogazione in cui, a parità di tempo, si concentrano più prestazioni senza garantire la necessaria valutazione del singolo caso.

medicina difensiva e burocrazia: impatto su attività clinica e appropriatezza

Accanto ai vincoli organizzativi, Magi indica due criticità strutturali: medicina difensiva e burocrazia. L’esponente del Sumai-Assoprof sottolinea come questi elementi incidano in modo significativo sull’attività clinica quotidiana, con ricadute sulle attività legate all’appropriatezza delle prescrizioni.

responsabilità professionale e costi della medicina difensiva

Quanto alla responsabilità professionale, viene richiamata la necessità di un intervento nel sistema. L’indirizzo espresso prevede di eliminare l’azione penale nei casi di errore medico senza dolo, mantenendo comunque il diritto al risarcimento del paziente. La medicina difensiva viene quantificata in circa 13 miliardi di euro l’anno: in caso di reinvestimento di tali risorse nel Fondo sanitario nazionale, sarebbe possibile garantire più prestazioni appropriate.

modello assicurativo per la gestione dei danni

Come possibile riferimento operativo, Magi propone un’impostazione di tipo assicurativo, richiamando un principio analogo a quello dell’incidentistica stradale. L’obiettivo sarebbe garantire la copertura dei danni senza automatismi penali, limitando le eccezioni ai casi di dolo o grave negligenza.

pazienti cronici, agende e équipe integrate: nodi irrisolti

Un ulteriore punto riguarda la presa in carico dei pazienti cronici e la gestione delle agende. Sul tema la valutazione espressa è che il sistema risulti ancora “a zero”: la presa in carico del paziente cronico potrebbe alleggerire il carico e contribuire a ridurre le liste d’attesa, ma mancano specialisti e un assetto organizzativo pienamente sviluppato sul territorio.

La criticità principale viene indicata nella carenza di personale specialistico e nella fase ancora incompleta di attuazione delle Case della comunità. In più circostanze, la gestione sarebbe affidata ai medici di medicina generale, mentre per Magi il medico di base non è uno specialista e non può gestire da solo i pazienti complessi.

assetto ideale: équipe integrate tra specialisti e professioni sanitarie

Secondo il segretario Sumai, un assetto considerato ideale è quello delle équipe integrate, basate sulla collaborazione tra medici di medicina generale, specialisti, pediatri e infermieri. L’integrazione delle competenze viene collegata a un miglioramento dell’appropriatezza delle cure e a una riduzione delle prescrizioni inutili.

disuguaglianze territoriali e tempi del Pnrr: scadenze ancora aperte

Le differenze tra Regioni vengono descritte come molto ampie: Magi parla di disuguaglianze territoriali importanti, attribuite anche alla distribuzione delle risorse e alla mobilità dei professionisti. Il rischio segnalato è l’accentuazione dello squilibrio tra Nord e Sud.

La conclusione torna sull’urgenza dell’attuazione del Pnrr. Viene richiamato un passaggio temporale: entro il 30 giugno il sistema avrebbe dovuto essere a regime, ma risultano ancora mancanti i contratti per i medici del territorio. In assenza di questi passaggi, secondo Magi diventa difficile rispettare il Dm 77 e realizzare concretamente la riforma.

figure citate

  • Antonio Magi
  • Orazio Schillaci
Categorie: Salute

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