Farmaceutica valentini mimit italia secondo produttore in europa export miliardi

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Farmaceutica valentini mimit italia secondo produttore in europa export  miliardi

La competitività del sistema Italia passa anche dall’economia della salute, con scelte concrete che rafforzano filiera produttiva, investimenti e occupazione. Nel corso dell’incontro “Innovaction - Dialoghi sull’innovazione accessibile”, Valentino Valentini, viceministro delle Imprese e del Made in Italy, ha delineato un quadro in cui il settore farmaceutico viene descritto come una leva strategica: 54 miliardi di euro di export e, nel 2025, la migliore performance in Europa, con una crescita delle esportazioni di farmaci di quasi il 30%.

economia della salute e competitività strutturale del settore farmaceutico

Secondo quanto riportato, affrontare l’economia della salute richiede l’uso di termini precisi, collegati a elementi misurabili come competitività strutturale, attrattività degli investimenti, manifattura ad alto valore aggiunto e occupazione qualificata. Il farmaceutico viene quindi presentato come un’area capace di generare risultati rilevanti sul piano internazionale, ma anche di costruire continuità industriale nel tempo.

Valentini ha inoltre osservato come questi numeri siano talvolta confinati a contesti ristretti, mentre meriterebbero attenzione più ampia da parte delle istituzioni.

italia come piattaforma produttiva: export, primato europeo e investimenti

Il viceministro ha sottolineato un posizionamento competitivo dell’Italia: secondo produttore farmaceutico d’Europa, subito dopo la Germania. L’obiettivo indicato non è quello di considerare il dato come un risultato statico, ma come una piattaforma su cui rilanciare continuamente sviluppo e capacità industriali.

investimenti dei grandi player internazionali in italia

Nel delineare la dinamica degli ultimi anni, sono stati citati alcuni esempi di investimenti comunicati da aziende attive sul territorio. Gsk, organizzatrice dell’evento, avrebbe investito oltre 800 milioni di euro in Italia nel quinquennio 2020-2025, con un impiego indicato come 60% per i vaccini e 40% per i farmaci. L’annuncio viene collegato a un investimento in fiducia verso siti produttivi e competenze scientifiche.

In parallelo, Novartis ha comunicato investimenti per oltre 150 milioni entro il 2028, specificando 40 milioni per la ricerca clinica italiana. Per il 2024, è stato indicato che l’azienda ha promosso circa 2mila studi con il coinvolgimento di 2.300 pazienti in più attraverso oltre mille centri distribuiti su un territorio internazionale.

nuovi impianti e ampliamenti: investimenti complessivi delle multinazionali

Nel biennio 2024-2025, le multinazionali attive in Italia avrebbero annunciato investimenti superiori ai 4 miliardi di euro per nuovi impianti e ampliamenti produttivi. Il quadro complessivo viene collegato a un’idea di attrazione internazionale fondata sulla capacità di produrre, ricercare e sviluppare competenze.

interventi del governo: piano transizione 5.0 e testo unico della legislazione farmaceutica

Nel contesto descritto, Valentini ha indicato che il Governo avrebbe agito su più fronti. Tra questi viene richiamato il Piano Transizione 5.0, con una dotazione modificata ma orientata a sostenere la trasformazione digitale ed energetica delle imprese manifatturiere. Il settore farmaceutico viene indicato come uno dei comparti che ne beneficiano maggiormente, grazie a avanzamenti sulla qualità produttiva e alla presenza di una leva fiscale per accelerare ulteriormente.

testo unico: semplificazione normativa e certezza per gli investitori

Un altro intervento richiamato è il Testo Unico della legislazione farmaceutica, descritto come un’operazione attesa da oltre vent’anni. L’obiettivo indicato è la semplificazione di 800 norme stratificate, con effetti attesi su certezza per gli investitori internazionali e su percorsi autorizzativi più rapidi.

Secondo la ricostruzione riportata, la riforma viene presentata non come una misura difensiva, ma come un progetto per rendere l’Italia un ambiente normativo competitivo, comparabile ai migliori standard europei.

trial clinici e crescita: dove si sperimenta si produce e si assume

È stato inoltre evidenziato un lavoro per aumentare il numero di trial clinici in Italia. La logica richiamata collega la sperimentazione alla produzione e alla crescita: dove si sperimenta, si produce; dove si produce, si cresce; dove si cresce, si creano posti di lavoro.

accesso alle terapie innovative, diseguaglianze territoriali e sfida demografica

Valentini ha indicato che restano diverse criticità da affrontare con trasparenza. Tra i temi citati figurano i tempi di accesso alle terapie innovative, considerati superiori alla media europea, con conseguenze dirette per pazienti, famiglie e clinici. Allo stesso tempo, le diseguaglianze territoriali sono descritte come non completamente risolte.

La prospettiva viene inserita anche in una sfida demografica, legata a invecchiamento della popolazione e a una fragilità crescente che riguarda anche i giovani, attribuita all’avanzare della cronicità. In questo quadro, vengono richiesti investimenti sostenuti e politiche integrate nei prossimi anni.

L’orientamento complessivo è che questi elementi non debbano rappresentare un freno, ma il motivo per trattare il settore come priorità strategica nazionale, con un’attenzione paragonabile a quella dedicata a energia, infrastrutture e difesa.

strategia e reputazione industriale: hub europeo e ecosistema scientifico

Le aziende farmaceutiche vengono descritte come motore di continuità: quelle già presenti sul territorio confermerebbero la fiducia tramite nuovi stabilimenti e nuovi studi clinici. Le aziende nuove guarderebbero invece all’Italia come hub europeo, attratte da competenza, qualità produttiva e da un ecosistema scientifico universitario indicato come di primo livello.

La condizione posta è la necessità di lavorare affinché questa reputazione non venga sprecata e venga trasformata in una strategia coerente con la visione di lungo periodo.

valore dell’incontro e tassello per una visione condivisa

La conclusione attribuisce all’incontro un ruolo rilevante come tassello per definire una prospettiva strategica, coerente con gli obiettivi di competitività industriale e di rafforzamento dell’innovazione in ambito sanitario.

Personaggi citati: Valentino Valentini.

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