Infrastruttura in fibra ottica open fiber moltiplicatore di ricchezza digitale e gola
La fibra ottica sta diventando un vero e proprio motore di competitività per il tessuto economico italiano, capace di trasformare la connettività in crescita concreta per imprese e territori. Nel corso dell’incontro “Fibra ottica: il futuro del Made in Italy”, organizzato a Roma nell’ambito delle celebrazioni della Giornata nazionale dedicata alle eccellenze nostrane, l’attenzione si è concentrata sul ruolo della rete nel rafforzare l’innovazione e l’attrattività del Paese.
Il confronto ha coinvolto istituzioni, imprese e mondo associativo, con l’obiettivo di collegare lo sviluppo infrastrutturale alla capacità di sostenere la crescita sociale e imprenditoriale, valorizzando al tempo stesso il significato del made in Italy connesso alle opportunità offerte dalle reti di nuova generazione.
made in italy e fibra ottica: il legame tra connettività e sviluppo industriale
Giuseppe Gola, amministratore delegato di Open Fiber, ha aperto i lavori collegando la celebrazione del made in Italy allo sviluppo della fibra ottica. Il riferimento è stato portato attraverso esempi di imprese “molto diverse” per dimensioni e caratteristiche, che, grazie a infrastrutture di tipo avanzato, hanno potuto mantenere la propria collocazione geografica mentre continuano a produrre e vendere in località differenti, costruendo relazioni commerciali anche con clienti a distanza.
In questa prospettiva, la rete viene descritta come una componente che incide sull’operatività delle aziende, consentendo di integrare produzione, mercato e rapporti professionali in scenari più ampi, con impatti diretti sulla capacità di competere.
infrastruttura in fibra come moltiplicatore di ricchezza per il sistema paese
Nel proseguire l’intervento, Giuseppe Gola ha sottolineato come l’infrastruttura in fibra possa agire da moltiplicatore di ricchezza non solo a livello tecnologico, ma anche per il sistema economico complessivo. A supporto di questo passaggio, è stato citato un rapporto di Deloitte che collega l’investimento nella rete con effetti misurabili sul prodotto interno lordo.
Secondo quanto riportato, l’analisi evidenzia che 1 euro investito nell’infrastruttura del progetto Bul (Banda ultra larga) avrebbe generato 4,4 euro di Pil. La dinamica indicata descrive un quadro in cui, partendo da un investimento inferiore ai 5 miliardi, sarebbero stati realizzati oltre 20 miliardi di Pil. Il punto centrale emerso dal confronto è che la fibra viene intesa come leva di sviluppo del Paese e di crescita sociale, oltre al semplice miglioramento della connettività.
adozione della fibra e superamento del rame: i passaggi chiave verso la crescita
L’intervento ha poi spostato il focus sulla fase successiva del percorso infrastrutturale. È stato indicato che la rete risulta ormai molto ampia e diffusa, con il progetto collegato al Pnrr in fase di completamento.
Il tema principale, secondo quanto dichiarato, diventa crescere l’adozione della rete in fibra. Il dato riportato parla di circa 4 milioni di clienti connessi, a fronte di circa 17 milioni di unità immobiliari. Da qui l’esigenza di accelerare il passaggio dalla rete tradizionale basata sul rame verso l’infrastruttura in fibra.
numeri di adozione: clienti connessi e unità immobiliari da raggiungere
La fotografia quantitativa presentata nel corso dei lavori evidenzia un divario tra disponibilità della rete e utilizzo effettivo: quasi 4 milioni di clienti contro circa 17 milioni di unità immobiliari. L’orientamento espresso è quello di aumentare rapidamente la penetrazione del servizio, così da consolidare gli effetti sul sistema produttivo e sulla qualità dei collegamenti.
personalità citate e ruoli nel confronto
- Giuseppe Gola, amministratore delegato di Open Fiber