Illegali rimborsi in arrivo fino a 166 miliardi

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Illegali rimborsi in arrivo fino a 166 miliardi

La fase operativa del rimborso dei dazi reciproci americani dichiarati illegittimi dalla Corte suprema prende forma con l’apertura, da lunedì 20 aprile, del portale della U.S. Customs and Border Protection dedicato alla presentazione delle richieste. L’avvio del canale amministrativo mette in moto una procedura chiamata a restituire fino a 166 miliardi di dollari a più di 300mila importatori colpiti dalle tariffe introdotte dall’amministrazione di Donald Trump, invocando l’International Emergency Economic Powers Act del 1977.

portale doganale e richieste di rimborso dazi illegittimi

Le Dogane Usa hanno reso disponibile lo strumento per inviare le pratiche tramite il portale della U.S. Customs and Border Protection. La procedura si colloca dentro una macchina amministrativa che mira a regolare le posizioni di chi è risultato esposto dalle tariffe contestate, con l’obiettivo di trasformare un riconoscimento giuridico in un iter di pagamento.

sistema digitale ace: cape per gestire domande e pagamenti

Il rimborso passa attraverso una nuova funzionalità inserita nel sistema digitale centrale ACE (Automated Commercial Environment), la piattaforma che governa le operazioni di import/export, incluse dichiarazioni doganali, pagamenti, controlli e comunicazioni con le autorità.

cape consolidated administration and processing of entries

La funzionalità si chiama CAPE (Consolidated Administration and Processing of Entries) e abilita la presentazione delle domande di risarcimento per specifiche categorie di soggetti.

chi può presentare la richiesta: importers of record e intermediari

Possono avanzare la richiesta gli Importers of record registrati negli Stati Uniti, ossia coloro che risultano nella dichiarazione doganale come soggetti responsabili del pagamento dei dazi. In alternativa, la domanda può essere presentata dai loro intermediari autorizzati.

Le imprese europee e quelle italiane rientrano nel perimetro, a condizione di avere operato come importatori diretti oppure tramite intermediari accreditati.

rimborso dazi: quali pratiche rientrano e quali restano fuori

La partenza è selettiva. La prima fase interessa solo una parte delle operazioni, con particolare attenzione alle pratiche ancora aperte e a quelle liquidate da meno di 80 giorni.

esclusioni operative: pratiche più vecchie e casi già coperti

Restano fuori, almeno per ora, diverse categorie. Tra le esclusioni rientrano:

  • le pratiche più vecchie;
  • i casi non gestiti tramite ACE;
  • le posizioni già coperte da procedure ordinarie come il duty drawback, meccanismo standard che consente di recuperare i dazi pagati su merci che vengono poi riesportate.

nessun calendario per le fasi successive

Non risulta disponibile un calendario ufficiale per le fasi successive. Di conseguenza, pur essendo il rimborso certo sul piano giuridico, per una quota rilevante di importatori l’esigibilità non è ancora garantita sul piano operativo.

tempi di erogazione dei rimborsi e modalità di pagamento

Per i tempi, l’amministrazione doganale indica una finestra di 60-90 giorni dall’accettazione della richiesta per l’erogazione dei rimborsi. I pagamenti saranno effettuati in forma aggregata, senza riferimento alla singola spedizione, e includeranno gli interessi maturati.

verifiche e contestazioni: possibili allungamenti

In caso di verifiche, contestazioni o situazioni amministrative più complesse, i tempi possono allungarsi sensibilmente.

compensazioni: deduzioni per debiti fiscali o doganali

I rimborsi saranno soggetti ai meccanismi di compensazione previsti dalla normativa americana. In presenza di eventuali debiti fiscali o doganali dell’importatore, tali importi potranno essere detratti dagli importi dovuti, riducendo l’effettiva liquidità in arrivo.

costi trasferiti a valle: perché i consumatori restano fuori

Gli acquirenti finali restano esclusi dal meccanismo. Negli ultimi mesi diversi retailer hanno scaricato almeno in parte l’aumento dei dazi sui prezzi al dettaglio, generando tra i consumatori l’idea di avere pagato direttamente quelle tariffe.

aspettative sui rimborsi e difficoltà nel determinare chi ha sostenuto i costi

Deborah Weinswig, fondatrice di Coresight Research, ha dichiarato al WSJ l’attesa che anche i consumatori cerchino un rimborso. La trasmissione dei costi, però, non è stata lineare: molte aziende hanno assorbito una quota dei dazi o hanno negoziato con fornitori esteri, limitando l’impatto sui prezzi finali. Stabilire quindi chi abbia effettivamente sostenuto il costo e in quale misura diventa più complesso.

dazi non azzerati: effetto delle nuove tariffe post sentenza

Il quadro si complica ulteriormente perché il livello dei dazi non è tornato identico a quello precedente. Dopo la bocciatura da parte della Corte suprema, l’amministrazione di Donald Trump ha comunque introdotto nuove tariffe, esponendo molte imprese a costi più elevati rispetto a un anno e mezzo fa.

Questo scenario rende ancora più improbabile un’eventuale restituzione ai consumatori: i maggiori costi restano in parte incorporati nei prezzi e in parte vengono assorbiti lungo la filiera.

Personaggi menzionati:

  • Donald Trump
  • Deborah Weinswig
Al via la piattaforma Usa per chiedere il rimborso di 166 miliardi di dazi illegali voluti da Donald Trump
Categorie: EconomiaTecnologia

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