Dolore cronico sempre più multidisciplinare: la visione della siaarti e i nuovi approcci
La lotta al dolore cronico sta vivendo una fase in cui la condivisione tra discipline diverse diventa centrale, con l’obiettivo di rendere più efficaci i percorsi clinici e le terapie. In occasione del 25esimo congresso Acd Siaarti, tenutosi a Riccione dall’8 al 10 aprile, il confronto si è concentrato su metodi e strumenti capaci di migliorare l’approccio complessivo alla gestione del dolore, valorizzando competenze differenti e nuove prospettive di lavoro.
dolore cronico: multidisciplinarità come filo conduttore al congresso
Uno dei temi trainanti del congresso è stato un approccio sempre più multidisciplinare contro il dolore cronico, con l’intento di mettere a confronto professioni differenti impegnate nella stessa finalità. Silvia Natoli, responsabile dell’Area culturale dolore e cure palliative di Siaarti, ha evidenziato l’importanza di un dialogo strutturato tra specialisti e la cosiddetta contaminazione dei saperi, intesa come scambio reale di conoscenze operative.
Il confronto ha riunito oltre 400 anestesisti e ha posto al centro un ventaglio di argomenti affrontati in modo più diretto e stimolante rispetto alle consuete modalità di discussione. Tra le aree trattate rientrano intelligenza artificiale, tecnologie sia nuove sia già consolidate, medicina di genere e farmaci.
accesso alle cure per il dolore cronico: criticità e disomogeneità
In Italia, quasi 10 milioni di persone convivono con il dolore cronico. Sul piano dell’assistenza, Natoli ha sottolineato che l’accesso alle cure resta disomogeneo. Pur essendo presente la legge 38 del 2010, l’applicazione non risulta completa e l’accesso a terapia del dolore e cure palliative non è sempre semplice.
Un punto evidenziato riguarda la capacità dei centri dedicati di rispondere alle esigenze del territorio: in diverse situazioni, il sistema non riesce a coprire in modo adeguato i bisogni locali. In parallelo, l’innovazione tecnologica avanza rapidamente, generando un divario tra disponibilità di strumenti e capacità di tradurli efficacemente in risposte concrete.
Secondo quanto riportato, questo scenario produce un rischio concreto di sottotrattamento: una parte dei pazienti potrebbe non ricevere risposte adeguate, con un impatto sociale rilevante.
intelligenza artificiale nel dolore cronico: applicazioni e obiettivo di personalizzazione
L’attenzione si è concentrata anche su come l’intelligenza artificiale possa incidere in modo significativo sulla medicina del dolore. Natoli ha indicato che l’Ia può contribuire a comprendere meglio i percorsi clinici e ad indirizzare le terapie più appropriate per ogni paziente.
algoritmi e supporto diagnostico per precisione terapeutica
Tra le principali applicazioni descritte rientrano l’uso di algoritmi per migliorare la precisione terapeutica e il supporto alla diagnostica. Nel quadro delineato, la diagnostica può essere affiancata anche da strumenti basati su analisi di voce e mimica facciale.
L’orizzonte indicato è quello di una medicina sempre più orientata alla personalizzazione, con decisioni cliniche sostenute da strumenti in grado di supportare la comprensione del singolo caso.
in sintesi: contesto, strumenti e direzione del lavoro clinico
Il congresso ha collegato la necessità di percorsi condivisi tra specialisti all’introduzione di nuove tecnologie e modelli di supporto decisionale. In un contesto in cui l’accesso resta disomogeneo, l’attenzione si è concentrata su come strumenti innovativi possano contribuire a ridurre il rischio di sottotrattamento e a rendere più accurati i passaggi che portano alla terapia.
partecipazione e figure in evidenza
Nel quadro delle dichiarazioni raccolte, la figura principale citata è:
- Silvia Natoli