Iran vacilla dopo i bombardamenti israeliani in libano: c’è una strategia concordata?

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Iran vacilla dopo i bombardamenti israeliani in libano: c’è una strategia concordata?

Un cessate il fuoco pensato per spegnere la tensione tra Stati Uniti e Iran mostra crepe quasi subito. Dopo la formalizzazione dell’intesa raggiunta l’8 aprile, la risposta militare in Medio Oriente ha riacceso lo scontro, rendendo fragili gli impegni assunti. Nel giro di poche ore, Israele ha effettuato un attacco aereo contro il Libano, con un bilancio riferito di quasi 300 caduti e migliaia di feriti, mentre l’Iran ha annunciato che la ripresa delle ostilità scatterebbe in assenza di uno stop immediato delle operazioni nella zona dell’alta Galilea.

cessate il fuoco usa iran del 8 aprile: accordo che vacilla subito

L’intesa di cessate il fuoco è stata raggiunta l’8 aprile con mediazione del Pakistan. Nelle ore successive alla formalizzazione dell’accordo, la situazione si è però deteriorata rapidamente. Secondo quanto riportato, Israele ha avviato un devastante attacco aereo nel territorio libanese, creando nuove vittime e un’ondata di feriti. In parallelo, l’Iran ha posto una condizione netta: se Israele non sospende immediatamente le operazioni militari nell’alta Galilea, l’Iran minaccia la ripresa immediata delle ostilità.

La contestazione iraniana si concentra sulla presunta condotta delle controparti, accusate di negoziare in malafede e di tradire gli impegni presi. Di fronte alle ricostruzioni e alle tensioni, il vicepresidente JD Vance, incaricato di guidare la squadra negoziale statunitense a Islamabad, ha cercato di ridimensionare l’accaduto, definendolo un “legittimo malinteso”.

jd vance parla di “malinteso”: tregua e libano avrebbero avuto interpretazioni diverse

Nel tentativo di ricondurre la crisi a un equivoco, JD Vance ha sostenuto che gli iraniani avrebbero ritenuto che il cessate il fuoco riguardasse anche il Libano. L’argomentazione è stata accompagnata dall’idea che non sarebbe mai stata fatta alcuna promessa specifica in tal senso: secondo la linea esposta, l’intesa non avrebbe previsto un’estensione con quelle modalità e con quell’estensione geograficamente intesa.

La ricostruzione si incrina però davanti a un messaggio pubblicato dal primo ministro pakistano Shehbaz Sharif sul profilo X, poco dopo il raggiungimento dell’accordo. Il testo attribuito allo stesso Shehbaz Sharif riporta un’intesa definita come cessate il fuoco immediato “ovunque”, con riferimento esplicito al fatto che l’accordo includa il Libano e “altrove”, con decorrenza immediata.

accordo esteso al libano: la posizione di shehbaz sharif e le ricostruzioni su netanyahu

La pubblicazione attribuita a Shehbaz Sharif contiene una formula chiara: cessate il fuoco tra Repubblica Islamica dell’Iran e Stati Uniti, insieme ai rispettivi alleati, con l’estensione anche a Lebanon. Questo passaggio entra in rotta di collisione con la tesi del malinteso avanzata da JD Vance.

In aggiunta, una ricostruzione di Axios, basata su confidenze di funzionari statunitensi e israeliani, richiama un contesto di discussione precedente all’annuncio del cessate il fuoco. Secondo tale versione, Netanyahu avrebbe sollevato la questione del Libano in una telefonata con il presidente Trump poco prima dell’annuncio. Nella lettura riportata, Trump e Netanyahu avrebbero concordato che i combattimenti in Libano potessero continuare. La stessa ricostruzione sostiene che la Casa Bianca non avrebbe mostrato preoccupazione per il rischio di un collasso del cessate il fuoco con l’Iran legato alla situazione libanese.

brookings institution e strategia verso l’iran: negoziati lunghi e malafede per spostare le ritorsioni

Le ipotesi sulla responsabilità politica della rottura dell’intesa vengono collegate a una linea strategica descritta in uno studio della Brookings Institution del 2009. Il documento, intitolato Which path to Persia? Options for a new American strategy toward Iran, avrebbe preso in esame diverse opzioni: dissuadere, disarmare, rovesciare e contenere la Repubblica Islamica dell’Iran. La conclusione indicata riguarda la possibilità di applicare alternativamente nel tempo le quattro opzioni per ottenere un percorso di “normalizzazione”.

All’interno dello stesso impianto, gli specialisti della Brookings suggerirebbero anche un approccio in cui le autorità iraniane vengano ingannate, trascinandole in negoziati lunghi e inconcludenti. Il punto chiave sarebbe costruire una narrativa tale per cui le controparti ritengano di avere ricevuto un’offerta estremamente vantaggiosa, tale da rendere l’eventuale rifiuto difficilmente difendibile: in questa logica, la malafede diventerebbe lo strumento per legittimare pressioni diplomatiche, economiche e militari, aprendo spazio prospettico anche a possibili attacchi militari.

epic fury e “lasciate fare a bibi”: riferimenti all’impianto brookings e deviazione delle ritorsioni

La traccia collegata a Brookings viene rafforzata facendo riferimento all’annuncio del 28 febbraio, nel quale il presidente Trump spiegò l’Operazione Epic Fury. L’obiettivo indicato sarebbe stato quello di eliminare minacce imminenti attribuite al regime iraniano. La formulazione richiamata nello stesso contesto ricalcherebbe l’idea che sarebbe preferibile far emergere una provocazione iraniana come giustificazione preliminare per gli attacchi aerei.

Il nodo esposto riguarda l’impossibilità pratica di costruire una provocazione senza che il resto del mondo scopra la manovra. In risposta, lo schema attribuito ai ricercatori della Brookings convergerebbe in un capitolo chiamato Lasciate fare a Bibi e nel relativo passaggio emerge un’ipotesi operativa: gli Stati Uniti potrebbero incoraggiare e persino sostenere gli israeliani nell’esecuzione di attacchi, così che critiche internazionali e ritorsioni iraniane finiscano per ricadere su Israele invece che sugli Stati Uniti.

personaggi citati nella ricostruzione

  • Shehbaz Sharif
  • JD Vance
  • Donald Trump
  • Benjamin Netanyahu
La tregua Usa-Iran vacilla già per le bombe di Israele sul Libano: c’è dietro una strategia concordata?
Categorie: NewsPolitica

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