Farmaci e adc con tecnologia innovativa mirata sul mieloma multiplo

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Farmaci e adc con tecnologia innovativa mirata sul mieloma multiplo

Una nuova generazione di farmaci sta ridefinendo le prospettive terapeutiche nei tumori solidi e nelle neoplasie ematologiche: gli antibody drug conjugates (conosciuti come Adc) uniscono la precisione di un anticorpo a un carico chemioterapico, con l’obiettivo di aumentare l’efficacia e limitare la tossicità. Il tema è stato approfondito da Marzia Del Re nel corso dell’evento “Dialoghi sull’Innovazione accessibile – Innovaction”, promosso a Roma da Gsk e Adnkronos, con il patrocinio di Farmindustria.

adce: cosa sono gli antibody drug conjugates e perché rappresentano una nuova frontiera

Gli Adc vengono descritti come una tecnologia innovativa pensata per migliorare il trattamento farmacologico in oncologia. Alla base del meccanismo c’è un chemioterapico agganciato a un anticorpo tramite caratteristiche chimiche definite, capaci di facilitare una selezione delle cellule tumorali. L’anticorpo consente il raggiungimento del bersaglio e favorisce il rilascio del chemioterapico all’interno della cellula, con l’effetto atteso di potenziare l’efficacia e ridurre la tossicità.

marzia del re e il razionale dell’approccio mirato sul mieloma multiplo

Nel quadro applicativo presentato, viene evidenziata la particolarità di un Adc sviluppato per il trattamento del mieloma multiplo. La piattaforma viene collegata a un’azione diretta su un recettore presente solo su quel nucleo, indicato come una proteina coinvolta nei fenomeni di proliferazione tipici di quel tipo di cellule.

meccanismo d’azione: inibizione, internalizzazione e morte della cellula tumorale

Il funzionamento del farmaco descritto prevede più passaggi. L’Adc porta prima a una inibizione del recettore, quindi avviene l’internalizzazione dello stesso insieme al farmaco. Una volta all’interno della cellula di mieloma, avviene il rilascio del citotossico, che determina apoptosi cellulare, cioè la morte della cellula tumorale.

Il quadro proposto include anche effetti a livello immunologico: l’attivazione del sistema immunitario risulta orientata ad aggredire lo specifico raggruppamento identificato dal bersaglio.

sviluppi futuri degli adc: maggiore ingegnerizzazione e nuove applicazioni

Guardando agli sviluppi della piattaforma tecnologica, Del Re indica la possibilità di un’evoluzione verso forme di Adc più sofisticate. In ambito oncologico, si prevede una ingegnerizzazione ancora maggiore del meccanismo di targeting.

oncologia: adc bi-specifici e combinazioni di chemioterapici per contrastare la resistenza

Tra le direzioni future viene menzionata la realizzazione di Adc bi-specifici, capaci di colpire due recettori contemporaneamente. Un’altra prospettiva riguarda Adc in grado di veicolare due chemioterapici differenti collegati all’anticorpo, con l’obiettivo di sviluppare farmaci volti a contrastare i meccanismi di resistenza.

non oncologia: bersagli infettivi e rilascio di antibiotici o antivirali

Per quanto riguarda gli ambiti non oncologici, viene richiamato l’utilizzo del medesimo razionale: sfruttando lo stesso meccanismo, si stanno sviluppando strategie in patologie infettive. In questo scenario il bersaglio include batterio o virus, con il rilascio all’interno del bersaglio di un antibiotico o di un antivirale.

malattie rare, genetiche, autoimmuni e neurodegenerative: importanza del target specifico

Ulteriori impieghi prospettati includono malattie rare, malattie genetiche, malattie autoimmuni, malattie infiammatorie e malattie neurodegenerative. Il punto centrale viene identificato nella presenza di un target specifico: quando l’Adc può riconoscere tale bersaglio, risulta possibile ottenere un ingresso nella cellula target con rilascio del chemioterapico e un funzionamento considerato efficace.

partecipanti citati e figure coinvolte nell’intervento

Nel contenuto relativo all’approfondimento sono presenti le seguenti figure:

  • Marzia Del Re
Categorie: SaluteTecnologia

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