Italia si sanziona , cacciari esplode in tv tra iran, trump e putin

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Italia si sanziona , cacciari esplode in tv tra iran, trump e putin

La crisi legata alla guerra tra Stati Uniti e Iran riaccende il dibattito su strategia diplomatica, obiettivi economici e ruolo europeo. Massimo Cacciari, intervenendo a Piazzapulita su La7, analizza le scelte di Donald Trump e concentra l’attenzione su un punto centrale: l’Europa viene descritta come incapace di incidere con efficacia, nonostante l’interesse diretto nel ridisegnare gli scenari di conflitto.

massimo cacciari: mosse di trump e limiti di una “vittoria” piena

Secondo Cacciari, le decisioni di Trump possono essere inquadrate senza stupore: l’obiettivo non sarebbe una vittoria piena, bensì l’avanzamento verso un assetto negoziale. Il filosofo e politologo afferma che potrebbe concretizzarsi un patto più o meno sotterraneo, mediato da Cina e Russia, capace di fornire garanzie. Allo stesso tempo, viene sottolineata la difficoltà di ricostruire fino in fondo i contenuti effettivi di un eventuale accordo, almeno nella fase attuale.

stati uniti in medio oriente: obiettivi legati al petrolio iraniano

Cacciari osserva che non si tratta, a suo avviso, di una rottura imprevedibile della linea statunitense. Gli Stati Uniti, sostiene, hanno da tempo un’impostazione consolidata nelle relazioni internazionali e nelle aree considerate di influenza. In questo quadro, viene richiamato un precedente relativo all’America Latina per evidenziare una continuità di comportamento.

Rispetto all’Iran, la questione viene definita diversa e, al tempo stesso, come una mossa giudicata più avventurosa, ma con un fine chiaro: ridurre l’autonomia del settore petrolifero iraniano. L’operazione avrebbe, secondo Cacciari, una ricaduta diretta su interessi statunitensi e, parallelamente, un effetto di indebolimento della Cina.

europa e irnm: l’“impotenza” e la riapertura dello stretto di hormuz

Il passaggio decisivo dell’analisi riguarda la posizione europea. Pur riconoscendo che le scelte di Trump possano non essere condivise, Cacciari afferma di riuscire comunque a comprenderne la logica. La vera sorpresa, invece, è legata all’impotenza dell’Europa. Secondo il politico, l’Unione avrebbe tutto l’interesse a far finire il conflitto e a favorire la riapertura dello Stretto di Hormuz.

La critica si traduce in una domanda diretta: viene segnalata l’assenza di un’indicazione chiara verso Washington su un tema considerato decisivo. L’idea è che, senza una presa di posizione forte, l’Europa resti spettatrice di dinamiche che impattano in modo rilevante su interessi e scenari energetici.

ucraina e sanzioni: colpiscono i sanzionatori

Cacciari collega poi il ragionamento al caso dell’Ucraina. In quel contesto, afferma che le sanzioni colpiscono chi le impone: “le sanzioni colpiscono i sanzionatori”, sintetizza. La posizione espressa è che l’Europa stia punendosi in modo grave mentre resta necessario trovare una via praticabile di dialogo.

sanzioni e dialogo: necessità di riaprire il tavolo

Secondo Cacciari, l’evoluzione richiede un cambiamento immediato di impostazione: il tavolo deve essere riaperto subito. Viene indicato un obiettivo specifico, espresso con l’idea di invitare i paesi europei a sostenere “fermi, armistizio”, nel tentativo di interrompere una spirale che, nei fatti, ricadrebbe soprattutto sull’Europa.

La critica si fonda anche su un passaggio energetico: viene rilevato che l’Europa non ha energia, mentre la questione bellica, pur riconoscendo la responsabilità russa, impone di evitare un vicolo cieco e di proseguire sulla strada del confronto. Cacciari richiama il fatto che Putin ha vinto la guerra e che i russi sarebbero in attesa di un accordo con gli Stati Uniti; la discussione dovrebbe quindi concentrarsi sulle pretese di Putin e sulla possibilità di negoziare un assetto sostenibile.

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