Iran proroga del blocco di hormuz ordinata secondo wsj
Le ultime ore hanno intensificato il quadro geopolitico tra Stati Uniti, Iran, Israele e istituzioni europee: tra pressione economica, azioni militari e dichiarazioni pubbliche, emergono indicazioni su scelte strategiche e conseguenze operative che continuano a produrre effetti su energia, sondaggi politici e dinamiche regionali.
iran e blocco di hormuz: trump proroga la pressione marittima
Secondo funzionari statunitensi citati dal Wall Street Journal, Donald Trump avrebbe incaricato i propri collaboratori di predisporre un blocco prolungato dei porti iraniani. La linea indicata emerge da incontri recenti, inclusi colloqui avvenuti lunedì nella Situation Room.
Nel processo decisionale, Trump avrebbe scelto di continuare a comprimere economia ed esportazioni di petrolio dell’Iran attraverso il blocco delle rotte marittime verso e dai porti iraniani. Al tempo stesso, sarebbero state considerate alternative, tra cui riprendere i bombardamenti oppure ritirarsi dal conflitto, considerate più rischiose rispetto al mantenimento del blocco.
Il proseguimento dell’operazione, osserva il quotidiano, avrebbe l’effetto di prolungare un conflitto con ricadute già emerse: aumento dei prezzi della benzina, impatto negativo sui sondaggi di Trump e ulteriore oscuramento delle prospettive dei repubblicani in vista delle elezioni di medio termine.
usa e effetti economici del blocco: teheran sotto ulteriore pressione
Il governo degli Stati Uniti collega gli effetti del blocco anche a dinamiche economiche e operative a Teheran. Il segretario al Tesoro statunitense, Scott Bessent, ha indicato su X che, dopo una campagna di massima pressione, l’inflazione a Teheran sarebbe raddoppiata e la valuta si sarebbe rapidamente deprezzata.
Secondo quanto riportato, l’isola di Kharg, principale terminale di esportazione petrolifera iraniano, sarebbe vicina al raggiungimento della capacità massima di stoccaggio. Ne deriverebbe la necessità di ridurre la produzione di petrolio, con conseguenze sulle entrate e sulle infrastrutture: una perdita stimata di circa 170 milioni di dollari al giorno e danni permanenti alle infrastrutture petrolifere iraniane.
Bessent ha anche dichiarato che il Dipartimento del Tesoro intende continuare l’azione di massima pressione e che chiunque agevoli flussi illeciti verso Teheran, includendo persone, navi o entità, rischia di essere soggetto a sanzioni statunitensi.
commissione ue e costi del conflitto: 500 milioni al giorno
Alla plenaria dell’Eurocamera, la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha quantificato i costi della guerra in Medio Oriente. Von der Leyen ha collegato il periodo del conflitto alla crescita della spesa europea per l’import di combustibili fossili: in 60 giorni la spesa sarebbe aumentata di oltre 27 miliardi di euro.
La presidente ha indicato che l’Unione europea starebbe perdendo quasi 500 milioni al giorno e ha indicato una direzione operativa: ridurre la dipendenza dai combustibili fossili importati e potenziare la produzione interna di energia pulita a prezzi contenuti.
Nel corso del suo intervento, Von der Leyen ha inoltre sottolineato che le conseguenze del conflitto potrebbero farsi sentire per mesi o persino anni.
israele e raid nel libano meridionale: due miliziani di hezbollah uccisi
Le Forze di Difesa Israeliane hanno comunicato la morte di due miliziani di Hezbollah in un raid aereo avvenuto nel Libano meridionale. La notizia, diffusa dopo l’intervento di lunedì sera, è stata riportata dal Times of Israel, citando le Idf.
Secondo l’esercito israeliano, i miliziani sarebbero stati individuati dalle truppe della Brigata Givati all’interno della zona di sicurezza controllata da Israele. L’aviazione avrebbe quindi attaccato e “eliminato i terroristi”.
Le forze della Givati hanno inoltre riferito di avere rinvenuto grossi quantitativi di armi appartenenti a Hezbollah nella propria area operativa.
iran: la guerra non sarebbe terminata con la tregua
Da Teheran arriva una posizione che riduce la portata di un cessate il fuoco. Il portavoce dell’esercito iraniano, Mohammad Akraminia, in un video ripreso da Al Jazeera, ha dichiarato di non considerare “finita la guerra”, nonostante il cessate il fuoco con gli Stati Uniti.
usa e dichiarazione di trump: sconfitta militare dell’iran
Donald Trump ha affermato che gli Stati Uniti abbiano sconfitto militarmente l’Iran. La dichiarazione è stata resa parlando alla cena di Stato alla Casa Bianca, alla presenza di Re Carlo.
Trump ha aggiunto che l’Iran, secondo la sua ricostruzione, sarebbe stato posto fuori combattimento e che non gli sarebbe stato permesso di ottenere un’arma nucleare.
personaggi citati
- Donald Trump
- Ursula von der Leyen
- Re Carlo
- Scott Bessent
- Mohammad Akraminia
