Licata, la Normandia italiana: parà nei campi coltivati e cibo dei contadini durante lo sbarco degli Alleati

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Licata, la Normandia italiana: parà nei campi coltivati e cibo dei contadini durante lo sbarco degli Alleati

Il 10 luglio 1943 Licata vive una delle pagine più intense della liberazione dell’Italia dal nazifascismo: le insegne americana e britannica sventolano sul balcone centrale del Palazzo di Città, mentre la popolazione comincia a riempire le strade in un clima di attesa e gratitudine. Da spiagge come Mollarella, Poliscia e Torre di Gaffe prende avvio l’avanzata anglo-americana dell’operazione Husky, con sbarchi che coinvolgono migliaia di uomini e si innestano in una manovra pensata per circondare rapidamente la città.

operazione husky a licata: lo sbarco anglo-americano tra mare mosso e sorpresa

Le operazioni partono nella notte tra il 9 e il 10 luglio 1943, quando la Joss Force, in arrivo da Biserta, raggiunge le coste licatesi. La forza d’assalto conta oltre 27mila uomini sotto il comando del generale Lucian Truscott, con il supporto della 7ª Armata degli Stati Uniti guidata da George S. Patton. Licata risulta così la prima città italiana a essere liberata dal regime nazifascista.

Tra Licata e Scoglitti giungono circa 945 navi della Western Task Force, partite da Algeria, Tunisia e Malta. Dopo un intenso bombardamento navale avviato la sera del 9 luglio, gli sbarchi si distribuiscono su più spiagge intorno alla città, secondo una strategia “a tenaglia” finalizzata a circondare rapidamente Licata.

sbarchi e punti chiave: rangers americani e avanzata verso l’interno

Le prime truppe a mettere piede a terra sono i Rangers americani intorno alle 3. Uno degli elementi più significativi del racconto storico riguarda il maltempo: vento forte e mare agitato generano confusione, con alcuni reparti che finiscono fuori posizione. Nonostante la disorganizzazione sul campo, le condizioni atmosferiche contribuiscono a cogliere di sorpresa le difese italiane e tedesche, che non si aspettavano un’azione in circostanze simili e con un numero così elevato di uomini.

Le difficoltà di meteo incidono anche su altre componenti operative: alcuni paracadutisti atterrano nell’entroterra intorno a Licata, con ricadute in campi coltivati e vicino a masserie. In più casi, contadini siciliani inizialmente spaventati offrono orientamento e provvedono a fornire acqua e cibo.

conquista di licata nelle prime ore del 10 luglio

Pur in presenza di resistenze locali e di alcune difficoltà in zone come Torre di Gaffe, lo sbarco procede con pochi problemi. Già nelle prime ore del mattino vengono conquistati punti chiave, tra cui il Castel Sant’Angelo, simbolo di Licata, mentre i carri armati avanzano verso l’interno.

Alle 11:30 Licata risulta completamente in mano agli alleati. Da quel momento la città diventa un punto di partenza fondamentale per l’avanzata verso la Sicilia occidentale. Alcuni reparti proseguono immediatamente verso Agrigento, mentre altri si dedicano alla messa in sicurezza del porto e delle infrastrutture.

la vita a licata durante la liberazione: soccorso, doni e memoria

Dopo ore di bombardamenti e momenti di paura, i licatesi escono per le strade. I soldati distribuiscono cibo, sigarette e viveri agli adulti; per i bambini vengono portate cioccolata e chewing gum, prodotti non semplici da reperire in quel periodo. In alcuni casi vengono consegnate anche fotografie e piccoli oggetti come ricordo.

La popolazione osserva i mezzi militari americani e britannici muoversi lungo le vie cittadine, in scene che restano impresse nella memoria collettiva. Oggi diverse testimonianze e materiali visivi sopravvivono grazie a racconti, fotografie e memorie tramandate nel tempo.

rifugi sotterranei e museo al chiostro sant’angelo

Molte delle zone sotterranee della città, usate dai licatesi come rifugi durante i bombardamenti, sono diventate attrazioni turistiche. Diverse testimonianze sullo sbarco sono raccolte nel museo situato al chiostro Sant’Angelo a Licata. La notte del 10 luglio ha inoltre rappresentato un motivo di ispirazione per alcuni scrittori licatesi ed è stata oggetto di studio approfondito da storici e associazioni.

figure militari collegate allo sbarco

Nel racconto dell’operazione che porta alla liberazione di Licata compaiono specifiche figure di comando e coordinamento, richiamate per i ruoli diretti durante l’operazione.

  • Lucian Truscott
  • George S. Patton
Licata, la Normandia italiana: i parà finiti nei campi coltivati, il cibo offerto dai contadini. Il racconto dello sbarco degli Alleati
Categorie: Cronaca

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