Double tap: cos è la tecnica militare usata e come colpisce i reporter

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Double tap: cos è la tecnica militare usata  e come colpisce i reporter

La tecnica militare del doppio tocco descrive un modello di attacco che si basa su due o più colpi ravvicinati contro lo stesso bersaglio. L’impostazione mira a colpire inizialmente un obiettivo e, subito dopo, quando arrivano soccorsi e operatori sul luogo, a ripetere l’azione per uccidere o ferire ulteriormente anche chi è intervenuto per prestare aiuto o testimoniare l’accaduto. Questo meccanismo, per come viene descritto nelle ricostruzioni e nelle denunce, risulta funzionale a massimizzare le vittime e a bloccare l’attività di medici, paramedici e protezione civile, oltre a rendere più difficile il lavoro dei reporter in area di conflitto.

doppio tocco: definizione e finalità operative

La dinamica del doppio tocco prevede un primo colpo seguito da un secondo attacco entro un breve intervallo di tempo. Il bersaglio viene colpito e, quando giungono soccorritori, giornalisti e personale di emergenza, l’azione viene ripetuta nello stesso punto. In base alla ricostruzione riportata, lo scopo è colpire anche chi è corso in aiuto e interrompere la risposta umanitaria.

doppio tocco: impatto su soccorsi e informazione

Il modello descritto porta a conseguenze dirette sulle operazioni di soccorso: medici, paramedici e protezione civile vengono ostacolati mentre i reporter incontrano maggiori difficoltà nel documentare ciò che accade e nel raggiungere i luoghi dove si raccolgono informazioni e testimonianze.

doppio tocco: qualificazione giuridica e uso storico

Il doppio tocco viene presentato come crimine di guerra e viene richiamata la condanna prevista dal diritto internazionale. Nella ricostruzione, viene anche indicato che nella storia la tecnica sarebbe stata utilizzata da diversi eserciti, non soltanto in aree del Medioriente.

casi descritti: morte della giornalista di al-akhbar e ricostruzione dell’attacco

Nel caso della giornalista di Al-Akhbar, l’ufficio stampa della Protezione civile e le autorità libanesi hanno dichiarato che la vittima sarebbe stata uccisa da un attacco alla casa dove si era rifugiata. La Croce Rossa avrebbe potuto recuperare il corpo sepolto dalle macerie soltanto dopo molte ore.

khalil e collega ad al-tiri: dinamica dei colpi

La ricostruzione colloca l’attività di Khalil nella zona di Al-Tiri, vicino al confine con Israele. Secondo la sequenza riportata, un primo bombardamento colpisce l’auto su cui viaggiano. A quel punto le due donne trovano riparo in un edificio poco distante, che successivamente viene a sua volta bersagliato da Israele.

intervento della croce rossa e colpi dei droni israeliani

I paramedici della Croce Rossa intervengono per soccorrere le persone ferite, ma riescono a portare via soltanto la fotografa, perché i colpi dei droni israeliani impediscono ulteriori operazioni.

denunce su israele e episodi recenti: jezzine e i giornalisti colpiti

La ricostruzione richiama molteplici casi denunciati legati all’uso del double tap da parte di Israele. Tra gli episodi citati compare un caso di fine marzo che avrebbe causato la morte di Fatima Ftuni, Mohammad Ftuni e Ali Shuaib, insieme a due giornalisti e a un operatore.

jezzine: primo missile sull’auto e secondo colpo sui soccorritori

Gli eventi avrebbero avuto luogo a Jezzine, a circa 70 chilometri da Beirut. Il racconto indica che un primo missile abbia colpito l’auto su cui viaggiavano le persone coinvolte e che un altro missile sia stato sganciato poco dopo sui soccorritori arrivati sul posto.

25 agosto 2025: attacco all’ospedale nasser di khan younis e diretta dei reporter

Tra i casi più noti viene citato un attacco del 25 agosto 2025 all’ospedale Nasser di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. L’episodio avrebbe provocato 20 vittime, tra cui 5 giornalisti. Il bombardamento sarebbe stato trasmesso in diretta da cronisti che, malgrado la situazione, si trovavano sul posto.

sequenza degli orari: scala esterna e secondo attacco al punto affollato

La dinamica viene descritta come simile ad altri episodi: un primo attacco di Israele alle 10.08 colpisce la scala esterna della struttura. Dopo pochi minuti, alle 10.17, arriva un secondo attacco, sempre nello stesso punto, quando il luogo sarebbe stato affollato di reporter e soccorritori.

morti e figura di mariam abu dagga

Tra i morti viene indicata anche la fotoreporter dell’Associated Press, Mariam Abu Dagga, descritta come divenuta poi un simbolo della libertà di informazione in tutto il mondo.

23 marzo 2025: massacro di medici e paramedici della mezzaluna palestinese a rafah

Un altro episodio citato come causa di indignazione mondiale riguarda la morte di medici e paramedici della Mezzaluna palestinese il 23 marzo 2025 a Rafah. La notte dell’attacco il racconto descrive un convoglio di ambulanze e mezzi dei vigili del fuoco in viaggio per raggiungere altri veicoli in precedenza colpiti dall’Idf.

mezzi attaccati nonostante il simbolo visibile

I mezzi sarebbero stati attaccati a loro volta, anche se il simbolo della Mezzaluna palestinese risulterebbe pienamente visibile. Viene inoltre riportato un video registrato negli ultimi momenti di vita da una paramedico, che mostra le raffiche dei colpi sparati dai soldati israeliani.

recupero dei corpi e indicazioni descritte sui resti

I corpi di 15 operatori uccisi sarebbero stati recuperati soltanto una settimana dopo in una fossa comune. Nel racconto vengono citati alcuni dettagli: alcuni dei corpi avrebbero i polsi legati dietro la schiena con delle fascette.

nomi citati tra vittime e figure coinvolte

  • khalil (menzionato nella ricostruzione dell’attacco ad Al-Tiri)
  • fatima ftuni
  • mohammad ftuni
  • ali shuaib
  • mariam abu dagga
Un colpo dopo l’altro: che cos’è la tecnica del “double tap” usata da Israele per uccidere la giornalista Amal Khalil in Libano

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