Italia fuori mondiali sentenza di gullit e ricetta per il futuro
Ai Laureus Awards a Madrid, Ruud Gullit ha richiamato l’attenzione sul calcio italiano attraverso una lettura netta e basata su equilibrio difensivo, identità tattica e valore dei giocatori. L’ex giocatore di Sampdoria e Milan ha collegato le vittorie del passato a caratteristiche precise del proprio “Dna” nazionale, sottolineando ciò che, a suo avviso, oggi non viene più espresso con la stessa efficacia.
ruud gullit laureus: l’italia vinceva con una difesa solida
Gullit ha affermato che l’Italia abbia “dimenticato il suo Dna”, spiegando che l’ultima volta in cui ha vinto aveva elementi fondamentali: buoni difensori, un buon portiere e anche un buon attaccante. Nella visione dell’ex campione, il quadro attuale risulterebbe sbilanciato: mancano attaccanti e non ci sono difensori all’altezza come in passato.
Secondo Gullit, quando l’Italia difendeva con ordine, ogni partita offriva comunque la possibilità di fare un punto. Oggi, invece, percepisce che quasi ogni occasione dell’avversario possa trasformarsi in gol, cambiando l’equilibrio di gara e riducendo margini di recupero.
difesa, ripartenza e identità: cosa deve tornare nel dna
L’olandese ha ribadito che si vincono trofei partendo da una difesa solida, sostenendo anche che l’attuale impostazione non rientri più nelle caratteristiche storiche del sistema italiano. In questa prospettiva, il problema non sarebbe legato a una semplice scelta di stile, ma alla capacità di costruire un’identità che parta dalla fase difensiva, senza però trasformarsi in una chiusura totale.
non parcheggiare l’autobus: difendersi sapendo anche ripartire
Gullit ha precisato che non significa arretrare e “parcheggiare l’autobus”, bensì sapersi difendere. Il punto di partenza, per lui, è chiaro: dalla struttura difensiva deve nascere l’equilibrio necessario per affrontare il match e costruire occasioni.
Ha inoltre messo l’accento su come i difensori possano contribuire non soltanto a contenere, ma anche a iniziare l’attacco, elemento che, nella sua lettura, risulta carente in questo momento.
chiellini, bellucci e il valore di difensori capaci di attaccare
Nel ragionamento di Gullit, un riferimento importante è legato a un’idea di Italia che aveva difensori in grado di gestire la fase difensiva con intelligenza e, al tempo stesso, avviare la costruzione offensiva. L’ex giocatore cita Chiellini e Bellucci come esempi di un contesto in cui la difesa era funzionale anche all’uscita dal campo.
Gullit ha poi osservato che non si aspettava l’eliminazione citata nel contesto, ma l’ha considerata comunque un segnale. A suo avviso, se manca un attaccante di riferimento, il peso offensivo diventa difficile da bilanciare, mentre l’elemento relativo a un argentino diventato italiano introduce un elemento di stranezza nel quadro complessivo di un paese che, secondo lui, non dovrebbe trovarsi senza quel tipo di giocatori.
Nel suo discorso ha escluso l’idea di imitare modelli come la Spagna o il Paris Saint-Germain, sostenendo che l’Italia debba puntare sulle proprie caratteristiche migliori, mantenendo un modello coerente con la propria identità calcistica.
ruud gullit sul calcio: stranieri, fortuna e costruzione con giovani ed esperienza
Interrogato sul tema dei troppi stranieri nel campionato italiano, Gullit ha risposto che la situazione non sarebbe nuova, sostenendo che anche ai tempi in cui giocava fosse già presente. Ha ricordato poi che l’Italia ha vinto un Europeo, ma ha messo in relazione quel successo con l’andamento complessivo delle altre competizioni, citando anche due Mondiali persi prima.
Nel confronto con altre nazionali, Gullit ha incluso il ragionamento anche per l’Olanda, sottolineando che anche lì ci sono state sconfitte in tante finali. Per lui il calcio non risponde pienamente alla logica: serve anche fortuna e non è possibile ottenere sempre ciò che ci si “merita”.
difendere, avere un portiere e ruoli strutturati
Nell’ottica di Gullit, restano centrali alcuni pilastri: sapere come difendersi, un buon portiere e la presenza di due centrali, due ali e un giocatore capace di difendere a metà campo. Questo insieme rappresenterebbe, per lui, il vero “Dna” da recuperare.
giovani e mix con esperienza per tornare a vincere
Alla domanda su quale allenatore possa essere adatto a quel ritorno, Gullit ha collegato la risposta alle scelte sui giovani e al loro utilizzo. Ha sottolineato che far giocare i giovani diventa essenziale e ha citato l’esempio del Barcellona quando, a suo dire, ha dovuto puntare sui giovani per ragioni economiche, osservando quanti ne siano emersi.
Gullit ha però aggiunto un punto decisivo: i giovani non bastano da soli. Un mix tra giovani ed esperienza è considerato necessario perché i giocatori maturi possano insegnare in allenamento ciò che non va. Ha concluso sostenendo che con solo giovani non si riesce a vincere.
ospiti e personalità citate
Nel corso delle dichiarazioni sono stati nominati:
- Ruud Gullit
- Chiellini
- Bellucci
- Ruud Gullit (citato come ex giocatore di Sampdoria e Milan)