Fuga con elicottero del figlioccio del clan Senese: evasione rocambolesca
Un’operazione di evasione ad alta complessità, basata su risorse economiche rilevanti, contatti esterni e un piano tecnico pensato nei dettagli: l’impianto ricostruito dagli investigatori ha messo in evidenza un tentativo di fuga dal carcere di Rovigo collegato al ruolo di Leandro Bennato, indicato come figura di spicco nell’area dei traffici illeciti nella capitale. L’obiettivo, secondo l’accusa, avrebbe potuto avere una risonanza significativa, con conseguenze ancora più ampie legate alla presenza di presunti complici e a ulteriori elementi del progetto.
piano di evasione con elicottero e collegamenti esterni
Al centro della ricostruzione figura un piano che, se attuato, avrebbe previsto l’uscita dal carcere e l’impiego di un elicottero per il prelievo del detenuto. La strategia sarebbe stata costruita sfruttando una disponibilità di mezzi economici e un numero elevato di persone coinvolte all’esterno, con il supporto di strumenti di comunicazione introdotti illegalmente in carcere.
Secondo le risultanze investigative, il percorso operativo avrebbe contemplato l’arrivo dell’elicottero nelle vicinanze del carcere, con una fase di prelievo dai camminamenti di guardia e il contestuale passaggio del boss dalla cella alla fuoriuscita. Il piano avrebbe incluso anche un secondo momento di trasporto, legato a un altro soggetto indicato nelle ipotesi d’indagine.
ruolo di Leandro Bennato e conduzione dei traffici
Bennato risulta detenuto nella struttura di Rovigo ed è sottoposto al regime di vigilanza del 41 bis. Nonostante i controlli, sarebbe riuscito a mantenere contatti con l’esterno attraverso un cellulare introdotto in carcere, continuando a gestire attività illecite. In base alla ricostruzione, i collegamenti sarebbero stati finalizzati alla direzione dei traffici nella capitale, con particolare riferimento all’area di Tor Bella Monaca.
sequestro di beni per oltre un milione di euro
Due settimane prima dei fatti contestati, i carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma avevano eseguito un provvedimento di sequestro disposto dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale, su proposta della Direzione distrettuale antimafia. Il valore complessivo dei beni sottoposti a vincolo risulterebbe superiore a un milione di euro.
Il quadro patrimoniale sequestrato avrebbe riguardato cinque immobili tra Allerona e Ficulle, diciannove terreni per circa quaranta ettari, un orologio di lusso e diversi rapporti finanziari. Secondo l’accusa, tali disponibilità sarebbero state collegate ai traffici di droga, contribuendo anche alla progettazione della fuga.
collegamento con Raul Esteban Calderon, “Messi”
La pianificazione dell’evasione, secondo gli investigatori, avrebbe coinvolto anche Raul Esteban Calderon, indicato con il soprannome “Messi” e con il nome al secolo Gustavo Alejandro Musumeci. Il soggetto risulta condannato in primo grado all’ergastolo nel 2025 per l’omicidio di Fabrizio Piscitelli, detto Diabolik, capo degli ultras della Lazio, avvenuto nel 2019 nel Parco dell’Acquedotto a Roma.
Nel progetto ipotizzato, l’operazione avrebbe previsto anche un passaggio connesso a Calderon, attraverso un secondo volo dell’elicottero.
cellulari nascosti in carcere e ricostruzione dell’accertamento
La sventata evasione sarebbe stata contrastata grazie al lavoro della Polizia penitenziaria di Rovigo. La ricostruzione del progetto avrebbe avuto un’accelerazione decisiva dopo il sequestro di alcuni cellulari occultati all’interno dell’istituto.
La dinamica del tentativo, secondo le ricostruzioni fornite, avrebbe preso forma anche a partire da un’introduzione illegale di telefoni nella sezione di alta sicurezza. Gli apparecchi sarebbero stati nascosti in modo ingegnoso in intercapedini delle pareti e in doppi fondi.
costi del progetto e tempistiche dell’indagine
Per realizzare l’operazione era stata indicata una somma di circa 200mila euro. L’indagine ha preso avvio dopo un episodio del 5 maggio 2025: un agente penitenziario, passando davanti alla cella di Bennato, avrebbe sentito il detenuto parlare al telefono. Al momento della percezione dell’anomalia, Bennato avrebbe reagito con atteggiamenti minacciosi, senza impedire l’avvio degli accertamenti.
procedimento penale e autorizzazioni agli enti coinvolti
Inizialmente la Procura aveva aperto un procedimento per il reato di accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti. L’analisi sui cellulari sequestrati avrebbe confermato l’esistenza del piano, includendo anche la menzione di “possibili azioni cruente”.
La Procura ha inoltre autorizzato la comunicazione della vicenda al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria di Roma, al Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria di Padova e al Prefetto di Rovigo. Tali passaggi risultavano finalizzati anche a intensificare la vigilanza esterna al carcere e in luoghi sensibili della città di Rovigo.
evasione bloccata prima della fase operativa e nodo della vigilanza
Il progetto sarebbe stato fermato prima di entrare nella fase operativa, evitando l’attuazione del piano di fuga. Rimane, secondo la ricostruzione, un elemento di forte preoccupazione: la capacità del detenuto di violare i controlli introdando in cella i cellulari, nonostante il regime e le misure di vigilanza previste.
personaggi citati
- Leandro Bennato
- Manuela Fasolato
- Raul Esteban Calderon (“Messi”)
- Gustavo Alejandro Musumeci
- Fabrizio Piscitelli (“Diabolik”)
- Michele Senese
