Iran pahlavi potrei guidare governo di transizione no a vendette

• Pubblicato il • 3 min
Iran pahlavi potrei guidare governo di transizione no a vendette

La transizione politica in Iran, l’idea di un governo provvisorio e la necessità di arrivare a un processo democratico basato su voto popolare emergono con forza dalle dichiarazioni del principe Reza Ciro Pahlavi, nel corso di un incontro organizzato presso il Centro studi americani di Roma durante la sua visita in Italia. Nel delineare il proprio ruolo in una fase successiva al crollo del regime, Pahlavi collega la legittimazione alla volontà collettiva e ribadisce alcuni principi strutturali destinati a guidare la fase di cambiamento.

principe reza ciro pahlavi e il ruolo nella transizione iraniana

Pahlavi ha indicato come elemento centrale la presenza e il sostegno di milioni di iraniani, sottolineando di essere conosciuto nel paese già prima dell’interruzione delle connessioni internet. Il principe ha affermato che, in ogni provincia, veniva citato un solo nome, il suo, presentando la propria prospettiva come conseguenza di un impegno maturato nel tempo: “non ho iniziato ora, lo faccio da 46 anni”. Secondo la sua visione, l’aspettativa di chi vive in Iran sarebbe orientata a un possibile invito a guidare la transizione.

Alla domanda su quale sarebbe il primo passo una volta aperta una nuova fase, Pahlavi ha spiegato che il punto di partenza sarebbe un appello alla calma e alla disciplina, così da consentire al processo di svolgersi senza interruzioni. La priorità, ha aggiunto, consisterebbe nel chiedere ai connazionali di fidarsi del processo ed evitare reazioni dure motivate dalla necessità di vendetta o ritorsione.

rapporti con donald trump e criteri democratici

Interpellato sui rapporti con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Pahlavi ha risposto negando che il confronto riguardi la sua persona. La prospettiva dichiarata è che l’attenzione debba restare sul popolo iraniano, chiamato a votare e scegliere il proprio futuro. Il principe ha precisato che non è lui il candidato alla carica, rivendicando una posizione che include anche la necessità, per qualunque leader, di essere a favore della democrazia e del diritto del popolo iraniano di determinare autonomamente la propria traiettoria.

quattro principi per unificare il popolo iraniano

Pahlavi ha descritto un obiettivo orientato all’unità nazionale fondato su quattro principi fondamentali. Il primo riguarda l’integrità territoriale dell’Iran, considerata essenziale. Il secondo principio prevede una chiara separazione della religione dal governo, definita condicio sine qua non per la democrazia.

Il terzo elemento individuato è l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge, a prescindere da etnia o religione. Il quarto principio, come parte della cornice complessiva della transizione, si lega alla struttura istituzionale e al percorso decisionale che porta a una fase di consultazione popolare.

governo transitorio, referendum e percorso costituzionale

Secondo quanto dichiarato, Pahlavi ritiene di poter guidare un governo transitorio dal giorno del crollo del regime fino all’elezione di un’assemblea costituente, in cui avviare un dibattito politico. Nel descrivere la fase successiva, ha indicato che sarà la maggioranza degli iraniani a decidere il futuro del paese, prevedendo la scelta tra una repubblica democratica e una monarchia costituzionale.

La posizione personale del principe viene definita neutrale. Il progetto costituzionale, nella visione esposta, dovrebbe essere redatto, presentato e ratificato tramite referendum. Sostenerne il percorso viene presentato come il modo più rapido per arrivare a una transizione stabile, con un esito democratico.

impostazione della transizione: calma, fiducia e disciplina

Nel quadro complessivo, la transizione viene accompagnata da richieste precise al popolo: calma, disciplina e fiducia

Categorie: NewsPolitica

Per te